Proteste
Daniela Santanchè e la venditrice sulla spiaggia: "Guardo ma non compro"
La "Pitonessa" pizzicata sulla spiaggia del Twiga a esaminare la merce (abusiva?) di un'ambulante straniera
MARINA DI PIETRASANTA. «Guardo, ma non compro. È chiaro? ». La voce, al telefono, di Daniela Santanchè, non sembra ammettere repliche sull'argomento. Che è poi argomento dove la polemica e la facile ironia verrebbero facili. Dunque accade che in una foto scattata dalle parti dello stabilimento balneare Twiga Beach di Marina di Pietrasanta, si vede proprio l’onorevole seduta su un lettino, che osserva con grande attenzione la mercanzia proposta da una venditrice extracomunitaria. Ma come, ha subito pensato qualcuno, proprio lei, la "Pitonessa", quella che alza la voce contro i venditori abusivi, quella che si sgola con «Aiutiamoli a casa loro» , quella ancora che rimarca l'ingiustizia di un fenomeno che danneggia gli italiani che pagano «fior di tasse» si interessa alla merce della venditrice ambulante?
Certo chiunque potrebbe obiettare che non si può escludere che la venditrice non sia in regola con la legge e dunque legittimata a vendere su spiaggia. Inoltre che nessuno può provare che la deputata abbia effettivamente acquistato qualcosa. E infatti Daniela Santanchè sfida «chiunque, foto o non foto, a dire il contrario». Poi si lascia andare a una risata e quindi innesca la quinta: «Non ho mai comprato qualcosa dai venditori abusivi. E mai lo farò. Il mio comportamento è coerente con quello che penso. Io non ho idea di quale foto si stia parlando (quella che la ritrae insieme ai venditori extracomunitari, nda) e cosa si veda o cosa qualcuno pensa di vedere, ma mi interessa fino a un certo punto».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.15650010:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2017/07/23/news/ombra-a-peso-d-oro-il-twiga-e-da-record-1.15650010]]«Ricordo però benissimo, in questi giorni - aggiunge - di aver scambiato qualche parola, come ho fatto in altre occasioni, con questa signora africana che realizza, a mano, delle splendide collane. Signora che conosco da anni, con la quale chiacchiero appunto di tanto in tanto e che mi fa vedere quello che propone. Ma un conto è guardare e anche apprezzare qualcosa, un conto è comprarlo. E io non ho comprato mai niente. Neppure in questa occasione. Osservavo: e basta: si può fare? Anzi dirò di più: quando alcuni amici o ospiti su spiaggia si mettono a comprare qualcosa di illegale, perchè stiamo parlando di commercio abusivo, mi arrabbio e anche parecchio. Ma oltre ad arrabbiarmi non è che posso obbligare le persone a non acquistare».
Di certo - conclude Daniela Santanché - bisognerebbe «applicare la legge nei confronti di chi non la rispetta, ma questo non mi impedisce di parlare, guardare e apprezzare collane fatte a mano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
