Gioco
Decine di esposti contro la musica in Passeggiata
di Cesare Bonifazi
Controlli e multe dell’Arpat, tre locali costretti a spegnere i microfoni Protestano gli esercenti: «Siamo una città turistica, lasciateci lavorare»
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VIAREGGIO. Ci sono decine di esposti di cittadini che protestano per il rumore. Non si parla di movida ma di musica nei locali della Passeggiata nelle ore più fresche della giornata: la sera. Che sia un dj-set o di un concerto dal vivo poco importa: il rumore dà noia, soprattutto agli anziani, e nelle ultime settimane l’Arpat ha fatto numerosi accertamenti per verificare che vengano rispettate le norme del regolamento sui rumori o se ci siano immissioni sonore fuori dai parametri di legge. E coloro che hanno l’attività sulla Passeggiata insorgono: «va bene rispettare le regole ma sembra una persecuzione».E in effetti si parla non tanto di locali che sforano l’orario consentito, cosa di cui si occupa la Municipale, ma di musica alta segnalata da privati cittadini. E le proteste arrivano direttamente ad Arpat, senza passare dei vigili che possono verificare se viene fatta musica dopo l’orario consentito ma non hanno la strumentazione per verificare il livello del rumore. Per il momento infatti nessun verbale per l’orario ma solo per il limite di musica consentito.
La prima vittima è stato il Fanatiko che, oltre a una multa da 2mila euro, si è visto mettere metaforicamente i sigilli a tutti gli eventi dal vivo per pochi decibel sopra alla media. «Ci dispiace - ha scritto la direzione in un cartello - per tutti coloro che avrebbero passato un paio d’ore in allegria».E non è il solo: sta per arrivare il verbale anche a Tito del Molo. Anche in questo caso verrebbe contestato un rumore troppo alto rispetto ai decibel consentiti dalla normativa vigente.
«Si sono presentati nel locale venerdì scorso - racconta Antonio Bonuccelli, il titolare - dicendo che sarebbe arrivata la multa perché sforavamo con la musica. Insomma dovevamo rinunciare alla programmazione che avevamo organizzato per i prossimi fine settimana. Abbiamo anche preso un controperito per verificare il livello di rumore. Forse sarebbe meglio - conclude - che si facciano delle deroghe fisse al regolamento lungo la Passeggiata: sia per quanto riguarda l’orario che la quantità di rumore. Se dobbiamo davvero rimanere nei 50 decibel, che ci dicano come lavorare».
Perché in effetti il limite di 50 è basso per la musica dal vivo perché corrispondono all’incirca alla percezione di una normale conversazione.
«Tutti abbiamo sempre avuto dei problemi sulla musica la sera - raccontano i titolari al bar New York che la sera organizza l’aperitivo con il dj - l’altro giorno è passata l’Annonaria per avvertirci di stare attenti con le emissioni sonore perché ci sarebbero stati i controlli. Un avvertimento, ma non sappiamo se ci arriverà una sanzione».Sul bar New York quindi pende l’incognita della multa: «In una città di villeggiatura turistica come la nostra l’estate va sfruttata a pieno - continua Stefano Niccolai del New York - capiamo le esigenze dei residenti ma lavoriamo molto in questo periodo e i nostri clienti vogliono stare fuori: non diciamo che non devono esserci regole ma per lo meno che siano prese in considerazione le esigenze di chi lavora».
Proprio accanto al New York c’è l’Orsi che, malgrado non abbia mai ricevuto la visita dell’Arpat, solidarizza con i colleghi: «Vanno messe da parte le rivalità e fare un discorso serio e concreto per la Passeggiata - dice la titolare Anna Catanese - io sono vicina ai miei colleghi del Fanatiko e di Tito perché credo che sia adesso il momento in cui bisogna far ripartire la città. È un peccato che abbiano dovuto interrompere le loro iniziative. Parliamo sempre della crisi e io sono positiva - dice - adesso che ci sono le prime avvisaglie di ripresa, dobbiamo costruire un terreno fertile affinché il commercio e il turismo possano risorgere».
La prima vittima è stato il Fanatiko che, oltre a una multa da 2mila euro, si è visto mettere metaforicamente i sigilli a tutti gli eventi dal vivo per pochi decibel sopra alla media. «Ci dispiace - ha scritto la direzione in un cartello - per tutti coloro che avrebbero passato un paio d’ore in allegria».E non è il solo: sta per arrivare il verbale anche a Tito del Molo. Anche in questo caso verrebbe contestato un rumore troppo alto rispetto ai decibel consentiti dalla normativa vigente.
«Si sono presentati nel locale venerdì scorso - racconta Antonio Bonuccelli, il titolare - dicendo che sarebbe arrivata la multa perché sforavamo con la musica. Insomma dovevamo rinunciare alla programmazione che avevamo organizzato per i prossimi fine settimana. Abbiamo anche preso un controperito per verificare il livello di rumore. Forse sarebbe meglio - conclude - che si facciano delle deroghe fisse al regolamento lungo la Passeggiata: sia per quanto riguarda l’orario che la quantità di rumore. Se dobbiamo davvero rimanere nei 50 decibel, che ci dicano come lavorare».
Perché in effetti il limite di 50 è basso per la musica dal vivo perché corrispondono all’incirca alla percezione di una normale conversazione.
«Tutti abbiamo sempre avuto dei problemi sulla musica la sera - raccontano i titolari al bar New York che la sera organizza l’aperitivo con il dj - l’altro giorno è passata l’Annonaria per avvertirci di stare attenti con le emissioni sonore perché ci sarebbero stati i controlli. Un avvertimento, ma non sappiamo se ci arriverà una sanzione».Sul bar New York quindi pende l’incognita della multa: «In una città di villeggiatura turistica come la nostra l’estate va sfruttata a pieno - continua Stefano Niccolai del New York - capiamo le esigenze dei residenti ma lavoriamo molto in questo periodo e i nostri clienti vogliono stare fuori: non diciamo che non devono esserci regole ma per lo meno che siano prese in considerazione le esigenze di chi lavora».
Proprio accanto al New York c’è l’Orsi che, malgrado non abbia mai ricevuto la visita dell’Arpat, solidarizza con i colleghi: «Vanno messe da parte le rivalità e fare un discorso serio e concreto per la Passeggiata - dice la titolare Anna Catanese - io sono vicina ai miei colleghi del Fanatiko e di Tito perché credo che sia adesso il momento in cui bisogna far ripartire la città. È un peccato che abbiano dovuto interrompere le loro iniziative. Parliamo sempre della crisi e io sono positiva - dice - adesso che ci sono le prime avvisaglie di ripresa, dobbiamo costruire un terreno fertile affinché il commercio e il turismo possano risorgere».
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