Il Tirreno

Versilia

Cattivo odore in città: c’è l’esposto del sindaco

di Donatella Francesconi
Cattivo odore in città: c’è l’esposto del sindaco

Del Ghingaro ha chiesto alla Procura accertamenti in merito al problema che ammorba Viareggio da oltre quindici anni senza soluzione

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VIAREGGIO. Cattivi odori in città, il sindaco chiede alla Procura di verificare cosa sta accadendo e a che punto siano arrivati i controlli. Da ieri sul tavolo del Procuratore capo, Pietro Suchan, c’è l’esposto presentato da Giorgio Del Ghingaro. Il quale chiede, «in qualità di autorità sanitaria locale», che la Procura «voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposto». Che il primo cittadino elenca a partire dalla segnalazione che l’assessore all’ambiente, Federico Pierucci, ha presentato all’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpat) il 26 giugno scorso, «avendo ricevuto diverse segnalazioni da numerosi cittadini».

Perché più o meno nel maggio scorso il cattivo odore è tornato ad avvolgere, come una cappa nauseante, la città. Il cattivo odore che dal 2000 (le prime segnalazioni arrivavano, all’epoca, da Moreno Bucci, allora presidente della circoscrizione Viareggio Nuova) ammorba Viareggio non ha mai trovato definizione. Nonostante l’intervento di Arpat che, nel 2011, individuò la fonte - almeno per quella estate - nell’impianto di compostaggio di Sea Risorse, alla Morina.

L’esposto del sindaco ripercorre quanto fatto fino ad oggi e propone un’analisi a tutto campo sugli impianti presenti tra Viareggio e Massarosa. Ricordando alla Procura che Arpat ha effettuato sopralluoghi nell’impianto di compostaggio di Pioppogatto (oggi gestito da Ersu), in quello di Sea Risorse alla Morina, nella sede delle due Sea di via Comparini. Arrivando alla conclusione - così la relazione del 4 luglio scorso - che «non hanno apportato alcuna indicazione di un coinvolgimento, neanche potenziale, delle tre ditte (Pioppogatto, Salov, Morina) indicate come probabili fonte di maleodoranze». Controlli eseguiti di giorno, per quanto riguarda quanto riportato il lavoro riportato nella relazione del 4 luglio.

Relazione nella quale Arpat segnalava: «I tecnici del Dipartimento hanno avvertito indistintamente, in prossimità del laghetto per pesca sportiva e alla rotatoria di Montramito, odore di rifiuto indifferenziato. Ed in un secondo momento, nel tratto di strada compreso tra la rotonda di via di Montramito e via del Brentino e la rotonda tra via di Montramito e via Sarzanese, è stato percepito odore tipico di sansa e/o olio rancido». Le conclusioni del lavoro Arpat sono state che la “caccia” alla puzza va affrontata «organizzando sistematici pattugliamenti nelle ore serali e diurne al fine di individuare la sorgente in concomitanza degli eventi».

Nel fine settimana gli odori percepiti in alcuni punti della città sono stati un po’ diversi dalla solita maleodoranza: venerdì sera, per esempio, nel tratto di Passeggiata più vicino al Molo era fortissimo l’odore di fognatura proveniente dai tombini. Ma sono più di 15 anni che la città, nelle estati più calde e dense di umidità, è ammorbata da un odore che prende alla gola, fa stare male, costringe a serrare le finestre. Non è statisticamente possibile - e l’esposto di Del Ghingaro intende sottolineare proprio questo, come dichiarato dal sindaco nei giorni scorsi - che nessuno sia mai riuscito a dire con certezza da dove proviene la puzza e chi ne è responsabile. Arrivando a sanzionare e risolvere una volta per tutte.

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