Il Tirreno

Versilia

Il parroco attaccato da Forza Nuova: umanità prima di tutto

di Tiziano Baldi Galleni

Don Zappolini ricorda a Mulina don Lazzeri e don Menguzzo «Questa cattiveria contro i migranti non può non interessarci»

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STAZZEMA. «Anche i nazisti che scatenarono la loro furia a Mulina di Stazzema e a Sant’Anna risposero a un ordine. Ma di fronte all’umanità bisogna pregar disubbidienza. Prima della legge dello Stato o della Fede viene l’impegno di umanità. Oggi, questa cattiveria contro i migranti non può non interessarci». È stata per l’appunto una lezione di umanità quella che ieri don Armando Zappolini - il parroco della chiesa di Santa Lucia a Perignano, nel comune di Casciana Terme-Lari finito nel mirino di Forza Nuova - parlando nella piccola chiesa di Mulina, ha dato ai presenti. Si celebrava il ricordo della Medaglia d’oro al valor civile e Giusto tra le Nazioni don Innocenzo Lazzeri e della Medaglia al merito civile don Fiore Menguzzo, uccisi entrambi dai nazifascisti. Il parroco pisano ha parlato - invitato dal sindaco Maurizio Verona - con il cuore in mano, con semplicità e speranza. Lo ha fatto con l’esperienza di un uomo che oggi ha il coraggio di accogliere 80 migranti nella sua parrocchia, si occupa da 30 anni del sociale e si è recato decine di volte a Calcutta in missioni umanitarie. Pochi mesi fa è stato offeso dai militanti di Forza Nuova per aver offerto i propri spazi per festeggiare la fine del Ramadan insieme ai ragazzi che ospita.

«Loro costruiscono muri, noi proviamo a creare un buco e passare lo stesso. Ho letto sui giornali che a Catania è stato organizzato un campo estivo da Forza Nuova durante il quale si insegnano gli ideali fascisti – ha detto Zappolini - è così che nacque il fascismo. Non possiamo più permetterci di distrarci, è questo che dovrebbero insegnarci le testimonianze di questi parroci trucidati».

Ieri, sia alla deposizione della corona di alloro al busto di don Innocenzo Lazzeri a Pontestazzemese che alla cerimonia a Mulina, il Comune di Stazzema era rappresentato dal sindaco Verona e dai consiglieri Lorenzoni e Viviani. Erano presenti l’on. Carlo Carli, il sindaco di Seravezza Riccardo Tarabella e gli altri rappresentanti dei comuni della Versilia Storica e di Camaiore. Inoltre, in rappresentanza delle due medaglie d’oro, hanno presieduto la signora Baldassari e Divo Lazzeri.

Verona ha spiegato che ha voluto «lanciare un messaggio ai nostri giovani e a tutti, invitando quello che per me è un eroe dei nostri giorni, don Armando Zappolini, che ogni giorno lavora per costruire ponti e che viene osteggiato e minacciato da chi, invece, semina odio e divide. L’impegno di don Zappolini nell’accogliere e integrare questi ragazzi che fuggono da situazioni mostruose di guerra e fame è per me quello di coloro che hanno sacrificato la vita per gli altri».

Don Zappolini è presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, e qualche mese fa i militanti di Forza Nuova hanno affisso sulla chiesa della sua parrocchia uno striscione con scritto “Zappolini eretico”. «Ho fatto ben altro in questi anni per cui avrei potuto essere attaccato – ha commentato Zappolini – come raccogliere le firme per lo Ius Soli. Questo è significativo di quanto ci sia bisogno di creare più spazi di incontro e conoscenza. Io non sono un eroe, quelli sono sempre stati lasciati soli, io pratico il mondo normale. Essere partigiano è qualcosa che dura sempre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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