Sicurezza
Hotel contro il salasso Imu «Mille euro a camera: troppi»
di Matteo Tuccini
Sos dagli albergatori: c’è chi chiede un finanziamento per riuscire a pagare l’imposta sugli immobili Maria Bracciotti: proporremo al Comune sconti sulle tasse per chi assume e prolunga l’apertura
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LIDO. Mille euro in media per ogni camera. È la spesa che sostengono ogni anno gli albergatori per pagare l’Imu, imposta sugli immobili ormai dimenticata da alcuni – sulla prima casa è stata abolita – ma inesorabile per molti altri. Hotel in primis. «C’è chi si vede costretto a chiedere un finanziamento, altrimenti non riesce a saldare l’Imu», assicura Maria Bracciotti, presidente degli albergatori lidesi oltre che di Federalberghi Versilia.
Ecco perché gli hotel chiedono un confronto con il sindaco Alessandro Del Dotto e l’amministrazione comunale di Camaiore. L’obiettivo? Ridurre la tassazione. E favorire il decollo di Lido, ma anche della collina. Che già stanno facendo ottimi numeri nelle ultime stagioni turistiche. Compresa questa.
La riduzione fiscale non sarebbe a costo zero, assicurano i titolari delle strutture ricettive. «Siamo disposti a fare la nostra parte – assicura Bracciotti – A beneficiare degli sconti sulle tasse potrebbero essere le attività che dimostrano di credere nel nostro prodotto turistico. Chi investe, chi assume più persone, chi resta aperto più a lungo secondo noi deve essere premiato. Questa è la proposta che faremo al Comune».
La riduzione delle tasse è una vecchia battaglia dell’imprenditoria, che ha fatto vincere le elezioni a qualche politico. Qualcun altro l’ha riproposta, ma non con la stessa fortuna elettorale. Da anni gli albergatori ritengono eccessiva l’imposizione fiscale che pesa sulle loro attività e sulle strutture ricettive in generale. «Ci sono imposte su cui l’amministrazione comunale non può intervenire – prosegue Bracciotti – mentre su questioni come Imu e Tari il margine di manovra dei Comuni c’è. Solo di Imu ogni hotel si fa carico di mille euro a camera. C’è chi non ce la fa e chiede un finanziamento. Per questo motivo intendiamo proporre all’amministrazione una riduzione del prelievo fiscale ad imprese che dimostrino di voler investire. Sia sulle strutture, penso ad esempio a spazi dedicati alle biciclette, che sul personale. A Lido – prosegue la leader degli albergatori – ci sono settanta hotel con una media di venti dipendenti a testa: sono più di mille persone che lavorano negli hotel. Tra l’altro sono quasi tutte versiliesi, perché oggi l’alloggio offerto a chi lavora in albergo non è più una prassi. Chi si propone di allargare la propria squadra, e allo stesso tempo decide di stare aperto almeno sei mesi, fa bene al territorio oltre che a stesso. Secondo noi va premiato».
Un ulteriore confronto tra hotel e Comune sarà sul Piano strutturale. «Oggi le regole urbanistiche sono molto vincolanti – conclude Bracciotti – dobbiamo capire quali siano gli spazi in cui muoversi. A maggior ragione se si vuole rinnovare le strutture».
Ecco perché gli hotel chiedono un confronto con il sindaco Alessandro Del Dotto e l’amministrazione comunale di Camaiore. L’obiettivo? Ridurre la tassazione. E favorire il decollo di Lido, ma anche della collina. Che già stanno facendo ottimi numeri nelle ultime stagioni turistiche. Compresa questa.
La riduzione fiscale non sarebbe a costo zero, assicurano i titolari delle strutture ricettive. «Siamo disposti a fare la nostra parte – assicura Bracciotti – A beneficiare degli sconti sulle tasse potrebbero essere le attività che dimostrano di credere nel nostro prodotto turistico. Chi investe, chi assume più persone, chi resta aperto più a lungo secondo noi deve essere premiato. Questa è la proposta che faremo al Comune».
La riduzione delle tasse è una vecchia battaglia dell’imprenditoria, che ha fatto vincere le elezioni a qualche politico. Qualcun altro l’ha riproposta, ma non con la stessa fortuna elettorale. Da anni gli albergatori ritengono eccessiva l’imposizione fiscale che pesa sulle loro attività e sulle strutture ricettive in generale. «Ci sono imposte su cui l’amministrazione comunale non può intervenire – prosegue Bracciotti – mentre su questioni come Imu e Tari il margine di manovra dei Comuni c’è. Solo di Imu ogni hotel si fa carico di mille euro a camera. C’è chi non ce la fa e chiede un finanziamento. Per questo motivo intendiamo proporre all’amministrazione una riduzione del prelievo fiscale ad imprese che dimostrino di voler investire. Sia sulle strutture, penso ad esempio a spazi dedicati alle biciclette, che sul personale. A Lido – prosegue la leader degli albergatori – ci sono settanta hotel con una media di venti dipendenti a testa: sono più di mille persone che lavorano negli hotel. Tra l’altro sono quasi tutte versiliesi, perché oggi l’alloggio offerto a chi lavora in albergo non è più una prassi. Chi si propone di allargare la propria squadra, e allo stesso tempo decide di stare aperto almeno sei mesi, fa bene al territorio oltre che a stesso. Secondo noi va premiato».
Un ulteriore confronto tra hotel e Comune sarà sul Piano strutturale. «Oggi le regole urbanistiche sono molto vincolanti – conclude Bracciotti – dobbiamo capire quali siano gli spazi in cui muoversi. A maggior ragione se si vuole rinnovare le strutture».
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