Sicurezza
il caso
Niente bagno per la ambulante
Una donna del Senegal ha subito il rifiuto in uno stabilimento balneare
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Ci dispiace, ma la toilette è disponibile solamente per i clienti del bagno». Così si è vista rispondere una venditrice da spiaggia proveniente dal Senegal dalla proprietaria un noto stabilimento balneare che si trova lungo la Passeggiata di Viareggio.
«Passo ore sotto il sole - racconta la donna con un filo di voce - comincio la mattina alle 9 e stacco alle 13 per poi iniziare di nuovo alle 16 fino alle 19. Solitamente non mi capita di chiedere questo tipo di cortesie. Solo in casi estremi: a volte neanche quando arriva quel periodo del mese - spiega con pudore - cerco di ottimizzare i miei tempi e di utilizzare il bagno di casa. Ma l’altro giorno avevo veramente un gran bisogno».
La donna, una quarantenne di origine senegalese, regolare sul nostro territorio da ormai più di quindici anni, si è rivolta prima al bancone del bar dello stabilimento.
«La barista è stata molto cortese e mi ha accompagnato alla reception per chiedere alla proprietaria la chiave del bagno».
Ma arrivata là, la brutta sorpresa: «Mi sono sentita umiliata perché mi ha detto chiaramente che io lì non potevo utilizzare il bagno perché è solo per i clienti - racconta -. Non è stata sgarbata nei modi ma mi ha semplicemente invitato ad andare a un bar poco distante e di utilizzare quel bagno».
La venditrice è stata quindi costretta a lasciare tutta la sua merce all’entrata dello stabilimento: «Ho chiesto a mia figlia che ogni tanto mi dà una mano se poteva rimanere lì a fare la guardia - conclude - sono andata di corsa a casa e ho utilizzato il mio bagno. Non so cosa pensare: spero che non l’abbia fatto perché sono di colore o una venditrice ambulante, ma che riservi lo stesso trattamento anche agli italiani».
Cesare Bonifazi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Passo ore sotto il sole - racconta la donna con un filo di voce - comincio la mattina alle 9 e stacco alle 13 per poi iniziare di nuovo alle 16 fino alle 19. Solitamente non mi capita di chiedere questo tipo di cortesie. Solo in casi estremi: a volte neanche quando arriva quel periodo del mese - spiega con pudore - cerco di ottimizzare i miei tempi e di utilizzare il bagno di casa. Ma l’altro giorno avevo veramente un gran bisogno».
La donna, una quarantenne di origine senegalese, regolare sul nostro territorio da ormai più di quindici anni, si è rivolta prima al bancone del bar dello stabilimento.
«La barista è stata molto cortese e mi ha accompagnato alla reception per chiedere alla proprietaria la chiave del bagno».
Ma arrivata là, la brutta sorpresa: «Mi sono sentita umiliata perché mi ha detto chiaramente che io lì non potevo utilizzare il bagno perché è solo per i clienti - racconta -. Non è stata sgarbata nei modi ma mi ha semplicemente invitato ad andare a un bar poco distante e di utilizzare quel bagno».
La venditrice è stata quindi costretta a lasciare tutta la sua merce all’entrata dello stabilimento: «Ho chiesto a mia figlia che ogni tanto mi dà una mano se poteva rimanere lì a fare la guardia - conclude - sono andata di corsa a casa e ho utilizzato il mio bagno. Non so cosa pensare: spero che non l’abbia fatto perché sono di colore o una venditrice ambulante, ma che riservi lo stesso trattamento anche agli italiani».
Cesare Bonifazi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google