Italia
LO SCONTRO IN COMUNE AL FORTE
«Caro sindaco, basta tirare fumo negli occhi»
FORTE DEI MARMI. «La risposta del sindaco ci sembra stizzita e irrispettosa del ruolo dell’opposizione che riunita rappresenta ben il 53,4% della popolazione quindi la maggioranza assoluta rispetto...
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FORTE DEI MARMI. «La risposta del sindaco ci sembra stizzita e irrispettosa del ruolo dell’opposizione che riunita rappresenta ben il 53,4% della popolazione quindi la maggioranza assoluta rispetto al 44, 8 che rappresenta la sua amministrazione». Così i consiglieri di Obiettivo Forte – Michele Molino, Rachele Nardini ed Elisa Galleni – e Gianpaolo Bramanti di Legati al Forte commentano l’intervista con cui Bruno Murzi ha replicato agli attacchi delle opposizioni per la nomina a capo di gabinetto dell’avvocato Stefano Neri, suo cugino.
«Il sindaco sostiene che da parte nostra ci sia ignoranza delle regole amministrative quando lo critichiamo per la sua poca trasparenza. Beh, chi non conosce le regole e la normativa riguardante gli enti pubblici è proprio lui che sostiene che un consigliere comunale per poter avere accesso agli atti debba aspettare 30 giorni. Forse il sindaco non ha studiato o non sa che i consiglieri comunali, quindi anche Rachele Nardini, ha diritto immediato di accesso agli atti per svolgere la sua funzione di garanzia dei cittadini, è un diritto speciale che si differenzia da quello dei privati proprio per verificare e controllare l’ente. Altra cosa che non sa o vuole travisare è che come prevede la legge l’avvocato Neri si è sospeso temporaneamente dall’ordine e non cancellato».
I consiglieri di opposizione ribattono sulla nomina di Neri avvenuta il 26 luglio «senza informare cittadini e consiglieri». «Crediamo che ogni cittadino abbia il diritto di sapere che dal 26 luglio abbiamo sul nostro libro paga un nuovo dipendete scelto dal sindaco. Murzi fa paragoni con il capo di gabinetto dell’Amministrazione Buratti ma ancora una volta travisa la realtà poiché era stato scelto un dipendente comunale già in servizio che ha svolto l’incarico a titolo gratuito. Il sindaco prova poi a rigirare la questione compenso del capo di gabinetto citando le indennità prese dall’assessore Nardini e dal vicesindaco Molino. Si tratta di 1. 000 euro mensili per un assessore e 1. 200 per un vicesindaco. Indennità che sono meno della metà di quelle che prenderà il suo capo di gabinetto che ricordiamo costerà ai cittadini quasi 4000 euro il mese. La scelta di rinunciare all’indennità da parte del Sindaco ci sembra più che doverosa vista la sua assenza dal Comune. Ha fatto una scelta, continuare il suo lavoro di medico a tempo pieno, che legittima la sua affermazione di non intendere modificare il suo stile di vita per fare il sindaco. Abbiamo assistito alla riduzione dello stipendio per creare un fondo sociale ancora da vedere e in un mese si è invece istituito un ruolo di capo di gabinetto da 4000 euro al mese e lasciamo ai cittadini ogni valutazione. Il sociale non si fa con le briciole ma fatti e quasi un milione di investimento annuale da parte della passata amministrazione nel sociale sono fatti e non fumo da tirare negli occhi».
«Il sindaco sostiene che da parte nostra ci sia ignoranza delle regole amministrative quando lo critichiamo per la sua poca trasparenza. Beh, chi non conosce le regole e la normativa riguardante gli enti pubblici è proprio lui che sostiene che un consigliere comunale per poter avere accesso agli atti debba aspettare 30 giorni. Forse il sindaco non ha studiato o non sa che i consiglieri comunali, quindi anche Rachele Nardini, ha diritto immediato di accesso agli atti per svolgere la sua funzione di garanzia dei cittadini, è un diritto speciale che si differenzia da quello dei privati proprio per verificare e controllare l’ente. Altra cosa che non sa o vuole travisare è che come prevede la legge l’avvocato Neri si è sospeso temporaneamente dall’ordine e non cancellato».
I consiglieri di opposizione ribattono sulla nomina di Neri avvenuta il 26 luglio «senza informare cittadini e consiglieri». «Crediamo che ogni cittadino abbia il diritto di sapere che dal 26 luglio abbiamo sul nostro libro paga un nuovo dipendete scelto dal sindaco. Murzi fa paragoni con il capo di gabinetto dell’Amministrazione Buratti ma ancora una volta travisa la realtà poiché era stato scelto un dipendente comunale già in servizio che ha svolto l’incarico a titolo gratuito. Il sindaco prova poi a rigirare la questione compenso del capo di gabinetto citando le indennità prese dall’assessore Nardini e dal vicesindaco Molino. Si tratta di 1. 000 euro mensili per un assessore e 1. 200 per un vicesindaco. Indennità che sono meno della metà di quelle che prenderà il suo capo di gabinetto che ricordiamo costerà ai cittadini quasi 4000 euro il mese. La scelta di rinunciare all’indennità da parte del Sindaco ci sembra più che doverosa vista la sua assenza dal Comune. Ha fatto una scelta, continuare il suo lavoro di medico a tempo pieno, che legittima la sua affermazione di non intendere modificare il suo stile di vita per fare il sindaco. Abbiamo assistito alla riduzione dello stipendio per creare un fondo sociale ancora da vedere e in un mese si è invece istituito un ruolo di capo di gabinetto da 4000 euro al mese e lasciamo ai cittadini ogni valutazione. Il sociale non si fa con le briciole ma fatti e quasi un milione di investimento annuale da parte della passata amministrazione nel sociale sono fatti e non fumo da tirare negli occhi».
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