Sicurezza
Centro anti violenza: le donne sono in aumento
di Donatella Francesconi
In un’estate versiliese che non ha dato tregua alla aggressioni più feroci le volontarie hanno deciso di chiudere per una sola settimana
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VIAREGGIO. Da gennaio ad oggi 110 donne si sono presentate al Centro antiviolenza della Casa delle donne. «L’anno scorso in tutto sono state 160: la tendenza 2017 ci dice che continuando così a dicembre ne avremo avute il doppio», sono le parole della presidente Ersilia Raffaelli». In una Versilia che ha visto un’estate bollente sul fronte della violenza alle donne, il Centro conta «ogni giorno più di un nuovo accesso. Anche in orari in cui ci sono altre attività». Nell’ultimo periodo non c’è giorno, raccontano le operatrici volontarie e preparate appositamente ai casi che si trovano davanti, «in cui non venga una donna nuova. Tanto che abbiamo deciso di fare solo una settimana di chiusura estiva».
L’aumento dell’utenza è dovuto a più di una ragione, ma quello che ormai è una certezza è che «il fenomeno è strutturale, non emergenziale». E sono parole che mettono i brividi. Anche se l’esperienza del Centro versiliese, con sede a Viareggio e sportello in apertura, a breve, anche a Pietrasanta, racconta che ci sono storie che nascono dalle violenza ma sono un cammino vittorioso attraverso il coraggio delle donne e delle madri. Tra gli strumenti a disposizione per consentire alle vittime di guardare ad un futuro diverso da quello delle botte o degli insulti c’è il “Progetto Guess” che ha consentito borse lavoro per due donne vittime di violenza che sono state reinserite nel mondo del lavoro anche dopo tanto tempo da quando avevano avuto un impiego. Una delle due donne, inoltre, è stata assunta. «Questa è l’autonomia che permette alla donna di ritrovarsi un alloggio, di riprendersi la sua vita», raccontano le operatrici del Centro anti violenza. Ecco perché c’è oggi più che mai bisogno che il territorio della Versilia abbia una casa-rifugio per le donne vittime di violenza, che finiscono per pagare con l’allontanamento da casa il fatto di essere state oggetto di violenza all’interno della relazione di coppia. Soprattutto perché i divieti di allontanamento per gli uomini violenti emessi dai Tribunali sono sempre troppo pochi e ci vuole troppo per averli, fino a sei mesi: un tempo infinito in vicende del genere.
Da settembre il lavoro con la rete del Codice rosa riprende a pieno ritmo: «Il Codice - spiega Raffaelli - avrà tutta un’altra struttura». Intanto, l’associazione nazionale “Dire” ha fatto un App apposita, con la quale localizzare il Centro anti violenza più vicino e contattarlo.
L’aumento dell’utenza è dovuto a più di una ragione, ma quello che ormai è una certezza è che «il fenomeno è strutturale, non emergenziale». E sono parole che mettono i brividi. Anche se l’esperienza del Centro versiliese, con sede a Viareggio e sportello in apertura, a breve, anche a Pietrasanta, racconta che ci sono storie che nascono dalle violenza ma sono un cammino vittorioso attraverso il coraggio delle donne e delle madri. Tra gli strumenti a disposizione per consentire alle vittime di guardare ad un futuro diverso da quello delle botte o degli insulti c’è il “Progetto Guess” che ha consentito borse lavoro per due donne vittime di violenza che sono state reinserite nel mondo del lavoro anche dopo tanto tempo da quando avevano avuto un impiego. Una delle due donne, inoltre, è stata assunta. «Questa è l’autonomia che permette alla donna di ritrovarsi un alloggio, di riprendersi la sua vita», raccontano le operatrici del Centro anti violenza. Ecco perché c’è oggi più che mai bisogno che il territorio della Versilia abbia una casa-rifugio per le donne vittime di violenza, che finiscono per pagare con l’allontanamento da casa il fatto di essere state oggetto di violenza all’interno della relazione di coppia. Soprattutto perché i divieti di allontanamento per gli uomini violenti emessi dai Tribunali sono sempre troppo pochi e ci vuole troppo per averli, fino a sei mesi: un tempo infinito in vicende del genere.
Da settembre il lavoro con la rete del Codice rosa riprende a pieno ritmo: «Il Codice - spiega Raffaelli - avrà tutta un’altra struttura». Intanto, l’associazione nazionale “Dire” ha fatto un App apposita, con la quale localizzare il Centro anti violenza più vicino e contattarlo.
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