Il dolore
Il gigante dei mari veniva da un sequestro
Una denuncia di mesi fa per il magnate bielorusso del super yacht A febbraio il blocco a Gibilterra, poi la soluzione. Gli arredi sono versiliesi
PIETRASANTA. Un mega yacht da 143 metri visto alcune settimane fa in Versilia, costruito nuovo di zecca, considerato uno dei più lunghi se non il più lungo in circolazione nei mari del mondo, ha alle spalle un momento di difficoltà. Lo yacht è lo stesso che il 22 luglio era stato visto (e ammirato) mentre solcava il mare al largo di Forte dei Marmi.
È per un presunto mancato pagamento che Andrey Melnichenko, industriale russo di quarantacinque anni definito da Forbes come il 89esimo uomo più ricco del mondo (il suo patrimonio netto è stimato dalla rivista in 13,4 miliardi di dollari), a febbraio era stato denunciato dal cantiere navale. E la barca era stata sequestrata a Gibilterra. Una storia poi rientrata – come è ovvio, visto che questa estate lo yacht ha solcato regolarmente i mari – ma che merita di essere raccontata con un po’ di ritardo. Come precisa lo stesso staff del magnate, si è trattato "di un piccolo incidente tecnico successo a Gibilterra per una controversia economica in fase di arbitrato, ma non ci sono stati pagamenti in sospeso o le fatture non pagate. Il super yacht è stato dissequestrato nel giro di tre giorni dopo che il giudice ha deciso di risolvere la controversia con i costruttori navali in 9 milioni".
Lo staff di Melnichenko spiega che in realtà il problema sorto a Gibilterra non è legato al 45enne russo. "Ci fu una controversia tra la compagnia proprietaria dell'imbarcazione e il cantiere navale. Lo yacht A è stato consegnato al proprietario all'inizio di maggio a Monaco dal team di progetto guidato da Dirk Kloosterman dopo aver completato le sue sperimentazioni in mare nel cantiere Navantia di Cartagena e le prove e le ispezioni finali a Gibilterra". Creditore il cantiere navale tedesco Nobiskrug a Kiel nel nord della Germania che aveva varato lo yacht appena due settimane prima.
Battente bandiera delle Bermuda, il Sailing Yacht “A” nel giro di pochi giorni era diventato un must per gli appassionati. Una imbarcazione tecnologica oltre che dalla bellezza mozzafiato: è dotata di un punto d’osservazione sottomarino e un sistema di propulsione che va sia a diesel sia a elettricità. Lo staff del magnate, dal canto suo, aveva parlato di «problema tecnico». Un problema che – tecnico o non tecnico – oggi è superato. Ma certo non passa inosservata la notizia di un sequestro di un bene di questo genere.
La super barca almeno in parte ha un legame stretto con la Versilia, dove peraltro è stato ormeggiato per diversi giorni nel mese di luglio. Il magnate bielorusso ha infatti trascorso qualche giorno di relax a Forte dei Marmi. E il suo gioiello oltre a brillare per dimensioni e costi – in tutto oltre quattrocento milioni di euro – sfoggia circa cinquecento metri quadri di marmo alleggerito, per un totale di sedici centimetri di spessore. Inoltre parlando di illuminazione, “A” vanta prodotti e preziosità installati da Lanka Marine, azienda di Pietrasanta specializzata nel settore degli arredamenti di lusso.
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