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Versilia

IL CENTRO ANTI-DIPENDENZE 

Sos per il Pca: senza aiuti rischiamo di chiudere

Sos per il Pca: senza aiuti rischiamo di chiudere

PIETRASANTA. «Rischiamo la chiusura: basta parole, servono i fatti. Da mesi attendiamo, inutilmente, i 60mila euro di contributi dalla Regione». L’allarme viene lanciato da Luca Bonci, presidente del...

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PIETRASANTA. «Rischiamo la chiusura: basta parole, servono i fatti. Da mesi attendiamo, inutilmente, i 60mila euro di contributi dalla Regione». L’allarme viene lanciato da Luca Bonci, presidente del Pca, il centro che segue e cura oltre 160 utenti con seri problemi di dipendenza. «Nonostante le promesse fatte non si intravedono azioni risolutive e quasi ci vergogniamo a ridire sempre pubblicamente le stesse cose. Il nostro impegno è chiaro, le nostre campagne continuano, a partire da quella sulla ludopatia appena iniziata, ma evidentemente le istituzioni sottovalutano le situazioni di disagio che sul nostro territorio sono moltissime. E il depotenziamento, se non la chiusura, di organizzazioni come la nostra non faranno altro che riversare sulla popolazione i costi sociali ed economici della gestione di tali persone. Costi che saranno sicuramente maggiori di quello che serve a sostenere le associazioni che riescono a prevenire e controllare, come il Progetto Comunità Aperta».

Il rischio concreto, senza i contributi, è la chiusura del centro entro la fine dell’anno. Molte, dicevamo, le situazioni disagio sociale seguite dal Pca. «Fra queste – spiega Nando Melillo – vorremmo portare all’attenzione di tutte le istituzioni il grave caso di un nostro utente privo di assistenza. L’ultima residenza di questa persona risulta presso il carcere di Massa: ad oggi non ha alcun domicilio, il precedente riferimento riconduceva a Seravezza, non ha documenti e pertanto qualsiasi intervento per inviarlo come chiede lui in una struttura, come una comunità terapeutica diventa vano. Per questo motivo – prosegue Melillo – chiediamo alle persone di buona volontà e ai sindaci di Seravezza e di Pietrasanta che si facciano carico di questa persona già conosciuta sul territorio, garantendo una residenza o domicilio provvisorio il tempo per espletare le pratiche di routine. Evitiamogli il carcere, perché sarebbe una sconfitta per tutti. Oltretutto in queste condizioni l’abuso di sostanze diventa quotidiano, in particolare evidenziamo che sul nostro territorio è in crescita il ricorso a benzodiazepine e un farmaco in particolare, il rivotril, che se associato all’alcol accentua la sua pericolosità. Farmaco molto spesso usato dai tossicodipendente per attenuare gli effetti negativi della cocaina. Per questo chiediamo massima attenzione ai medici di famiglia e alle farmacie». (l.b.)

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