Sicurezza
Rubano spiccioli da un’auto, il giudice non convalida l’arresto
Sono stati trovati mentre infilavano la mano dentro al finestrino aperto di un’auto: uno di loro si è impossessato di monete per due euro
VIAREGGIO. Udienza di convalida, ieri mattina, per l’arresto operato dalla polizia di Viareggio a carico di due cittadini del Marocco – uno nato a Firenze, 28 anni, e uno a Brescia, 26 anni – responsabili nel pomeriggio di Ferragosto di un furto su auto. Trovando il finestrino aperto di un’auto, uno di loro ha infilato una mano all’interno e si è impossessato di monete per due euro. La vettura era posteggiata in un parcheggio con tanto di telecamera e un vigilante ha avvertito il commissariato: nel giro di pochi minuti i due uomi, regolari in Italia, sono stati arrestati per furto.
Il 17 agosto il giudice Tiziana Lottini (Tribunale di Lucca) non ha convalidato l’arresto disposto dal pm Antonio Mariotti e li ha mandati liberi nonostante il parere contrario del pm onorario Letizia Lei che avrebbe chiesto la detenzione in carcere in attesa del processo dopo la richiesta di termini a difesa del legale d’ufficio dei due. ll giudice non ha convalidato l’arresto rimandando gli atti al pm per il normale iter procedurale (iscrizione nel registro e denuncia a piede libero) forte di una sentenza della Corte di Cassazione a sezioni riunite che individua la flagranza di reato con la continuità di contatto visivo. Quindi l’arresto in flagrante può essere effettuato soltanto se l’ufficiale di pg (poliziotto, carabiniere, vigili urbano) oppure il semplice testimone dal momento in cui avviene il fatto contestato al momento in cui il soggetto viene bloccato l’autore o gli autori del reato non vengono persi di vista. In più c’è da considerare il furto di modica entità (2 euro) e la mancanza di danneggiamento (il finestrino dell’auto non è stato rotto).
Alla fine del procedimento, ieri mattina, quando i due sono stati liberati uno di loro ha chiesto al poliziotto che lo aveva arrestato i soldi per prendere il treno e tornarsene a casa visto che non aveva un euro in tasca.
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