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Mare nero, arriva Arpat

Mare nero, arriva Arpat

Effettuati i campionamenti chiesti dalla Capitaneria

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VIAREGGIO. Ieri mattina è intervenuta l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpat). E questa volta non per i cattivi odori, ma per campionare l’acqua del mare che tra Triangolino ed imboccatura del Burlamacca è nera. Come mostrano le immagini dall’alto pubblicate dal “Tirreno” in questi giorni. A chiamare Arpat è stata la Capitaneria di porto che martedì aveva già effettuato alcuni sopralluoghi: in porto, al depuratore di Viareggio e quello di Camaiore, alla porte Vinciane, e risalendo lungo il Burlamacca fino ai fossi che arrivano al canale e da lì al mare. In particolare quel fosso Farabola, particolarmente a secco.

Il nero che colora l’acqua di mare potrebbe derivare - secondo le primissime deduzioni - dalla fanghiglia dei fossi. Che viene smossa quando torna indietro l’acqua del canale Burlamacca, nel rapporto dare-avere tra mare e lago di Massaciuccoli. Acqua che risale i fossi e poi torna al mare, portandosi dietro la fanghiglia che giace nei fossi, la cui pulizia è in carico al Consorzio di bonifica.

L’acqua, una volta in porto, non defluisce e quindi tutto quello che arriva verso il mare - spiega la Capitaneria - «stagna in avamporto». Con il risultato immortalato dalle foto scattate dall’alto.

Va anche detto che non è la prima volta che il mare, all’imboccatura del porto, si presenta di questo colore inquietante. È un fenomeno che si è visto anche lo scorso anno, sempre nello stesso punto, e che era stato attribuito a quanto arrivava dal Massaciuccoli e dai fossi che arrivano al Burlamacca. Insomma, si sarebbe in presenza di un evento che si verifica in egual modo sia che vi siano piogge sia che vi sia siccità. Ed è effettivamente un po’ singolare.

Adesso si attendono gli esiti dei campionamenti Arpat, mentre continua il monitoraggio della Capitaneria che ieri ha verificato le condizioni dell’acqua facendo uscire una delle motovedette. Sollo dalle analisi dell’acqua prelevata si potrà capire quali sostanze siano la causa della colorazione così scura.

Certo è che una risposta deve arrivare. Perché altrimenti la storia del mare nero rischia di diventare come quella del cattivo odore che ammorba la città di notte.

In una città turistica che, con tutti i difetti che ha, sul fronte della tutela dell’ambiente merita però qualcosa di meglio che eterna incertezza, di decennio in decennio. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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