La manifestazione
Dopo le scritte divampa la polemica
Striscioni antifascisti di Repubblica Viareggina. Tambellini solidale con Mungai
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MASSAROSA. Destra e sinistra si accendono sul caso Massarosa e altre scritte appaiono nel territorio. Striscioni firmati dagli antifascisti. Dopo la manifestazione di venerdì scorso in cui in 300 hanno chiesto più sicurezza, il clima politico massarosese si è surriscaldato come neanche durante una campagna elettorale. Prima gli attacchi contro i manifestanti di estrema destra che hanno partecipato al corteo, poi le scritte infamanti contro il sindaco Franco Mungai e ieri l’ultimo capitolo di una bagarre che rischia di non terminare qui.
Anche il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini si unisce alla lunga schiera di politici, di destra e di sinistra, che hanno espresso solidarietà al sindaco e alla sua famiglia: «Non sono ammesse giustificazioni: ciò che sta succedendo al sindaco di Massarosa è inaccettabile e ci impone solidarietà e condanna. I mandanti morali di questi fatti sono coloro che esasperano gli animi diffondendo ad arte nefandezze per alimentare un sentimento di paura nei cittadini».
Massarosa e Viareggio si sono svegliati ieri con alcuni striscioni contro le frange più estreme della politica: «Nessuna guerra tra i popoli, nessuna pace tra le classi», «Processiamo i razzisti», «Niente resterà impunito». Tre in tutto: sulla via di Montramito e alla stazione vecchia. Si tratta appunto di un’azione politica degli antifascisti di Repubblica Viareggina che hanno accompagnato il blitz con un lungo comunicato in cui attaccano alcuni esponenti della destra locale: «Scendono in piazza, in teoria contro lo stupro, ma poi si augurano che qualcun altro possa essere vittima di tale gesto. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla vera vittima di questo attacco, ovvero la moglie del sindaco. Da troppo tempo – continuano – c’è chi soffia irresponsabilmente sul fuoco dell’intolleranza giocando sulle paure. Pensiamo che i responsabili morali delle ingiurie contro la moglie di Mungai siano da ricercare in certi leader politici locali come Massimo Baldini e Riccardo Zucconi. Loro dovranno assumersi le responsabilità per ciò che i loro accoliti potrebbero combinare. Noi saremo pronti a contrastare in ogni luogo e in ogni momento qualsiasi azione squadrista».
L’acredine si è accesa come un cerino. «Le dichiarazioni e gli atteggiamenti di Repubblica Viareggina – risponde il consigliere Baldini – sono gli stessi che utilizzarono nel 2015 al comizio in piazza Margherita di Matteo Salvini. In quell’occasione schivammo lanci di uova e sassate. Il solito metro democratico di una sinistra nostalgica degli anni 70. Nonostante sia contrario alle denunce per motivi politici, mi riservo di tutelare i miei diritti sia in sede penale che civile per l’aggressione ricevuta. Sono questi atteggiamenti gli unici responsabili delle tensioni seguite alla manifestazione di Massarosa».
E solidarietà a Baldini arriva dalla lista civica Movimento dei Cittadini: ribadendo le idee su immigrazione e sicurezza si minaccia di passare dalle parole ai fatti: «Visto il tenore del comunicato – scrivono – ci riserviamo di tutelare le nostre ragioni anche in sede penale e civile».
Immediata la replica di Repubblica Viareggina: «Siamo noi parte lesa di questa vicenda, avendo subito diffamazioni pubbliche; a nessuno dei 28 imputati è contestato il reato di lancio di oggetti, bensì di manifestazione non autorizzata. Pretendiamo quindi da Baldini e Griva immediate scuse e rettifiche riservandoci l’eventualità di ricorrere alle vie legali».
Si aggiunge alla discussione la consigliera regionale di Lega Nord Elisa Montemagni: «Le minacce di Repubblica Viareggina sono il manifesto di una violenza che li contraddistingue da sempre. Parlare di “processare i razzisti” o dire che “niente resterà impunito” a cosa si riferisce precisamente? Io al corteo di Massarosa ho visto famiglie, giovani e anziani sfilare per la sicurezza in modo pacifico e ordinato. Non mi sembra ci sia nulla e nessuno da punire per questo né qualcuno da additare come razzista. Ho già espresso solidarietà a Franco Mungai e alla sua famiglia e faccio lo stesso oggi con Zucconi, Baldini e chi ha organizzato la manifestazione».
In tutta questa polemica rimangono soffocati proprio i cittadini che chiedono solo che tutto finisca: «La politica, quella che ci dovrebbe tutelare, ha dato fuoco a una miccia che non vuole spegnersi - scrive Marzia Lucchesi, una delle organizzatrici del corteo - e quando mai capiterà di nuovo un evento del genere per poter essere al centro dell’attenzione? I cittadini sono stati strumentalizzati dalle guerre sulla carta stampata. Mai avremmo creduto che chiedere sicurezza avrebbe portato conseguenze così aspre e ingiustificate». (cbm)
Anche il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini si unisce alla lunga schiera di politici, di destra e di sinistra, che hanno espresso solidarietà al sindaco e alla sua famiglia: «Non sono ammesse giustificazioni: ciò che sta succedendo al sindaco di Massarosa è inaccettabile e ci impone solidarietà e condanna. I mandanti morali di questi fatti sono coloro che esasperano gli animi diffondendo ad arte nefandezze per alimentare un sentimento di paura nei cittadini».
Massarosa e Viareggio si sono svegliati ieri con alcuni striscioni contro le frange più estreme della politica: «Nessuna guerra tra i popoli, nessuna pace tra le classi», «Processiamo i razzisti», «Niente resterà impunito». Tre in tutto: sulla via di Montramito e alla stazione vecchia. Si tratta appunto di un’azione politica degli antifascisti di Repubblica Viareggina che hanno accompagnato il blitz con un lungo comunicato in cui attaccano alcuni esponenti della destra locale: «Scendono in piazza, in teoria contro lo stupro, ma poi si augurano che qualcun altro possa essere vittima di tale gesto. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla vera vittima di questo attacco, ovvero la moglie del sindaco. Da troppo tempo – continuano – c’è chi soffia irresponsabilmente sul fuoco dell’intolleranza giocando sulle paure. Pensiamo che i responsabili morali delle ingiurie contro la moglie di Mungai siano da ricercare in certi leader politici locali come Massimo Baldini e Riccardo Zucconi. Loro dovranno assumersi le responsabilità per ciò che i loro accoliti potrebbero combinare. Noi saremo pronti a contrastare in ogni luogo e in ogni momento qualsiasi azione squadrista».
L’acredine si è accesa come un cerino. «Le dichiarazioni e gli atteggiamenti di Repubblica Viareggina – risponde il consigliere Baldini – sono gli stessi che utilizzarono nel 2015 al comizio in piazza Margherita di Matteo Salvini. In quell’occasione schivammo lanci di uova e sassate. Il solito metro democratico di una sinistra nostalgica degli anni 70. Nonostante sia contrario alle denunce per motivi politici, mi riservo di tutelare i miei diritti sia in sede penale che civile per l’aggressione ricevuta. Sono questi atteggiamenti gli unici responsabili delle tensioni seguite alla manifestazione di Massarosa».
E solidarietà a Baldini arriva dalla lista civica Movimento dei Cittadini: ribadendo le idee su immigrazione e sicurezza si minaccia di passare dalle parole ai fatti: «Visto il tenore del comunicato – scrivono – ci riserviamo di tutelare le nostre ragioni anche in sede penale e civile».
Immediata la replica di Repubblica Viareggina: «Siamo noi parte lesa di questa vicenda, avendo subito diffamazioni pubbliche; a nessuno dei 28 imputati è contestato il reato di lancio di oggetti, bensì di manifestazione non autorizzata. Pretendiamo quindi da Baldini e Griva immediate scuse e rettifiche riservandoci l’eventualità di ricorrere alle vie legali».
Si aggiunge alla discussione la consigliera regionale di Lega Nord Elisa Montemagni: «Le minacce di Repubblica Viareggina sono il manifesto di una violenza che li contraddistingue da sempre. Parlare di “processare i razzisti” o dire che “niente resterà impunito” a cosa si riferisce precisamente? Io al corteo di Massarosa ho visto famiglie, giovani e anziani sfilare per la sicurezza in modo pacifico e ordinato. Non mi sembra ci sia nulla e nessuno da punire per questo né qualcuno da additare come razzista. Ho già espresso solidarietà a Franco Mungai e alla sua famiglia e faccio lo stesso oggi con Zucconi, Baldini e chi ha organizzato la manifestazione».
In tutta questa polemica rimangono soffocati proprio i cittadini che chiedono solo che tutto finisca: «La politica, quella che ci dovrebbe tutelare, ha dato fuoco a una miccia che non vuole spegnersi - scrive Marzia Lucchesi, una delle organizzatrici del corteo - e quando mai capiterà di nuovo un evento del genere per poter essere al centro dell’attenzione? I cittadini sono stati strumentalizzati dalle guerre sulla carta stampata. Mai avremmo creduto che chiedere sicurezza avrebbe portato conseguenze così aspre e ingiustificate». (cbm)
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