La protesta
Turista di 26 anni muore mentre fa il bagno in mare
di Donatella Francesconi
Forse una bibita ghiacciata bevuta poco prima all’origine del malore La giovane russa era in vacanza in Versilia insieme al padre e alla madre
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MARINA. Vacanza tragica per una famiglia russa in vacanza in Versilia. Sulla spiaggia dello stabilimento balenare “Franco Mare” di Fiumetto si è consumato, in pochi attimi, il dramma della morte della loro figlia, Anastasia Marack, 26 anni. Tutto lo stabilimento si è mobilitato per andare in soccorso della ragazza, una volta che ci si è resi conto come qualcosa, in acqua a poca distanza dalla riva, non andasse per il verso giusto.
Anastasia era arrivata in spiaggia e si era diretta quasi subito verso l’acqua. Sono giornate di un’estate molto calda ed il bagno in mare è un refrigerio per tutti. Oltre alla gioia della vacanza, finalmente sotto il sole italiano, in spiaggia. Non si esclude però che possa aver bevuto una bibita ghiacciata che le avrebbe provocato una congestione. Fatto sta che poco dopo essere entrata in acqua la ragazza ha improvvisamente smesso di dare segni di vita. A quel punto sono scattati i soccorsi e la richiesta alla Centrale operativa del 118 per ambulanza ed auto medica. Quando la ragazza è arrivata in pronto soccorso le sue condizioni erano disperate. E a niente hanno potuto i pur preparatissimi medici dell’emergenza all’ospedale Versilia, reparto diretto da Giuseppe Pepe.
In Pronto soccorso è subito scattata la procedura di sostegno per i genitori della giovane russa. È stata chiamata un’interprete e sono stati assistiti in tutti gli atti di rito immediati , dal riconoscimento in poi, difficili da sostenere nel momento in cui la tragedia si è appena compiuta ed ancora non si riesce a rendersene conto del tutto. Attimi strazianti per tutti coloro che erano presenti.
Il consueto rapporto è stato richiesto allo stabilimento balneare dalla Capitaneria di porto, che non è intervenuta sul posto perché la giovane turista è stata immediatamente avviata al Pronto soccorso, nel disperato tentativo di un barlume di speranza di sopravvivenza.
Ma, dalle prima ricostruzioni, la morte non sarebbe avvenuta per annegamento, ma per un malore - congestione o altro - della quale la ragazza sarebbe stata vittima appena entrata nell’acqua, ancora in prossimità della battigia.
Sconvolte le testimonianze al telefono dallo stabilimento balneare: «Siamo intervenuti tutti, tutti... Ma non c’è stato niente da fare».
Anastasia era arrivata in spiaggia e si era diretta quasi subito verso l’acqua. Sono giornate di un’estate molto calda ed il bagno in mare è un refrigerio per tutti. Oltre alla gioia della vacanza, finalmente sotto il sole italiano, in spiaggia. Non si esclude però che possa aver bevuto una bibita ghiacciata che le avrebbe provocato una congestione. Fatto sta che poco dopo essere entrata in acqua la ragazza ha improvvisamente smesso di dare segni di vita. A quel punto sono scattati i soccorsi e la richiesta alla Centrale operativa del 118 per ambulanza ed auto medica. Quando la ragazza è arrivata in pronto soccorso le sue condizioni erano disperate. E a niente hanno potuto i pur preparatissimi medici dell’emergenza all’ospedale Versilia, reparto diretto da Giuseppe Pepe.
In Pronto soccorso è subito scattata la procedura di sostegno per i genitori della giovane russa. È stata chiamata un’interprete e sono stati assistiti in tutti gli atti di rito immediati , dal riconoscimento in poi, difficili da sostenere nel momento in cui la tragedia si è appena compiuta ed ancora non si riesce a rendersene conto del tutto. Attimi strazianti per tutti coloro che erano presenti.
Il consueto rapporto è stato richiesto allo stabilimento balneare dalla Capitaneria di porto, che non è intervenuta sul posto perché la giovane turista è stata immediatamente avviata al Pronto soccorso, nel disperato tentativo di un barlume di speranza di sopravvivenza.
Ma, dalle prima ricostruzioni, la morte non sarebbe avvenuta per annegamento, ma per un malore - congestione o altro - della quale la ragazza sarebbe stata vittima appena entrata nell’acqua, ancora in prossimità della battigia.
Sconvolte le testimonianze al telefono dallo stabilimento balneare: «Siamo intervenuti tutti, tutti... Ma non c’è stato niente da fare».
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