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Torre del lago 

Amianto abbandonato in via Cimarosa

Amianto abbandonato in via Cimarosa

L’area dove a maggio bruciarono numerosi rifiuti ad oggi non appare bonificata

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TORRE DEL LAGO. Tra i rifiuti bruciati in via Cimarosa, il 17 maggio scorso, c’era amianto. A confermarlo era stata Arpat che aveva trasmesso al Comune di Viareggio gli esiti delle analisi di laboratorio «effettuate presso Arpa Emilia Romagna, le quali hanno accertato la presenza di amianto del tipo Crisotilo e Crocidolite nei campioni prelevati presso l’area privata interessata dall’incendio». A bonificare l’area - ricordava Arpat - dovevano essere i proprietari dei terreni, Comune compreso. Ed «il sindaco, ai sensi dell’articolo 192 del Decreto legislativo 152/06, dovrà emanare apposita ordinanza nei confronti del proprietario per il ripristino dello stato dei luoghi».

La foto in questa pagina è stata scattata ieri: il terreno tutto intorno non appare bonificata e si contano numerosi pezzi di materiale evidentemente passato nel fuoco. E non solo: perché amianto chiama amianto. Nel senso che nella zona sono stati abbandonati sacchi come quello nell’immagine che avvisano: “Attenzione contiene amianto” con tanto di simbolo di pericolo e relativi codici di legge.

Oltre ai sacchi ci sono delle lastre di amianto avvolte nella plastica, quasi come se chi le ha abbandonate avesse voluto prendere un minimo di precauzione. Visto che, solitamente, gli abbandoni di amianto tra Viareggio e Torre del Lago, spesso in zona Parco, avvengono senza alcuna prudenza, oltre che senza alcun rispetto per l’ambiente e chi lo abita, uomini e animali.

Quello che sconcerta è che nel caso di questo tratto di frazione siamo in mezzo ai fossi, vicino al lago di Massaciuccoli. È possibile pensare di lasciare quei terreni senza bonifica, anche solo a causa delle pastoie burocratiche? Ed ancora: è possibile che non si sappia, nel 2017, a chi appartiene un terreno, come ha spiegato il Comune alla stessa Arpat? E che non si possa richiamare tutti i proprietari, chiunque essi siano, al ripristino di condizioni ambientali non pericolose?

Chi è che non può essere “disturbato”, al punto da non dover fare il proprio dovere per il bene collettivo che è l’ambiente deturpato? Ed infine: chi è che deve sorvegliare, una buona volta, affinché in area Parco ed in quelle immediatamente vicine non vengano più abbandonati rifiuti? Qualcuno è in grado di fornire risposte convincenti? (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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