Sicurezza
Incidente al tenore: Alberto Veronesi a processo
Con lui a giudizio anche l’ex presidente del festival Adalgisa Mazza e il carrista Uberto Bonetti
TORRE DEL LAGO. Era la prima stagione, quella 2015, del ritorno di Alberto Veronesi alla Fondazione Festival Pucciniano, dove approdava da presidente per nomina del sindaco Giorgio Del Ghingaro, appena insediato. Non fu un ritorno facile: una bufera colpì il palcoscenico in allestimento, gli Spandau Ballett attesissimi diedero forafit per un malore al batterista ed il giorno, ed infine l’incidente in scena al tenore Marco Voleri, il 7 agosto. Oggi, a distanza di quasi due anni, la notizia che la Procura di Lucca (pm Giuseppe Amodeo) ha disposto il giudizio per Alberto Veronesi, Uberto Bonetti (costruttore del montacarichi che crollò e sul quale era seduto in scena durante la rappresentazione il tenore) ed Adalgisa Mazza (ex presidente della Fondazione Festival Pucciniano). Il reato contestato è quello di lesioni colpose per violazione della normativa anti infortunistica
Andava in scena Turandot, nella quale Voleri vestiva i panni dell’Imperatore Altoum, e fu un volo di circa due metri e mezzo. Che provocò al tenore, noto per la sua battaglia contro la sclerosi multipla, la frattura della quarta vertebra lombare con una prognosi di 30 giorni. «Durante il lungo periodo in cui, per le conseguenze dell’incidente, ho dovuto sottopormi a cure e riabilitazioni, oltre che alla totale inattività», sono le parole con le quali l’artista ha reso nota la decisione della Procura di Lucca (retta da Pietro Suchan), «solo l’ex presidente Mazza si è interessata alle mie condizioni di salute, mentre gli attuali rappresentanti della Fondazione ha fatto sentire il loro “silenzio”: nessuna richiesta d’informazioni, nessuna vicinanza». A detta di Voleri «l’attività della Procura di Lucca ha fatto emergere la problematica di una non adeguata attività di prevenzione della sicurezza per i lavoratori dello spettacolo, visto che non è la prima volta che incidenti più o meno gravi si verificano sui palcoscenici». Attività che, con gli accertamenti tecnici della Procura, ha «rilevato gravi inadempienze sulla normativa della sicurezza sul lavoro».
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Immediata la replica della Fondazione (che per la vicenda si è affidata all’avvocato Riccardo Carloni), in accordo con l’amministrazione comunale: «La Fondazione ritiene del tutto infondata sul piano giuridico la contestazione mossa al Maestro Veronesi. Il quale non aveva nemmeno la materiale possibilità, oltre che il giuridico dovere, di controllare personalmente ed a vista ogni parte, attrezzo, singolo pezzo di tutto quanto forma il patrimonio della Fondazione». Visto che si era insediato da pochi giorni, argomentano l’interessato e la Fondazione stessa. «Tale condotta - prosegue la nota - essendo oggettivamente impossibile, in particolare nel primo mese di sua presidenza, era anche da lui giuridicamente inesigibile. Da ultimo si deve ricordare che Veronesi assume la carica trovando non solo delle strutture collaudate, ma una organizzazione della sicurezza, a cui si può e deve legittimamente affidare».
E nel futuro di questa vicenda potrebbe esservi una causa nella causa. Perché la Fondazione «si riserva attraverso i propri legali di agire ritenendo manifestamente false le affermazioni di Voleri relative a “gravi inadempienze sulla normativa della sicurezza sul lavoro” , così come quelle relative al presunto disinteresse nei confronti dell’evoluzione dell’infortunio».
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