Il Tirreno

Versilia

Sogna a stelle e strisce la band che incanta la Versilia

Un’estate piena di impegni e soddisfazioni per il gruppo “The M”, tre studenti del liceo musicale Palma di Massa che puntano in alto

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QUERCETA. Hanno tra i 15 e i 16 anni e sono un mix perfetto di energia, spensieratezza, talento e passione sfrenata per il rock, il blues e il funky. Sono i “The M”: una tra le più seguite giovani band emergenti della Versilia. I tre promettenti musicisti che la compongono - Leonardo Badiali, 15 anni, di Querceta, Michelangelo Surdo, 15 anni, e Fabio Angeli, 16 anni, di Massa - frequentano il liceo musicale “Felice Palma” al centro della città dei Malaspina. Lì hanno mosso i primi passi insieme, alla ricerca del sound perfetto che, oggi, li contraddistingue. Proprio alla loro sezione scolastica, è dedicato il nome della band: “The M” (“La M”).

«Ho imparato a suonare la chitarra classica a sei anni e mezzo, per avvicinarmi, verso i dieci, a quella elettrica. Prima di formare questa band suonavo insieme ad amici di mio padre durante le “jam session”, ma quando ho conosciuto loro c’è stato subito “feeling”» racconta Michelangelo. Leonardo ha imparato le prime note in casa: «Mio nonno e mio fratello mi hanno tramesso questo interesse che sfogo cantando e suonando la batteria. Ho anche messo su un piccolo studio in casa mia», spiega il giovane bassista. Anche Fabio ha iniziato prestissimo a toccare le corde di chitarra: «Ero in terza elementare quando ho iniziato con la classica ma, poi, ho dichiarato amore al basso». Tra i loro miti ci sono i Led Zeppelin, Jaco Pastorius, Jimi Hendrix, Alain Caron e tanti altri grandi della musica internazionale. Alla domanda: «Come immaginate il vostro futuro?» tutti hanno risposto: «Fuori da qui. In Italia, se vuoi avere un riconoscimento devi studiare per anni al Conservatorio, che, poi, non ti garantisce futuro lavorativo. In America, invece, se qualcuno ti reputa un talento, ti inserisce in contesti importanti, in una band di successo, al punto che, se te la giochi bene, hai ottime possibilità di diventare un leader».

La loro sarà una scalata difficile, ma, a sentirli adesso, così pieni di entusiasmo volontà ed energia, lasciano credere che nella vita davvero tutto sia possibile. E non è un caso se, durante i loro spettacoli, a centinaia si fermano ad ascoltarli, imbambolati di fronte a quelle facce sbarbate e a quegli occhi di chi ha appena preso il motorino. Ma non basta essere piccoli per conquistare un pubblico. Loro ti coinvolgono, ti travolgono. Ad ascoltarli, la musica ti entra nelle vene e ti lascia la cosa più importante per cui la musica stessa è nata: l’emozione.

Chiara Buratti

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