Salov: non siamo noi a causare quei miasmi
di Cesare Bonifazi
«Arpat ha già fatto un’ispezione, ha trovato tutto in regola»
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VIAREGGIO. Salov non c’entra con i cattivi odori notturni che ammorbano Viareggio e le cittadine limitrofe. È questa, netta, la posizione dell’azienda. Marcello Francini, uno dei dirigenti di Salov, rispedisce al mittente qualsiasi accusa che vorrebbe l’oleificio tra le cause principali delle maleodoranze: «Noi non siamo la causa - dice deciso - Arpat è venuta a fare i controlli, ha rilasciato i verbali e non ci ha dato alcuna prescrizione al riguardo. Dopo ogni sopralluogo Arpat ci ha rilasciato dei verbali ufficiali nei quali non viene attribuita a noi la causa».
È anche escluso che la causa negli ultimi giorni sia proprio Salov perché l’impianto era chiuso: «Il 18 agosto hanno fatto un controllo e l’azienda era chiusa da almeno una settimana giorni - continua Francini - Sarà ben difficile che Salov sia responsabile. Aggiungo che siamo certificati Iso 18.000 e 14.000 sulla parte ambientale. Arpat sta facendo le sue indagini, quando sarà arrivata a una conclusione ed emanerà verbali, a quel punto verificheremo le prescrizioni».
Parallelamente sono arrivate anche le ordinanze dei Comuni su quelli che invece sono stati individuati come una delle fonti dei miasmi, ovvero i camion che trasportano rifiuti a Pioppogatto. Il problema è farle rispettare coordinando le forze dell’ordine. Già, perché proprio a Pioppogatto era presente un divieto di sosta per i tir. Ma non arrivavano le sanzioni. Le amministrazioni si sono adeguate quindi alle prescrizioni di Arpat che chiedeva di eliminare quella che può essere stata una delle grandi cause delle maleodoranze.
Una decisione presa dopo alcuni controlli all’impianto di smaltimento dei rifiuti indifferenziati avviati su segnalazione delle famiglie-sentinella indicate dalle amministrazioni di Viareggio, Massarosa e Camaiore che da giorni fanno monitoraggio diretto sul territorio e segnalano in tempo reale i casi di cattivi odori.
E se l’impianto di smaltimento è stato indicato da Arpat come tra le possibili cause. L’ultima relazione dell’agenzia aveva stabilito inoltre che nei pressi della rotatoria tra la strada provinciale 5 e via del Brentino, «si è percepito, molto intensamente, odore fastidioso riconducibile alla lavorazione dell’olio di oliva e quindi verosimilmente dovuto allo stabilimento Salov, presso il quale è stato effettuata una nuova ispezione il 18 agosto e sono in corso le valutazioni del caso».
Arpat ha quindi controllato direttamente la Salov sulla via di Montramito ma non ha trovato irregolarità particolari. Quindi, malgrado la zona e l’odore, non è possibile stabilire con certezza che la Salov sia una «fonte odorigena». Pur non essendo chiaro se l’impianto che produce olio sia o meno tra i responsabili, rimane comunque tra i sorvegliati speciali dei controlli.
Da Arpat fanno sapere infatti che nei primi giorni di settembre, quando i tecnici dovranno fare i controlli Aia (Autorizzazione integrata ambientale) verranno anche verificate se esistano fonti che generano cattivi odori.
Nel frattempo i tecnici ambientali dell’Arpat continuerà a monitorare il territorio, grazie anche alle segnalazioni delle famiglie.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È anche escluso che la causa negli ultimi giorni sia proprio Salov perché l’impianto era chiuso: «Il 18 agosto hanno fatto un controllo e l’azienda era chiusa da almeno una settimana giorni - continua Francini - Sarà ben difficile che Salov sia responsabile. Aggiungo che siamo certificati Iso 18.000 e 14.000 sulla parte ambientale. Arpat sta facendo le sue indagini, quando sarà arrivata a una conclusione ed emanerà verbali, a quel punto verificheremo le prescrizioni».
Parallelamente sono arrivate anche le ordinanze dei Comuni su quelli che invece sono stati individuati come una delle fonti dei miasmi, ovvero i camion che trasportano rifiuti a Pioppogatto. Il problema è farle rispettare coordinando le forze dell’ordine. Già, perché proprio a Pioppogatto era presente un divieto di sosta per i tir. Ma non arrivavano le sanzioni. Le amministrazioni si sono adeguate quindi alle prescrizioni di Arpat che chiedeva di eliminare quella che può essere stata una delle grandi cause delle maleodoranze.
Una decisione presa dopo alcuni controlli all’impianto di smaltimento dei rifiuti indifferenziati avviati su segnalazione delle famiglie-sentinella indicate dalle amministrazioni di Viareggio, Massarosa e Camaiore che da giorni fanno monitoraggio diretto sul territorio e segnalano in tempo reale i casi di cattivi odori.
E se l’impianto di smaltimento è stato indicato da Arpat come tra le possibili cause. L’ultima relazione dell’agenzia aveva stabilito inoltre che nei pressi della rotatoria tra la strada provinciale 5 e via del Brentino, «si è percepito, molto intensamente, odore fastidioso riconducibile alla lavorazione dell’olio di oliva e quindi verosimilmente dovuto allo stabilimento Salov, presso il quale è stato effettuata una nuova ispezione il 18 agosto e sono in corso le valutazioni del caso».
Arpat ha quindi controllato direttamente la Salov sulla via di Montramito ma non ha trovato irregolarità particolari. Quindi, malgrado la zona e l’odore, non è possibile stabilire con certezza che la Salov sia una «fonte odorigena». Pur non essendo chiaro se l’impianto che produce olio sia o meno tra i responsabili, rimane comunque tra i sorvegliati speciali dei controlli.
Da Arpat fanno sapere infatti che nei primi giorni di settembre, quando i tecnici dovranno fare i controlli Aia (Autorizzazione integrata ambientale) verranno anche verificate se esistano fonti che generano cattivi odori.
Nel frattempo i tecnici ambientali dell’Arpat continuerà a monitorare il territorio, grazie anche alle segnalazioni delle famiglie.
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