Gioco
Il Club Nautico: caro sindaco le nostre regole valgono per tutti
di Donatella Francesconi
Marco Brusco, ex ammiraglio e vice presidente, spiega l’incidente diplomatico con Del Ghingaro: «C’è un cartello all’ingresso che ricorda che si può entrare solo con i pantaloni lunghi»
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VIAREGGIO. C’è chi, tra i soci del Club Nautico Versilia, deve lasciare a casa i cani quando cena al ristorante vista mare e chi, attenendosi al regolamento, deve indossare pantaloni lunghi quando si siede a tavola. Marco Brusco, ammiraglio in pensione, ex comandante delle Capitanerie d’Italia ed anche ex sub commissario prefettizio al Comune di Viareggio, riassume così l’incidente diplomatico che si è consumato di qua e di là del Molo, la sera di martedì. Quando il sindaco Giorgio Del Ghingaro si è presentato a cena con degli amici ed è stato invitato a lasciare il ristorante dato che indossava pantaloni bermuda. Il primo cittadino ha raccontato l’accaduto sulla propria pagina Facebook, commentando di essere uscito dalla vicenda con addosso «la brutta sensazione di avere subito una piccola violenza».
Non ci sta Brusco, che del Club presieduto da Roberto Brunetti, è vice presidente con poteri più che pieni al “caso” creato dalle dichiarazioni di Del Ghingaro: «Se al nostro ristorante mi facessero sedere senza indossare i pantaloni lunghi previsti dal regolamento, come ricorda l’avviso che abbiamo esposto all’ingresso, mi arrabbierei io per primo».
Contro il Club nautico, presieduto dall’imprenditore che ha acquistato all’asta il Centro Congressi “Principe di Piemonte” e che vede nell’organigramma Paolo Del Pistoia, socio privato del Comune in Mover e Sea Risorse, si scaglia il presidente delle due Sea, Fabrizio Miracolo. «Il ristorante del Club Nautico ha offeso il nostro sindaco accampando un pretestuoso rispetto delle regole. Posso testimoniare che più volte sono stato a cena ed a pranzo con bermuda e ciabatte negli anni scorsi. Non conosco il nobiluomo che gestisce il luogo di cotanta aristocrazia, appena possibile non esiterò ad esprimere a lui ed ai suoi sodali tutto il mio disprezzo. Su iniziativa dei vivi faremo un altro Club Nautico più bello e con meno muffa». Dichiarazioni che Alesandro Santini, consigliere comunale di Forza Italia, definisce «sproloquio inaccettabile», chiedendo «che il sindaco se ne dissoci subito»,
Toni, quelli di Miracolo, che Brusco non accetta: «C’è dispiaciuto quanto accaduto ma se il sindaco lo teneva per se’ era meglio per tutti. Perché non ci sono ragioni politiche o di altra natura in quanto è accaduto: c’era un cliente qualsiasi che non rispettava le regole. Tutto qui. Regole che con la nuova gestione abbiamo voluto più stringenti rispetto al passato. Ed il personale non ha fatto altro che farle rispettare. Del Ghingaro, che ha una tessera di frequenza come quella che diamo ad alcune autorità sul territorio, non è la prima volta che viene a cena al Club Nautico: probabilmente non si era mai reso conto del cartello e dell’avviso in bacheca».
D’altra parte, basta un clic in Rete per capire come si comportano gli Yachting Club in giro per l’Italia. Al Circolo Vela dell’Argentario, per esempio, il regolamento prevede che «i soci adotteranno nella frequentazione della sede sociale e dell’annesso ristorante un abbigliamento consono alla dignità del Circolo in rapporto anche alla stagione dell'anno, alla circostanza ed all'ora del giorno. In particolare ,dopo le ore 19 la tenuta prevede, come minimo: pantaloni lunghi, scarpe chiuse, camicia o maglietta tipo polo. Salvo particolari circostanze ove può essere previsto l’uso di giacca e cravatta». E così, più o meno, in tutte le strutture grandi e piccole, dove le regole non riguardano solo l’abbigliamento, ma anche la presenza di bambini sotto una certa età, di animali, di telefonini, degli ospiti dei soci e così via.
Marcello Brusco, figlio del vice presidente, qualche trascorso, in passato, nelle società partecipate del Comune di Viareggio, partecipando al dibattito su Facebook, commenta: «Il locale è un club privato e con regole da seguire per poterlo frequentare. Forse il sindaco pensava (data la sua carica) di poter fare ciò che vuole. Le regole sono regole: e menomale che qualcuno ancora ci tiene a farle rispettare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non ci sta Brusco, che del Club presieduto da Roberto Brunetti, è vice presidente con poteri più che pieni al “caso” creato dalle dichiarazioni di Del Ghingaro: «Se al nostro ristorante mi facessero sedere senza indossare i pantaloni lunghi previsti dal regolamento, come ricorda l’avviso che abbiamo esposto all’ingresso, mi arrabbierei io per primo».
Contro il Club nautico, presieduto dall’imprenditore che ha acquistato all’asta il Centro Congressi “Principe di Piemonte” e che vede nell’organigramma Paolo Del Pistoia, socio privato del Comune in Mover e Sea Risorse, si scaglia il presidente delle due Sea, Fabrizio Miracolo. «Il ristorante del Club Nautico ha offeso il nostro sindaco accampando un pretestuoso rispetto delle regole. Posso testimoniare che più volte sono stato a cena ed a pranzo con bermuda e ciabatte negli anni scorsi. Non conosco il nobiluomo che gestisce il luogo di cotanta aristocrazia, appena possibile non esiterò ad esprimere a lui ed ai suoi sodali tutto il mio disprezzo. Su iniziativa dei vivi faremo un altro Club Nautico più bello e con meno muffa». Dichiarazioni che Alesandro Santini, consigliere comunale di Forza Italia, definisce «sproloquio inaccettabile», chiedendo «che il sindaco se ne dissoci subito»,
Toni, quelli di Miracolo, che Brusco non accetta: «C’è dispiaciuto quanto accaduto ma se il sindaco lo teneva per se’ era meglio per tutti. Perché non ci sono ragioni politiche o di altra natura in quanto è accaduto: c’era un cliente qualsiasi che non rispettava le regole. Tutto qui. Regole che con la nuova gestione abbiamo voluto più stringenti rispetto al passato. Ed il personale non ha fatto altro che farle rispettare. Del Ghingaro, che ha una tessera di frequenza come quella che diamo ad alcune autorità sul territorio, non è la prima volta che viene a cena al Club Nautico: probabilmente non si era mai reso conto del cartello e dell’avviso in bacheca».
D’altra parte, basta un clic in Rete per capire come si comportano gli Yachting Club in giro per l’Italia. Al Circolo Vela dell’Argentario, per esempio, il regolamento prevede che «i soci adotteranno nella frequentazione della sede sociale e dell’annesso ristorante un abbigliamento consono alla dignità del Circolo in rapporto anche alla stagione dell'anno, alla circostanza ed all'ora del giorno. In particolare ,dopo le ore 19 la tenuta prevede, come minimo: pantaloni lunghi, scarpe chiuse, camicia o maglietta tipo polo. Salvo particolari circostanze ove può essere previsto l’uso di giacca e cravatta». E così, più o meno, in tutte le strutture grandi e piccole, dove le regole non riguardano solo l’abbigliamento, ma anche la presenza di bambini sotto una certa età, di animali, di telefonini, degli ospiti dei soci e così via.
Marcello Brusco, figlio del vice presidente, qualche trascorso, in passato, nelle società partecipate del Comune di Viareggio, partecipando al dibattito su Facebook, commenta: «Il locale è un club privato e con regole da seguire per poterlo frequentare. Forse il sindaco pensava (data la sua carica) di poter fare ciò che vuole. Le regole sono regole: e menomale che qualcuno ancora ci tiene a farle rispettare».
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