Sicurezza
Tuffi tranquilli al Forte: arriva la rete anti-meduse
di Melania Carnevali
Ideata dalla start-up pisana del matematico Michele Grassi è stata installata ieri mattina davanti al bagno Giancarlo
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FORTE DEI MARMI. L’idea è arrivata anche questa volta sul mare. «Lavoriamo con lui e ci piace risolverne i problemi. Avevamo notato che non esistevano barriere anti-meduse nelle spiagge sabbiose e ci siamo chiesti il perché». Così, pochi mesi dopo, ne hanno realizzata una, l’hanno brevettata e ieri mattina, la prima del suo tipo, è stata installata nelle acque davanti al bagno Giancarlo di Forte dei Marmi.
Una rete dieci metri per dieci con cui è stata creata, dalla battigia verso largo, una piccola piscina d’acqua salata meduse free per i bambini clienti dello stabilimento balneare. Ma non solo. Le reti possono essere anche molto più grandi. A idearla è stata la Elements works, una giovane start-up pisana guidata dal già noto professore Michele Grassi, milanese ma pisano d’adozione, innamorato da sempre della Versilia, il quale, da solo, riuscì, qualche anno fa, a creare un piccolo miracolo economico.
Da una soffitta creò una start up diventata in un lampo azienda, con un capannone e diversi operai al lavoro nella zona industriale di Pisa, per la creazione di energia elettrica dalle onde. Aveva visto un container galleggiare sperduto nelle acque dell’oceano Atlantico e si disse: «una forza così, va utilizzata». Ed ecco che ha realizzato il suo “container” a sei metri di profondità davanti alle coste di Marina di Pisa, capace di incanalare la forza delle onde per trasformarla in elettricità in modo sostenibile.
Anche questa volta l’idea è arrivata guardando le onde. «D’altronde lavoriamo con quelle», dice lui. Una rete simile, in realtà, esisteva già, ma poteva essere gettata solo nelle acque delle coste rocciose. «Le reti tradizionali non si prestano bene alla sabbia, perché quando ci sono le mareggiate i fondali si muovono». Questa rete invece è fatta apposta. È una rete con una maglia finissima, di un centimetro, in modo che l’acqua passi, ma i pesciolini no: in alto ci sono delle piccole boe, in basso i pesi che tengono la rete ben stesa fino al fondale. «Inoltre – spiega il matematico – rispetto alle reti classiche non è impattante dal punto di vista estetico. Si vede, ma non molto». Così, adesso, ci si potrà tuffare anche nel mare della Versilia, senza temere di essere punto da una medusa. D’altronde, dopo l’ultima scoperta di una nuova specie aliena nell’Alto Adriatico (la scoperta risale ormai al 2014), crescono gli interrogativi, e pure il panico, sulla presenza di meduse nelle acque del Mediterraneo.
La rete è stata brevettata tre mesi fa e solo ieri è stata installata la prima. «Ha bisogno di concessioni e autorizzazioni per essere installata e questo ne ha rallentato l’iter», spiega Grassi.
Quella installata davanti al bagno Giancarlo è dieci metri per dieci, come detto. Ma le dimensioni le possono scegliere i clienti, nei limiti, ovviamente, della lunghezza del fronte mare. «Queste reti possono essere installate tranquillamente a inizio stagione e essere rimosse a settembre – spiega Grassi –. Con il mare mosso, però, sarebbe meglio toglierle per evitare che ci finisca sporcizia dentro».
Già altri stabilimenti hanno mostrato interesse nei confronti della nuova rete della start-up pisana, e chissà che il 2018 non sia la stagione delle barriere anti-meduse.
Una rete dieci metri per dieci con cui è stata creata, dalla battigia verso largo, una piccola piscina d’acqua salata meduse free per i bambini clienti dello stabilimento balneare. Ma non solo. Le reti possono essere anche molto più grandi. A idearla è stata la Elements works, una giovane start-up pisana guidata dal già noto professore Michele Grassi, milanese ma pisano d’adozione, innamorato da sempre della Versilia, il quale, da solo, riuscì, qualche anno fa, a creare un piccolo miracolo economico.
Da una soffitta creò una start up diventata in un lampo azienda, con un capannone e diversi operai al lavoro nella zona industriale di Pisa, per la creazione di energia elettrica dalle onde. Aveva visto un container galleggiare sperduto nelle acque dell’oceano Atlantico e si disse: «una forza così, va utilizzata». Ed ecco che ha realizzato il suo “container” a sei metri di profondità davanti alle coste di Marina di Pisa, capace di incanalare la forza delle onde per trasformarla in elettricità in modo sostenibile.
Anche questa volta l’idea è arrivata guardando le onde. «D’altronde lavoriamo con quelle», dice lui. Una rete simile, in realtà, esisteva già, ma poteva essere gettata solo nelle acque delle coste rocciose. «Le reti tradizionali non si prestano bene alla sabbia, perché quando ci sono le mareggiate i fondali si muovono». Questa rete invece è fatta apposta. È una rete con una maglia finissima, di un centimetro, in modo che l’acqua passi, ma i pesciolini no: in alto ci sono delle piccole boe, in basso i pesi che tengono la rete ben stesa fino al fondale. «Inoltre – spiega il matematico – rispetto alle reti classiche non è impattante dal punto di vista estetico. Si vede, ma non molto». Così, adesso, ci si potrà tuffare anche nel mare della Versilia, senza temere di essere punto da una medusa. D’altronde, dopo l’ultima scoperta di una nuova specie aliena nell’Alto Adriatico (la scoperta risale ormai al 2014), crescono gli interrogativi, e pure il panico, sulla presenza di meduse nelle acque del Mediterraneo.
La rete è stata brevettata tre mesi fa e solo ieri è stata installata la prima. «Ha bisogno di concessioni e autorizzazioni per essere installata e questo ne ha rallentato l’iter», spiega Grassi.
Quella installata davanti al bagno Giancarlo è dieci metri per dieci, come detto. Ma le dimensioni le possono scegliere i clienti, nei limiti, ovviamente, della lunghezza del fronte mare. «Queste reti possono essere installate tranquillamente a inizio stagione e essere rimosse a settembre – spiega Grassi –. Con il mare mosso, però, sarebbe meglio toglierle per evitare che ci finisca sporcizia dentro».
Già altri stabilimenti hanno mostrato interesse nei confronti della nuova rete della start-up pisana, e chissà che il 2018 non sia la stagione delle barriere anti-meduse.
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