Il Tirreno

Versilia

Aumenti per asili e mensa nelle scuole di Viareggio: genitori furibondi

di Donatella Francesconi
Aumenti per asili e mensa nelle scuole di Viareggio: genitori furibondi

La richiesta di un incontro con sindaco ed assessore Mei su tariffe e riorganizzazione dei nidi in parte passati ad ICare

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VIAREGGIO. «Adesso noi siamo molto arrabbiati perché la vostra amministrazione ci ha mentito, ha disatteso completamente la modalità prospettateci»: è la comunicazione che il comitato “Viareggio Unita per il Diritto all’Istruzione” (“Vudi”) ha inviato al sindaco Giorgio Del Ghingaro e all’assessore Sandra Mei. «Vi chiediamo quindi di comunicare, confrontarvi con le famiglie, dare informazioni e spiegazioni chiare convocando un’assemblea pubblica prima dell’inizio dei servizi scolastici», continuano i genitori del comitato alla vigila del rientro in aula, alle prese con i conti da far quadrare e con gli aumenti delle rette, per asili e mensa scolastica.

All’amministrazione comunale i genitori tornano a chiedere di «indire un incontro pubblico con tutte le famiglie. Perché crediamo che sia diritto di tutti i genitori conoscere in forma diretta e ufficiale le motivazioni delle scelte portate avanti dall’amministrazione, sia sulla questione delle tariffe, sia sui cambiamenti nell’organizzazione dei servizi 0-3 anni, portati avanti con la stessa modalità di totale assenza di comunicazione».

I più piccoli tra i cittadini di Viareggio, infatti, frequenteranno in parte asili nido del Comune ed in parte asili nido gestiti totalmente dalla società “ICare” cui è stato passato parte del servizio.

Il sindaco, ricorda il comitato, «che ci disse personalmente di voler creare un tavolo di confronto con tutte le componenti del mondo scolastico, in primis i genitori, affinché ogni decisione fosse discussa e condivisa, affinché non vi fossero più scelte imposte dall’alto in quell’ottica di partecipazione di cui si è fatto più volte portavoce. E l’assessore Mei, durante il nostro primo incontro, manifestò la volontà di tenere costantemente informati i genitori su tutte le decisioni inerenti i servizi scolastici, tanto da voler fissare un incontro ogni due settimane». Che non c’è mai stato.



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