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Multata e strattonata in pineta: condannato ex vigile urbano

Multata e strattonata in pineta: condannato ex vigile urbano

Viareggio, un agente di polizia municipale aveva fermato la donna e l'aveva accusata di non aver messo il guinzaglio all’animale

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VIAREGGIO. La presenza o meno del guinzaglio al collo del cane, portato a spasso dalla sua padrona, scatena una baruffa in pineta di Levante, a due passi dallo stadio dei Pini. Un agente di polizia municipale ferma la donna e la accusa di non aver messo il guinzaglio all’animale: la donna replica che si sbaglia. Scoppia una lite tra i due che degenera: il vigile - secondo l’accusa - strattona la donna, la ferisce e minaccia di farla arrestare. Fatto sta che per questo episodio un ex appartenente al Comando di polizia municipale di Viareggio, Marco Jelen, oggi 71enne e in pensione, è stato condannato definitivamente a due anni e sei mesi di carcere dalla Corte di Cassazione.

La vicenda risale al gennaio del 2010. Un’anziana residente nel quartiere Balipedio esce con il cane. Ad un tratto arriva il vigile urbano che le contesta di non aver messo il guinzaglio all’animale. La donna reagisce, dice che si sbaglia. Versione confermata da due testimoni che sono lì sul posto. L’agente le fa la multa e scoppia la bagarre: l’anziana denuncerà poi di essere stata strattonata e ferita, con una prognosi di cinque giorni, dall’agente innervositosi per la sua reazione. Agente che, a sua volta, denuncerà la donna e i due testimoni, accusandoli di essersi inventati tutto per dargli torto. La vicenda approda in tribunale: la donna e le persone che hanno assistito alla scena, assistite dagli avvocati Cosimo Zei e Maurizio Dalla Casa, ribadiscono che il vigile non solo ha fatto una multa che non doveva fare, ma che se l’è presa in malo modo con l’anziana. Versione respinta dal vigile urbano. Ma sia il tribunale di primo grado che la Corte di Appello gli danno torto. E ora è arrivata la sentenza definitiva della Corte di Cassazione, che ha confermato i due anni e mezzo di carcere a Jelen, originario della Spezia, per i reati di falso, abuso d’ufficio, lesioni, minacce e calunnia. Verdetto accolto positivamente dagli avvocati Zei e Dalla Casa. Mentre l’avvocato Enrico Marzaduri, difensore di Jelen, si è detto «non soddisfatto: non si è tenuto conto del fatto che in appello il procuratore generale aveva chiesto l’assoluzione per due capi d’imputazione su tre».

Matteo Tuccini

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