Il Tirreno

Versilia

Picchia la compagna incinta, lei chiede aiuto invano

di Donatella Francesconi
Picchia la compagna incinta, lei chiede aiuto invano

Nessuno ha soccorso la giovane che è andata da sola al pronto soccorso È il quarto caso di violenza contro una donna negli ultimi sette giorni

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VIAREGGIO. In strada, a gridare aiuto. Senza che nessuno accorra, intervenga, prenda in considerazione quella ragazza incinta che ha bisogno di soccorso. È il quarto caso di violenza in famiglia nell’arco di una settimana a Viareggio. Un fenomeno allarmante che ha visto, in queste situazioni, l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Viareggio. E l’avvio delle procedure di Codice rosa per le vittime della violenza.

Il bambino sta bene. La mamma se la caverà in qualche giorno di cura per le ecchimosi e le ferite riportate sul volto e sul corpo. Poteva andare peggio. Anche in questo caso, come in tre dei quattro che si sono succeduti uno dietro l’altro, la molla che ha fatto scattare la furia degli uomini è stata la gelosia. Che niente giustifica, ma che si nutre di ombre fino a che nel mondo delle ombre non si finisce per sprofondare. Portandosi dietro tutto e tutti. Perfino un piccolino non ancora nato che avrebbe potuto davvero giocarcisi la vita.

Mamma e bambino sono al sicuro e su di lei, ora, c’è tutto il peso della decisione da prendere rispetto ad una relazione nella quale la violenza della notte tra mercoledì e giovedì non sembra essere stata la prima.

Ma il ripetersi degli episodi sul territorio viareggino impone anche agli altri Enti, oltre alle sempre presenti forze di polizia, analizzino il fenomeno e le esigente che pone. Prima fra tutti evitare che a dover lasciare le abitazioni siano le vittime. Come purtroppo accaduto nel caso della donna picchiata perché il marito riteneva scotto il riso portato in tavola. Perché se non si aggira questo scoglio in troppe finiscono per rientrare a casa, a fianco del proprio carnefice.

«Riteniamo positiva l’introduzione dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare con provvedimento della polizia giudiziaria, previa autorizzazione del pubblico ministero», ha detto in questi giorni in Senato il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, generale Tullio Del Sette: «Però la previsione della flagranza non copre taluni casi in cui sussistono condizioni di urgenza o pericolo derivanti dal contesto ambientale in cui l’operatore di polizia è intervenuto». Parole da tenere in seria considerazione.

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