La protesta
Strage, parti lese verso l’appello contro l’assoluzione di Ferrovie
di Donatella Francesconi
Il Gruppo Fs non è stato condannato dalla sentenza di primo grado del Tribunale di Lucca Dante De Angelis: «Il 31 gennaio scorso è finita l’immunità ferroviaria sugli incidenti»
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VIAREGGIO. Avvocati di parte civile pronti ad imboccare la strada dell’appello alla sentenza di primo grado sul disastro ferroviario di Viareggio. Su un punto in particolare - quello della assoluzione della holding Ferrovie dello Stato e di Mauro Moretti, nelle vesti di amministratore delegato del Gruppo Fs - come sottolineato dall’avvocato Riccardo Carloni, intervenuto al dibattito organizzato dai familiari delle vittime insieme ai colleghi Andrea Bagatti, Gabriele Dalle Luche, Filippo Antonini e al macchinista Dante De Angelis, un simbolo lungo i binari d’Italia. «La sentenza - spiega Dalle Luche - arriva alla conclusione arriva alla conclusione che non siano state fornite in maniera sufficiente le prove della responsabilità come holding nel disastro ferroviario. Questo lascia aperta una porta...».
I giudici del Collegio del Tribunale di Lucca (presidente Gerardo Boragine, con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino)incassano un consenso generale in merito alla motivazioni delle sentenza sul fronte delle parti lese e dei loro legali. «Una sentenza onesta», è la definizione scelta dall’avvocato Carloni; «una sentenza che impegna per il futuro il Gruppo Fs su tutto», è la voce dell’avvocato Dalle Luche; «una sentenza scritta in modo lineare e chiaro, e che considera tutti i punti di vista», è il giudici di Filippo Antonini. Una sentenza - è il giudizio dell’avvocato Bagatti - che anche sulle responsabilità delle imprese estere coinvolte «sgombra il campo da qualsiasi equivoco sulla causa del deragliamento».
Un dibattito serrato, seguito fino a tarda ora, con i legali impegnati ad entrare nel merito di una sentenza che non può non essere definita potente. «Il 31 gennaio 2017 - così De Angelis - è finita l’era dell’immunità ferroviaria». Quella sorta di maleficio per cui, fin qui, c’era sempre almeno un ferroviere cui addossare la colpa degli incidente ferroviari lungo i binari d’Italia.
Riccardo Carloni nel suo intervento ha sottolineato «il dispiacere per la mancata presenza (al dibattito, ndr) dei rappresentanti della città». Una considerazione ripresa da Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”: «Dispiace che non ci sia l’amministrazione comunale. Perché questa è la strage di Viareggio. Di tutta Viareggio».
Dritti verso l’appello, dunque: «Lo vogliamo fare - ha dichiarato Daniela Rombi, vice presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime -: con tutte le nostre forze». Per trovare risposte alla domanda che le motivazioni della sentenza pongono: «Ma Ferrovie sono ancora così dal 2009? Dobbiamo pensare di darci appuntamento alla prossima strage? Noi diciamo e diremo di no».
I giudici del Collegio del Tribunale di Lucca (presidente Gerardo Boragine, con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino)incassano un consenso generale in merito alla motivazioni delle sentenza sul fronte delle parti lese e dei loro legali. «Una sentenza onesta», è la definizione scelta dall’avvocato Carloni; «una sentenza che impegna per il futuro il Gruppo Fs su tutto», è la voce dell’avvocato Dalle Luche; «una sentenza scritta in modo lineare e chiaro, e che considera tutti i punti di vista», è il giudici di Filippo Antonini. Una sentenza - è il giudizio dell’avvocato Bagatti - che anche sulle responsabilità delle imprese estere coinvolte «sgombra il campo da qualsiasi equivoco sulla causa del deragliamento».
Un dibattito serrato, seguito fino a tarda ora, con i legali impegnati ad entrare nel merito di una sentenza che non può non essere definita potente. «Il 31 gennaio 2017 - così De Angelis - è finita l’era dell’immunità ferroviaria». Quella sorta di maleficio per cui, fin qui, c’era sempre almeno un ferroviere cui addossare la colpa degli incidente ferroviari lungo i binari d’Italia.
Riccardo Carloni nel suo intervento ha sottolineato «il dispiacere per la mancata presenza (al dibattito, ndr) dei rappresentanti della città». Una considerazione ripresa da Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”: «Dispiace che non ci sia l’amministrazione comunale. Perché questa è la strage di Viareggio. Di tutta Viareggio».
Dritti verso l’appello, dunque: «Lo vogliamo fare - ha dichiarato Daniela Rombi, vice presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime -: con tutte le nostre forze». Per trovare risposte alla domanda che le motivazioni della sentenza pongono: «Ma Ferrovie sono ancora così dal 2009? Dobbiamo pensare di darci appuntamento alla prossima strage? Noi diciamo e diremo di no».
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