Attenzione
grido di aiuto
Messaggio lasciato alla Casina
La donna è stata accompagnata in Comune dalle Tartarughe lente
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VIAREGGIO. Si è affidata al diario che si trova all'interno della Casina dei Ricordi in via Ponchielli, luogo della strage ferroviaria del 29 giugno 2009, per lanciare il proprio grido di disperazione e di aiuto. Si tratta di una quarantasettenne che ha vissuto a Firenze per diversi anni, sposata, separata con un figlio di 18 anni che vive con il padre a Firenze ed un'altra esperienza finita con un altro uomo a Viareggio. Dal 2012 vive in città, ma non ha una casa e non ha un sostentamento. Nel cercare aiuto il suo primo pensiero è stato per chi ha perso la vita in quella notte maledetta: «Che queste povere persone che hanno avuto questo destino possano riposare in pace». La sua disperazione è accentuata dal fatto che sono scomparsi anche i suoi genitori:«Mi hanno abbandonata tutti, sono disabile in seguito ad un incidente avuto con lo scooter, ho un ginocchio che mi crea problemi di equilibrio. Sono sola, senza casa, vorrei morire. Ho bisogno di Dio, ma lui per me non c'è mai. Mio marito mi ha picchiato più volte, ed ho avuto paura di denunciarlo». Giuliano Bandoni, delle “Tartarughe lente” leggendo lo scritto ha informato l'assessore Gabriele Tomei e ieri la signora è stata ricevuta dall'assistente sociale, Elisabetta Musetti. »Le ho chiesto se aveva una casa o un posto dove dormire, perché sono in mezzo ad una strada - racconta la donna - ma non c'è stata nessuna soluzione: solo delusa. Ho dormito qualche ora in una roulotte di un uomo nei pressi della stazione Vecchia ieri pomeriggio, ma la notte la passo sulle panchine. Non so fino a quanto potrò resistere: spero solo che qualcuno mi possa aiutare».
Roy Lepore
Roy Lepore
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