Sicurezza
mare sicuro
Sette salvataggi sulla spiaggia libera Sos dei bagnini
di Luca Basile
MOTRONE. Superficialità, senso di sfida, scarsa conoscenza del mare: di tutto un po’ dietro le incursioni fra le onde del turista della domenica. Quello che si tuffa nello specchio d’acqua antistante...
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MOTRONE. Superficialità, senso di sfida, scarsa conoscenza del mare: di tutto un po’ dietro le incursioni fra le onde del turista della domenica. Quello che si tuffa nello specchio d’acqua antistante lo sventolio della bandiera rossa di pericolo. E che ai fischi e ai richiami, preoccupati, dei bagnini fa spallucce. Durante lo scorso fine-settimana, proprio i bagnini della spiaggia libera di Motrone, hanno effettuato sette salvataggi. Un numero elevato che sintetizza, bene «come l’approccio con il mare, da parte di taluni turisti, non sia fra i più corretti. Noi proviamo a sensibilizzare, a consigliare, a raccomandarci, ma spesso finiamo inascoltati. E allora sei costretto ad uscire con il patino, ad aiutare e riportare a riva chi è in difficoltà, a cercare di intervenire prima che sia troppo tardi. Ma non fai in tempo a salvarne uno dalle onde e dalla corrente che già che ne sono altri in medesima difficoltà», spiega Michele Pancetti, bagnino alla spiaggia libera – e del Nautilus – con David Passaglia che sabato scorso, supportati da Andrea Paolini, bagnino del King, si sono dovuti impegnare non poco per evitare che un’ordinaria giornata di vacanza sfociasse in tragedia.
«Noi non siamo eroi – aggiunge Pancetti – e se andiamo sul giornale non è perché ci piace sentirci dire che siamo bravi: quello che ci preme è ben altro e si lega, appunto, al comportamento di un discreto numero di turisti poco propensi ad ascoltare i nostri suggerimenti. Nel fine-settimana scorso, a Motrone, il mare era sì agitato, ma non in modo particolarmente pericoloso: il vero problema era rappresentato dalla corrente e dal rischio di finire in qualche buca. Ed è quello che abbiamo cercato di spiegare a tutti i bagnanti ed in particolare a chi ascolta meno volentieri, come i turisti, italiani e stranieri».
«Ad un certo punto – prosegue Pancetti – siamo stati costretti a posizionare sulla battigia un nastro proprio per impedire l’accesso al mare e dirottare chi voleva fare il bagno verso una secca. È stato tutto molto faticoso e complicato. Da qui un appello: ascoltate i bagnini, se vi dicono di evitare un tratto di mare. Date ascolto, ne va della vostra vita e di quella dei vostri figli». Già perché non sono pochi, quei genitori, che si tuffano fra le onde portandosi dietro i bambini là dove sarebbe meglio evitare. Senza dimenticare che a rischiare la vita sono poi gli stessi bagnini: uno dei ragazzi addetti alla sorveglianza, sempre nello scorso fine-settimana, durante un’operazione di salvataggio, ad esempio, si è fatto male ad un ginocchio. «Questa volta è andata bene – evidenziano dalla spiaggia libera –, ma con il mare non si scherza. È quindi doveroso ascoltare chi ti consiglia la scelta migliore prima di entrare in acqua».
«Noi non siamo eroi – aggiunge Pancetti – e se andiamo sul giornale non è perché ci piace sentirci dire che siamo bravi: quello che ci preme è ben altro e si lega, appunto, al comportamento di un discreto numero di turisti poco propensi ad ascoltare i nostri suggerimenti. Nel fine-settimana scorso, a Motrone, il mare era sì agitato, ma non in modo particolarmente pericoloso: il vero problema era rappresentato dalla corrente e dal rischio di finire in qualche buca. Ed è quello che abbiamo cercato di spiegare a tutti i bagnanti ed in particolare a chi ascolta meno volentieri, come i turisti, italiani e stranieri».
«Ad un certo punto – prosegue Pancetti – siamo stati costretti a posizionare sulla battigia un nastro proprio per impedire l’accesso al mare e dirottare chi voleva fare il bagno verso una secca. È stato tutto molto faticoso e complicato. Da qui un appello: ascoltate i bagnini, se vi dicono di evitare un tratto di mare. Date ascolto, ne va della vostra vita e di quella dei vostri figli». Già perché non sono pochi, quei genitori, che si tuffano fra le onde portandosi dietro i bambini là dove sarebbe meglio evitare. Senza dimenticare che a rischiare la vita sono poi gli stessi bagnini: uno dei ragazzi addetti alla sorveglianza, sempre nello scorso fine-settimana, durante un’operazione di salvataggio, ad esempio, si è fatto male ad un ginocchio. «Questa volta è andata bene – evidenziano dalla spiaggia libera –, ma con il mare non si scherza. È quindi doveroso ascoltare chi ti consiglia la scelta migliore prima di entrare in acqua».
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