Il Tirreno

Versilia

Viaggio tra lo spaccio a Levante

Viaggio tra lo spaccio a Levante

Nella pineta dietro il muro della piscina comunale accampamenti e chili di rifiuti

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VIAREGGIO. A spasso in pineta, come si dice, “a fa’ more”, dietro il muro di piscina, nel parco naturale tra i più belli. “Ciao” è la parola chiave. A pronunciarla sono giovani nordafricani che spuntano dagli slarghi lungo il sentiero principale. Appaiono e scompaiono, come fossero il gatto di Alice nel paese della Meraviglie. Che qui si chiamano stupefacenti. Le tracce sono ovunque: carta stagnola a rotoli, cellophane, scatole di sigarette tagliate, i tappi delle siringhe. Ma anche preservativi, indumenti intimi, oggetti di uso comune, ombrelloni, sedie in plastica, stoviglie, biciclette a pezzi e pezzi di scooter. Chili di spazzatura. A terra, dove è tutto secco a causa della siccità, ci sono i segni - inequivocabili - dei fuochi accesi. A pochi metri da tutto questo proseguono i lavori di abbattimento dei pini malati, con tanto di nullaosta del Parco naturale. Ruspe, operai, un vero e proprio cantiere che non sembra però turbare l’attività di spaccio.

I giovani stranieri pattugliano il territorio, saltando fuori dai cespugli a turno. per poi farvi rientro velocemente. Seguirne il cammino porta dritti i cronisti (“Tirreno” e “Cinquantanews Versilia”) ad un accampamento, appena dietro uno slargo nel sentiero. Sono in tre, sdraiati a terra, dormono protetti dalla vegetazione. Il ragazzo magro in maglietta rossa, scalzo e con le scarpe in mano è uscito da lì. Gli altri sono sul chi va là ed in un attimo si accorgono della presenza dei due intrusi. Costretti, dunque, ad una ritirata controllata passo passo, così da verificare che se ne vadano e, soprattutto, che non vi siano auto di polizia e carabinieri in giro.

Incontro a loro, i clienti. Percorrono rapidi il sentiero, in sella alle biciclette. Vanno dritti là dove sanno, e le tracce non mancano, compreso il sacchetto di rifiuti ben visibile e ben piazzato tra i rami di un albero sul quale da solo non è certo arrivato.

Per lo più si tratta di eroina: basta un’occhiata alla clientela “rifinita” a confermarlo. Sui gradini del Palazzetto dello sport sono intenti a “farsi”, mentre altri arrivano ed imboccano la pineta, subito dopo il campo da basket. È un via vai che non conosce sosta, e la maggior parte degli acquirenti del supermercato a cielo aperto sono italiani. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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