Il dolore
la battaglia di via XX settembre
Il comitato riaffila le armi contro il doppio senso
FORTE DEI MARMI. «La decisione di ripristinare il doppio senso nella nostra via contrasta frontalmente con quanto recita il codice della strada, secondo cui la costruzione e la gestione delle strade...
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FORTE DEI MARMI. «La decisione di ripristinare il doppio senso nella nostra via contrasta frontalmente con quanto recita il codice della strada, secondo cui la costruzione e la gestione delle strade devono essere improntate alla sicurezza della circolazione e alla riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico». Il comitato dei cittadini di via XX Settembre rispolvera la sua vecchia battaglia contro il doppio senso di marcia nella strada, dopo la comunicazione del sindaco Murzi di volerlo ripristinare. «Tutte le relazioni redatte quando la via era a doppio senso – dicono – hanno documentato i rischi per pedoni e ciclisti, l’inquinamento acustico atmosferico». E così hanno elencato, punto per punto, tutti i contro di un doppio senso in quella strada e li hanno inviati, con una lettera, al primo cittadino.
Primo punto: «È una strada residenziale con oltre 60 ville e appartamenti, priva di marciapiede, su cui si affacciano solo 2 piccoli negozi». Secondo: «Ha una forte percorrenza di pedoni e ciclisti». Tre: se il Comune continuasse con l’idea di spostare la pista ciclabile su Via Raffaellli («che percorre solo il tratto assai più breve da via Della Barbiera a via Carducci») non sarebbe più possibile. E quattro: è troppo stretta per realizzare due corsie «in linea con la più recente normativa». Cinque: «È una strada su cui lei (sindaco, ndr), abolendo il limite dei 30 km/h, ha indotto un pericolosissimo aumento della velocità, che certo non viene contenuta dai pochi dissuasori presenti, specialmente nell’ultimo tratto». Infine: «L’abolizione della pista ciclabile costringerebbe i pedoni, spesso mamme con carrozzine o bambini piccoli tenuti per mano, a camminare sulla carreggiata, sia nella parte a monte della via che è molto stretta ed anche nella parte verso mare che, se pure più larga, è sempre occupata da macchine parcheggiate da ambo i lati della strada». L’auspicio, dicono, «è che questa occasione consenta una riflessione su quegli aspetti che durante una campagna elettorale non è possibile approfondire».
Primo punto: «È una strada residenziale con oltre 60 ville e appartamenti, priva di marciapiede, su cui si affacciano solo 2 piccoli negozi». Secondo: «Ha una forte percorrenza di pedoni e ciclisti». Tre: se il Comune continuasse con l’idea di spostare la pista ciclabile su Via Raffaellli («che percorre solo il tratto assai più breve da via Della Barbiera a via Carducci») non sarebbe più possibile. E quattro: è troppo stretta per realizzare due corsie «in linea con la più recente normativa». Cinque: «È una strada su cui lei (sindaco, ndr), abolendo il limite dei 30 km/h, ha indotto un pericolosissimo aumento della velocità, che certo non viene contenuta dai pochi dissuasori presenti, specialmente nell’ultimo tratto». Infine: «L’abolizione della pista ciclabile costringerebbe i pedoni, spesso mamme con carrozzine o bambini piccoli tenuti per mano, a camminare sulla carreggiata, sia nella parte a monte della via che è molto stretta ed anche nella parte verso mare che, se pure più larga, è sempre occupata da macchine parcheggiate da ambo i lati della strada». L’auspicio, dicono, «è che questa occasione consenta una riflessione su quegli aspetti che durante una campagna elettorale non è possibile approfondire».
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