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Riapre la cava che sovrasta il Palazzo Mediceo

Riapre la cava che sovrasta il Palazzo Mediceo

Attesa entro la fine dell’anno l’autorizzazione per la società di Giorgio Noceti «Metteremo il sito Unesco al riparo dall’ammasso di detriti buttati nei ravaneti»

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SERAVEZZA. La società di Giorgio Noceti, proprietaria di buona parte del monte Costa – quello a ridosso di Palazzo Mediceo – è pronta a riattivare le cave Costa Medicea Superiore e Inferiore. L’autorizzazione potrebbe arrivare entro fine anno. È prevista l’escavazione di oltre 300mila mc di materiale dalle cave e il proseguimento del ripristino e l’asportazione dei vecchi ravaneti che incombono sull’area Patrimonio Unesco. Dopo la riattivazione del sito nel quale sarà estratto il Blu Turquine da parte della Demetra Italia Srl, si tratta della terza attività di cava che riprenderà vita su questo versante. In primis – secondo Noceti – di pari passo con l’attività imprenditoriale c’è «la messa in sicurezza di Palazzo Mediceo dall’ammasso di detriti buttati nei ravaneti nei decenni precedenti – spiega – questo è il mio lavoro, ho acquistato l’area del Monte Costa in fasi dal 2000 al 2004 con questo scopo: asportare i detriti dei vecchi siti di cava e rimettere in sicurezza la zona. Una bonifica del genere è quella che stiamo facendo ad Arni, località Campagrina, dove due antiche attività mettevano a rischio idraulico quel luogo».

Stessa operazione, dal 2000, era iniziata sul monte Costa. Poi due frane, e l’intervento delle autorità, avevano costretto la società di Noceti – la Costa Mediceo Sas – a interrompere le attività. Dopo vari incontri con gli enti locali e sovraordinati, in parallelo al piano di coltivazione delle due cave, la società di escavazione potrà tornare anche a ripulire i ravaneti. Solo per questa operazione sono previsti 8 anni di lavoro, per l’escavazione vera e propria dalla Costa Medicea Inferiore e Superiore si è invece calcolato 16 anni. È nella totalità dei 16 anni che va suddivisa l’asportazione di 300 mila mc di marmo (il 20% si calcola) terra e scaglie che saranno cavati.

Su questo moltiplicarsi di attività lapidee sul monte Costa è intervenuto il Movimento 5 Stelle, anche in relazione alla riunione informativa con cui l’amministrazione Tarabella ha informato i cittadini dell’apertura della cava Sbasso Confine, data in concessione alla Demetra Italia. «La riunione informativa su Sbasso Confine – sottolineano i grillini – arriva con 2 o 3 anni di ritardo. È chiaro che una volta autorizzata la ditta abbia pieno titolo a svolgere l’attività, se si voleva comprendere le necessità della cittadinanza si doveva coinvolgerla fin dall’inizio del percorso di autorizzazione». Perciò i 5 Stelle chiedono di non fare un altro errore del genere. «Di fronte alla partecipazione della riunione da parte della popolazione interessata ci saremmo poi aspettati che l’amministrazione informasse anche che oltre a Cava Sbasso Confine, sono in fase avanzata della richiesta di autorizzazione Cava Medicea Superiore e Inferiore, sempre sul monte Costa, che secondo i progetti rimuoveranno 300mila mc di materiale tra sottoprodotti e blocchi con 35 passaggi giornalieri programmati, o ci dobbiamo aspettare un’altra riunione informativa a cava aperta?».

Tiziano Baldi Galleni

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