Il Tirreno

Versilia

Piano contro i divieti di balneazione: si passa alla fase due

di Cesare Bonifazi
Piano contro i divieti di balneazione: si passa alla fase due

Attesi i risultati del peracetico nelle idrovore Giovedì riunione degli enti per stabilire i prossimi passi

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VIAREGGIO. Acido peracetico: si passa alla fase due. Già venerdì scorso Regione, Comuni, Arpat e Università di Pisa si erano incontrati. Il nuovo appuntamento fissato è per giovedì in cui tutti gli enti si riuniranno nuovamente intorno a un tavolo, questa volta in Versilia e non a Firenze, per decidere come procedere con il secondo step del progetto: ovvero l’immissione del disinfettante non più solo nelle idrovore ma anche direttamente nell’alveo dei fiumi.

La decisione definitiva, ma piuttosto probabile, arriverà alla fine della prossima settimana quindi: giusto il tempo per riuscire ad avere i risultati del raddoppiamento della dose di acido messo all’interno delle idrovore che si trovano a Lido di Camaiore e a Viareggio. Proprio nei giorni scorsi infatti si è passati, con il benestare dell’agenzia regionale per l’ambiente, da una dose di 0,5 milligrammi per litro a 1 milligrammo. Ma sempre all’interno delle idrovore.

Il problema infatti è che il rischio di divieto di balneazione rimane sempre una spada di Damocle perché le idrovore influiscono solo in parte sulla presenza di batteri di escherichia coli nei corsi d’acqua. Questo aumento, salvo maltempo, dovrebbe confermare i dati positivi già riscontrati nella prima fase della sperimentazione che ha contato oltre 300 campionamenti.

Adesso quindi la sperimentazione, se riceverà l’ok della consesso, potrà partire anche sul territorio comunale di Pietrasanta che fino ad oggi non aveva visto neanche una goccia di peracetico sui suoi fiumi.

«Siamo giunti finalmente alla fine di questa storia con un ritardo che sfiora ormai i tre anni - dice il sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni - ripercorrendo a ritroso, io sono sempre stato dubbioso sull’effettiva capacità dell’impianto di ionizzazione (poi naufragato nel nulla, ndr). Venerdì scorso l’Università ha chiarito una volta per tutti che, malgrado si chiami tecnicamente “acido”, il composto non è assolutamente dannoso per la salute dato che viene utilizzato quotidianamente per lavare le mele. L’applicazione del protocollo, benché un po’ in ritardo, finalmente giunge al termine: io ho ribadito la necessità di passare alla sperimentazione in alveo. Mi viene da chiedermi, se questo non dovesse succedere, per quale motivo abbiamo speso oltre un milione di euro delle casse regionali quando gli impianti ci sono e sono carichi di prodotto».

Nel frattempo il Comune di Camaiore ha già chiesto che il termine ultimo per la sperimentazione venga posticipato: due anni previsti per l’impianto non verrebbero quindi più calcolati dal 2014, anno della firma dell’accordo di programma sulla balneazione, ma da quest’anno, il 2017, ovvero quando l’impianto è effettivamente entrato in funzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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