Sicurezza
La madre: mio figlio ora è spaventato
La famiglia conferma la ricostruzione dei fatti come da denunce presentate ai carabinieri sabato scorso
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VIAREGGIO. Tocca al cronista spiegare alla madre del bambino che si è visto abbassare il costumino in spiaggia da un venditore di bibite - secondo la dettagliata denuncia dei genitori - che l’ambulante bengalese è stato rimesso in libertà dal giudice del Tribunale di Lucca. Al telefono la donna ed in sottofondo la voce del figlio che la chiama di continuo: «È spaventato. Appena vede un ambulante straniero sul mare viene ad abbracciarmi. Vuole che lo guardi senza perderlo di vista».
Parole pacate, quelle delle donna. Sicuramente lontane dal clima incandescente che si respira in Italia quando si tratta di stranieri. «Non ha un domicilio ed è stato rimesso in libertà: cosa debbo aspettarmi? Che torni in spiaggia e mio figlio lo incontri di nuovo?».
Domande più che lecite, considerando che non c’è Paese al mondo in cui abbassare il costume a qualcuno sia considerato accettabile. E che per un bambino basta questo ad avere addosso la sensazione della violenza, della prepotenza. «Se non si dovesse ripresentare alle prossime udienze», continua la donna, «dove lo andiamo a “pescare”?».
I genitori non hanno dubbi nel ricostruire l’accaduto: prima il gioco, per qualche minuto, con i due bambini; poi l’uomo che si piega su una gamba, abbassandosi ad altezza del bambino, per poi con un gesto rapido tirargli giù il costume dal davanti. Da qui l’accusa formalizzata dai carabinieri di violenza sessuale aggravata, avendo il minore meno di dieci anni.
Ora la vicenda è di nuovo nella mani della Procura e al pm si rivolgerà il legale che la famiglia del piccolo sceglierà. Per intraprendere un percorso che appare in salita, pur riguardando un minore. (d.f.)
Parole pacate, quelle delle donna. Sicuramente lontane dal clima incandescente che si respira in Italia quando si tratta di stranieri. «Non ha un domicilio ed è stato rimesso in libertà: cosa debbo aspettarmi? Che torni in spiaggia e mio figlio lo incontri di nuovo?».
Domande più che lecite, considerando che non c’è Paese al mondo in cui abbassare il costume a qualcuno sia considerato accettabile. E che per un bambino basta questo ad avere addosso la sensazione della violenza, della prepotenza. «Se non si dovesse ripresentare alle prossime udienze», continua la donna, «dove lo andiamo a “pescare”?».
I genitori non hanno dubbi nel ricostruire l’accaduto: prima il gioco, per qualche minuto, con i due bambini; poi l’uomo che si piega su una gamba, abbassandosi ad altezza del bambino, per poi con un gesto rapido tirargli giù il costume dal davanti. Da qui l’accusa formalizzata dai carabinieri di violenza sessuale aggravata, avendo il minore meno di dieci anni.
Ora la vicenda è di nuovo nella mani della Procura e al pm si rivolgerà il legale che la famiglia del piccolo sceglierà. Per intraprendere un percorso che appare in salita, pur riguardando un minore. (d.f.)
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