Il Tirreno

Versilia

La violentano e la filmano: arrestati

di Donatella Francesconi
Dall'alto Rachid Chaoub e Manar Abdelfattah
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Dall'alto Rachid Chaoub e Manar Abdelfattah

La donna, arrivata a Viareggio per una serata di vacanza, ha conosciuto due giovani che si sono trasformati in aguzzini

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VIAREGGIO. Accettare di bere qualcosa a casa di qualcuno che si è conosciuto in una serata di vacanza non significa accettare di vedersi sequestrata, minacciata coltello alla mano, resa oggetto di atti di violenza sessuale. E la donna di nazionalità marocchina che ha fatto arrestare due giovani connazionali lo ha dimostrato chiaramente. Quando, a giorno fatto, si è fatta accompagnare in stazione da uno dei due ragazzi, infatti, non ha perso l’occasione di bloccarlo, mettendosi a gridare per attirare l’attenzione. Sul suo cammino, nel sottopasso della stazione ferroviaria, un ispettore della polizia di Stato libero dal servizio in compagnia del proprio cane, un pastore tedesco. All’occhio attento non è sfuggito che l’alterco tra i due stranieri aveva qualcosa di anomalo. E così il ragazzo e la donna sono stati portati in commissariato. Dove la vittima delle violenze non ha esitato a raccontare in quale situazione allucinante si era venuta a trovare.

Una storia come tante, d’estate. La donna, 32 anni, regolarmente soggiornante in Italia arriva a Viareggio da Firenze insieme ad una amica che vive, invece, a Montecatini. Un giro in Passeggiata e l’incontro con due connazionali: Manar Abdelfattah, 25 anni, e Rachid Chaoub, 27 anni. Fa caldo e cosa c’è di meglio che andare tutti in spiaggia, per una birra, all’altezza di piazza Mazzini. Da lì il gruppo si trasferisce in un’abitazione di via Bottego, poco distante dalla stazione. Uno dei due ragazzi - entrambi non hanno il permesso di soggiorno e sono destinatari di un provvedimento di allontanamento a firma del Questore - ha la disponibilità della casa. Per la quale un familiare con permesso di soggiorno ha un regolare contratto di affitto.

Manar e Chaoub non hanno commesso reati in quell’Italia dove vivono da irregolari come se fossero su una giostra dove tutto è possibile. Poi, nella notte tra giovedì e venerdì, tutto cambia. A casa, in compagnia delle due donne appena conosciute, si chiacchiera e si beve. Quando l’alcol finisce, l’amica della donna poi finita nella spirale di violenze, torna in Passeggiata con uno dei due ragazzi. Che lascia lì: la situazione non le piace e decide di tornarsene a casa propria. Fino a quel momento niente fa immaginare cosa sarebbe accaduto di lì in poi all’altra donna. Che Chaoub Rachid ha scambiato per un trofeo da mostrare agli amici dopo aver filmato la connazionale con il telefonino.

Lei non vuole, si ribella, racconta Nicole Fetto, la vice dirigente del commissariato di Viareggio: «Chaoub passa il cellulare all’amico e prende la donna per i capelli, tappandole la bocca, per costringerla a mostrare il volto alle telecamere». No, il plurale non è un errore. Perché una volta perquisita l’abitazione dove le violenze si sono consumate i poliziotti trovano ben quattro telefoni cellulari «che dalle 4 alle 6 del mattino descrivono l’escalation di violenza» nei confronti della trentenne. Che è stata anche «minacciata con due coltelli da cucina». Insomma, la vicenda denunciata dalla donna «è tutta confermata dai filmati trovati».

La vittima, ascoltata in commissariato, è stata poi accompagnata al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Il referto dei medici, così è stato spiegato dalla polizia, «ha evidenziato segni di compatibilità con una violenza di tipo sessuale».

A tutto questo si aggiunge anche che il più giovane dei due, Manar Abdelfattah, ha anche provato «a depistare gli agenti, cercando di portali non alla casa di via Bottego dove le violenze si sono consumate, ma al Varignano». La sua connazionale, però, aveva salvato la posizione del luogo che aveva raggiunto in compagnia dei due giovani e l’inganno non è andato a buon fine. Il sostituto Procuratore Aldo Ingangi ha disposto per i due arrestati la custodia nel carcere di San Giorgio. I reati contestati sono violenza sessuale, lesioni e sequestro di persona.

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