Sicurezza
Altolà dell’assessore Tomei: no al centro smistamento migranti
di Donatella Francesconi
In consiglio comunale annuncia il rifiuto dato alla richista della Prefettura di Lucca Ma il clima si fa incandescente. Pacilio (Cinque stelle): per donne e minori città pericolosa
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VIAREGGIO. La «preoccupazione forte sul tema dell’immigrazione», per dirla con le parole del capogruppo del Pd, Luca Poletti, è seduta tra il pubblico nell’aula del consiglio comunale. Dove sono arrivati anche alcuni residenti di via Sauro, strada del centro città destinata ad accogliere - in una abitazione della Croce Rossa - una ventina di richiedenti asilo. Via Sauro ha raccolto le firme per dire no, mentre ieri sera la Lega Nord ha organizzato la prima assemblea cittadina sul tema e Torre del Lago ha vissuto l’assemblea affollatissima in piazza della Pace, proprio questa settimana.
È in questo clima che l’assessore al sociale, Gianluca Tomei, ieri ha dichiarato: «Il mini centro di smistamento (mini hub, ndr) che la Prefettura di Lucca ha auspicato in Versilia come in Mediavalle, a Viareggio non si farà. Di fronte a questa proposta il Comune ha detto no: non abbiamo sedi disponibili, non abbiamo strutture e neppure risorse». La casa messa a disposizione dalla Croce Rossa «non può essere un mini hub», sono ancora le parole dell’assessore. Dunque, nell’abitazione di via Sauro i migranti arriveranno, ma «saranno 7-8 nuclei familiari formati da coppie con bambini». Nuclei per i quali - è l’intervento della consigliera comunale Marinella Spagnoli (lista “Viareggio tornerà bellissima”) «c’è da augurarsi che gli abitanti della strada vogliano creare un comitato di accoglienza». Visto che «la volontà dell’amministrazione è quella di governare il problema», interviene così l’avvocato David Zappelli, capogruppo della Lista Del Ghingaro: «Ed inoltre con i 132 richiedenti asilo presenti a Viareggio non si sono mai creati problemi». Liti a forbiciate comprese, tra le ospiti della Misericordia in via Cavallotti: «Ma le liti di condominio chi non le ha?», insiste Zappelli che vede rosa. Niente problemi neppure a Torre del Lago, assicura il consigliere Luigi Troiso: «A parte un allontanamento per un episodio di gelosia».
A portare la realtà quotidiana di una città turistica dove alle 22 volanti e camionette dei vigili si precipitano sul Molo a sirene spiegate per reprimere la piaga dei furti in spiaggia, ci pensa la consigliera Annamaria Pacilio, capogruppo Cinque stelle: «Girando per la città si ha l’impressione di avere una situazione fuori controllo. Bastano due passi sul Molo: prostituzione a tutte le ore, persone che girano nude e fanno i propri bisogni sulla spiaggia e tra gli scogli, si lavano nelle fontane. Senza contare la situazione delle pinete: per donne e minori è davvero una situazione complicata muoversi liberamente in città».
Ed è lo stesso sindaco Giorgio Del Ghingaro a confermare una Viareggio in difficoltà: «Continuo a dirlo da un anno alla Prefettura: non ce la possiamo fare. Ma la legge non dà ai sindaci il potere di opporsi se c’è l’accordo tra Prefettura/associazioni/privati per l’accoglienza dei rifugiati». Poi, le parole del cittadino sembrano smentire clamorosamente quanto dichiarato dal’assessore: «Non si è mai parlato di un mini hub a Viareggio. Il Prefetto non me ne ha mai parlato». Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini, che in consiglio ha presentato la mozione contro il mini hub commenta: «Ho parlato con il vice Prefetto vicario e tutte le rassicurazioni che dato qui non me le ha rappresentate».
Tra le questioni poste dalla mozione presentata dal centrodestra più il consigliere del Gruppo misto, Giuseppe De Stefano, quella del rapporto con il Comune di Pietrasanta che sui migranti ribadisce il proprio no alle richieste della Prefettura. «Del Ghingaro chieda al sindaco Massimo Mallegni - così l’appello di De Stefano - di prendersi la propria parte di carico». Per quanto riguarda i rapporti con gli altri Comuni, è la risposta del sindaco, «l’accoglienza va regolata e chi si sottrae all’obbligo di legge deve fare i conti con la propria comunità e con la propria coscienza».
È in questo clima che l’assessore al sociale, Gianluca Tomei, ieri ha dichiarato: «Il mini centro di smistamento (mini hub, ndr) che la Prefettura di Lucca ha auspicato in Versilia come in Mediavalle, a Viareggio non si farà. Di fronte a questa proposta il Comune ha detto no: non abbiamo sedi disponibili, non abbiamo strutture e neppure risorse». La casa messa a disposizione dalla Croce Rossa «non può essere un mini hub», sono ancora le parole dell’assessore. Dunque, nell’abitazione di via Sauro i migranti arriveranno, ma «saranno 7-8 nuclei familiari formati da coppie con bambini». Nuclei per i quali - è l’intervento della consigliera comunale Marinella Spagnoli (lista “Viareggio tornerà bellissima”) «c’è da augurarsi che gli abitanti della strada vogliano creare un comitato di accoglienza». Visto che «la volontà dell’amministrazione è quella di governare il problema», interviene così l’avvocato David Zappelli, capogruppo della Lista Del Ghingaro: «Ed inoltre con i 132 richiedenti asilo presenti a Viareggio non si sono mai creati problemi». Liti a forbiciate comprese, tra le ospiti della Misericordia in via Cavallotti: «Ma le liti di condominio chi non le ha?», insiste Zappelli che vede rosa. Niente problemi neppure a Torre del Lago, assicura il consigliere Luigi Troiso: «A parte un allontanamento per un episodio di gelosia».
A portare la realtà quotidiana di una città turistica dove alle 22 volanti e camionette dei vigili si precipitano sul Molo a sirene spiegate per reprimere la piaga dei furti in spiaggia, ci pensa la consigliera Annamaria Pacilio, capogruppo Cinque stelle: «Girando per la città si ha l’impressione di avere una situazione fuori controllo. Bastano due passi sul Molo: prostituzione a tutte le ore, persone che girano nude e fanno i propri bisogni sulla spiaggia e tra gli scogli, si lavano nelle fontane. Senza contare la situazione delle pinete: per donne e minori è davvero una situazione complicata muoversi liberamente in città».
Ed è lo stesso sindaco Giorgio Del Ghingaro a confermare una Viareggio in difficoltà: «Continuo a dirlo da un anno alla Prefettura: non ce la possiamo fare. Ma la legge non dà ai sindaci il potere di opporsi se c’è l’accordo tra Prefettura/associazioni/privati per l’accoglienza dei rifugiati». Poi, le parole del cittadino sembrano smentire clamorosamente quanto dichiarato dal’assessore: «Non si è mai parlato di un mini hub a Viareggio. Il Prefetto non me ne ha mai parlato». Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini, che in consiglio ha presentato la mozione contro il mini hub commenta: «Ho parlato con il vice Prefetto vicario e tutte le rassicurazioni che dato qui non me le ha rappresentate».
Tra le questioni poste dalla mozione presentata dal centrodestra più il consigliere del Gruppo misto, Giuseppe De Stefano, quella del rapporto con il Comune di Pietrasanta che sui migranti ribadisce il proprio no alle richieste della Prefettura. «Del Ghingaro chieda al sindaco Massimo Mallegni - così l’appello di De Stefano - di prendersi la propria parte di carico». Per quanto riguarda i rapporti con gli altri Comuni, è la risposta del sindaco, «l’accoglienza va regolata e chi si sottrae all’obbligo di legge deve fare i conti con la propria comunità e con la propria coscienza».
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