Gioco
«Sono il figlio di Antonio di Stiava»: inizia così la truffa dei portafogli
Rolando Venturini, 74 anni, è stato preso di mira due volte, con lo stesso trucco, da giovani italiani. «Fingevano di volermi regalare la frutta, ma poi mi hanno rubato 150 euro». E non è l’unico caso
MASSAROSA. L’approccio è sempre lo stesso: «Ciao (con un sorriso a 32 denti, ndr), sono il figlio di Antonio. Ricordi? Lavoravate insieme». Poi c’è l’abbraccio. L’inizio della conversazione («sai mio padre ora ha aperto un negozio a Stiava, vende frutta, passa a trovarci»). E infine l’ultimo atto degno dei migliori teatri di prosa. Scarica in terra una cassa piena di frutta: «Tieni, te la regalo», dice, sapendo che una cassa piena di frutta, come regalo, è un po’ troppo e che l’altro, prima o poi, farà il gesto di tirare fuori il portafoglio per dare qualche euro («dai, ma fatti dare qualcosa») e quello sarà il momento buono per prendere tutti i soldi nel portafoglio e fuggire via, nel furgone rimasto in moto un po’ più in là, con un uomo già alla guida ad aspettarlo. E la truffa è servita.
È successo due volte a Rolando Venturini (nella foto), 74 anni, falegname di Piano del Quercione adesso in pensione. La prima un mese fa. Usciva di casa. Stava per salire sul suo furgone, quando un giovane, italiano, massimo trentanni, del sud – stando alla sua ricostruzione – si avvicina sorridente e grida: ciao, sono il figlio di Antonio, lavoravate insieme, ricordi? E giù con tutta la commedia, fino al momento in cui il ragazzo tira fuori dal furgoncino («una specie di Doblò», ricostruisce l’anziano) e gli porge la cassa piena di frutta. «Continuava a tirare fuori frutta e a dirmi che me la regalava, che mi aspettava al negozio per salutare suo babbo, che ci teneva. Mi ha stordito, cercavo di ricostruire chi fosse e non pensavo fosse una truffa», racconta l’uomo, occhi azzurri, pelle abbronzata, mani ruvide dal lavoro sui campi. «A quel punto – riprende – mi sentivo in difficoltà e ho gli ho detto: “aspetta ti do qualcosa”. Ma quando ho aperto il portafoglio, ha preso tutti i soldi che avevo dentro ed è scappato via».
Un mese dopo, sabato scorso, stesso sketch. Questa volta Rolando Venturini era in campagna, a piedi, quando si accosta il furgoncino. «Credo fosse lo stesso, ma non ne sono sicuro», racconta. Scende un ragazzo. Sempre giovane e del sud, stando all’accento, ma non lo stesso della volta precedente. E attacca: ciao, sono il figlio di Antonio, ricordi... «A quel punto stavo per perdere le staffe – racconta –. E invece ho mantenuto la calma e quando è arrivato il momento della cassa, l’ho presa e gli ho detto: ok, grazie del regalo. A quel punto lui ha detto: “Ma non mi dai nemmeno cinque euro?”. Allora sai che ti dico, gli ho detto io, ora chiamo i carabinieri. E lui è salito sul furgone ed è fuggito via». Fine della seconda storia.
Ma lui non è l’unico è essere stato preso di mira a Massarosa. Sono arrivate altre segnalazioni da Piano del Quercione e Piano di Conca, e segnano la nuova maschera del truffatore: il figlio di Antonio, che vende la frutta.
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