Il dolore
Puzza notturna Il sindaco: «Ora andrò in Procura»
di Donatella Francesconi
Secondo il Comune le fonti non sono né la Morina e neppure l’impianto dei rifiuti di Pioppogatto
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VIAREGGIO. «A me qualcuno deve dire da dove arriva il cattivo odore che si sente in città la notte», è la voce del sindaco Giorgio Del Ghingaro che la mette giù dura: «Altrimenti faccio un esposto in Procura». La notte tra lunedì e martedì è stata una delle peggiori sul fronte della puzza che ammorba la città, notte dopo notte. La prima segnalazione al “Tirreno” è arrivata alle 23,15 circa da via di Montramito, altezza pasticceria Puccinelli, dove non si respira. Intorno alle 22, chi aveva provato a stare in terrazza nella zona di via Matteotti era dovuto rientrare in tutta fretta perché l’aria era irrespirabile. Poco prima dell’una e mezza la puzza viene avvertita ancora in centro, nella zona della stazione ferroviaria, a Viareggio. Alle tre e mezza della notte all’ex Campo d’aviazione non si respira. E c’è chi si sveglia, tossendo, nel cuore della notte. Chiudere le finestre è impossibile, visto il caldo. E per riaddormentarsi ormai s’è fatta l’alba.
Sms anche nei telefoni dei consiglieri comunali, dei loro conoscenti, dritti fino al primo cittadino. Che ieri è voluto intervenire pubblicamente: «È un po’ di tempo che ci lavoriamo ed il fatto di non avere ancora risposte mi inquieta. Anzi, mi fa davvero infuriare». Lungo gli ultimi due mesi la polizia municipale è stata allertata, anche in seguito ai contatti con Arpat (Agenzia regionale per l’ambiente) presa d’assalto dalle segnalazioni dei cittadini e dagli esposti.
«In particolare nell’ultimo mese abbiamo accelerato», continua Del Ghingaro: «Venerdì scorso c’è stato l’incontro nella sede Arpat tra tutti i soggetti competenti. In quella sede abbiamo ascoltato una bella relazione di Arpat… E quindi? Che non si sappia a distanza di mesi, per non dire di anni, il perché continua la puzza è assurdo. Ora sono veramente arrabbiato: qualcuno mi dica a cosa è dovuto questo odore».
Nella riunione di venerdì scorso qualcosa è stato deciso: pattugliamenti nelle ore serali e notturne da parte della polizia municipale - così la richiesta di Arpat - così da arrivare ad individuare da dove arriva il cattivo odore quando lo stesso viene avvertito nell’aria. Arpat - come si legge nel comunicato di ieri relativo a maleodoranze avvertite a Lucca - «svolge la sua attività ordinaria nella fascia oraria dalle 7,30 alle 19,30 garantendo, comunque, un supporto di pronta disponibilità anche nelle ore notturne (su attivazione da parte delle altre forze presenti sul territorio, per esempio polizia municipale, carabinieri, sala operativa della Protezione civile). Insomma, Arpat se chiamata nella notte da questi soggetti può intervenire direttamente sul posto, impegnando il personale reperibile, ma solo se ci sono almeno delle ipotesi sulle fonti.
Un modo di agire che suona un po’ come «avete l’odore? Cercatevelo». E viene da chiedersi, ancor più oggi dopo le parole del sindaco pronto ad andare in Procura in qualità di primo responsabile della salute dei cittadini, se almeno non sia possibile mettere a punto una mappa delle segnalazioni.
Il lavoro fin qui messo a punto dal Comune - sottolinea il primo cittadino - «indicano che il cattivo odore non proviene né da Pioppogatto e neppure dall’impianto di compostaggio della Morina. Che hanno un odore caratteristico. Come amministrazione un’idea ce la siamo fatta e l’abbiamo comunicata ad Arpat. Ma ci è stato risposto che effettueranno un sopralluogo alla fine di agosto. Inammissibile: c’è una stagione turistica in pieno svolgimento».
Sms anche nei telefoni dei consiglieri comunali, dei loro conoscenti, dritti fino al primo cittadino. Che ieri è voluto intervenire pubblicamente: «È un po’ di tempo che ci lavoriamo ed il fatto di non avere ancora risposte mi inquieta. Anzi, mi fa davvero infuriare». Lungo gli ultimi due mesi la polizia municipale è stata allertata, anche in seguito ai contatti con Arpat (Agenzia regionale per l’ambiente) presa d’assalto dalle segnalazioni dei cittadini e dagli esposti.
«In particolare nell’ultimo mese abbiamo accelerato», continua Del Ghingaro: «Venerdì scorso c’è stato l’incontro nella sede Arpat tra tutti i soggetti competenti. In quella sede abbiamo ascoltato una bella relazione di Arpat… E quindi? Che non si sappia a distanza di mesi, per non dire di anni, il perché continua la puzza è assurdo. Ora sono veramente arrabbiato: qualcuno mi dica a cosa è dovuto questo odore».
Nella riunione di venerdì scorso qualcosa è stato deciso: pattugliamenti nelle ore serali e notturne da parte della polizia municipale - così la richiesta di Arpat - così da arrivare ad individuare da dove arriva il cattivo odore quando lo stesso viene avvertito nell’aria. Arpat - come si legge nel comunicato di ieri relativo a maleodoranze avvertite a Lucca - «svolge la sua attività ordinaria nella fascia oraria dalle 7,30 alle 19,30 garantendo, comunque, un supporto di pronta disponibilità anche nelle ore notturne (su attivazione da parte delle altre forze presenti sul territorio, per esempio polizia municipale, carabinieri, sala operativa della Protezione civile). Insomma, Arpat se chiamata nella notte da questi soggetti può intervenire direttamente sul posto, impegnando il personale reperibile, ma solo se ci sono almeno delle ipotesi sulle fonti.
Un modo di agire che suona un po’ come «avete l’odore? Cercatevelo». E viene da chiedersi, ancor più oggi dopo le parole del sindaco pronto ad andare in Procura in qualità di primo responsabile della salute dei cittadini, se almeno non sia possibile mettere a punto una mappa delle segnalazioni.
Il lavoro fin qui messo a punto dal Comune - sottolinea il primo cittadino - «indicano che il cattivo odore non proviene né da Pioppogatto e neppure dall’impianto di compostaggio della Morina. Che hanno un odore caratteristico. Come amministrazione un’idea ce la siamo fatta e l’abbiamo comunicata ad Arpat. Ma ci è stato risposto che effettueranno un sopralluogo alla fine di agosto. Inammissibile: c’è una stagione turistica in pieno svolgimento».
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