Italia
«Subito un consiglio sulla scuola»
I genitori del Classico-Linguistico tirano le orecchie alla politica tutta
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VIAREGGIO. Quanto accaduto in consiglio comunale - il sindaco che propone a sorpresa la mozione sul liceo Classico-linguistico e la minoranza che chiede il rinvio ad un consiglio apposito sulle scuole cittadine il 31 luglio - ha lasciato i genitori del “Carducci” «stupiti ed amareggiati». Lo si legge nel comunicato diffuso ieri dal consigli di Istituto: «Avremmo voluto che il “bene comune”, l’interesse della città che spesso viene sbandierato, fosse effettivamente promosso e, riposte le schermaglie e le formalità, raggiunto un intento unitario a sostegno di questa scuola e di tutte le altre. I tempi sono urgenti: auspichiamo quindi che i capigruppo di tutte le forze politiche si adoperino a promuovere al più presto un nuovo consiglio comunale dove possa essere discussa in dettaglio ed approvata la mozione presentata».
La data c’è: il 31 come proposto dalla minoranza in consiglio. Basta semplicemente convocare la seduta. Perché il liceo Classico ha necessità di una risposta: «Il “Carducci” - continua la nota - non propone a questo consiglio comunale problematiche ordinarie di cui purtroppo tutte le scuole del nostro territorio sono vittime - edilizia, mancanza fondi, problemi strutturali, che anche da noi non mancano - , ma propone una situazione di natura straordinaria, per la quale chiede aiuto». Situazione che la scuola si è ritrovata tra capo e collo.
«A fronte di un aumento considerevole delle iscrizioni per l'anno 2017-18 con 177 nuovi studenti, 50 per l'indirizzo Classico e 127 per quello Linguistico, il provveditore agli studi di Lucca, Donatella Buonriposi - spiega il consiglio di Istituto - ha dapprima autorizzato le 7 classi, ritrattando il tutto il 7 di giugno con una email poco chiara e senza una spiegazione dei criteri che hanno portato a questa scelta. Nella stessa comunicazione si autorizza la scuola alla formazione di sole 6 classi prime a fronte di 7 quinte in uscita, che significa, per il percorso Linguistico, la formazione di classi composte da 32 studenti». Inoltre, sempre il Provveditorato di Lucca, «su 10 tagli necessari tra i docenti di tutto il territorio delle provincie di Lucca e Massa-Carrara, ne ha effettuati 5 al “Carducci”. E altri due sul personale amministrativo.
Il liceo ha dunque necessità che si alzi dal consiglio comunale la voce di tutti i rappresentanti della città e di chi la governa a sostegno della battaglia dei genitori per poter mandare i proprio figli alla scuola che gli stessi hanno scelto. Non è chiedere la luna. (d.f.)
La data c’è: il 31 come proposto dalla minoranza in consiglio. Basta semplicemente convocare la seduta. Perché il liceo Classico ha necessità di una risposta: «Il “Carducci” - continua la nota - non propone a questo consiglio comunale problematiche ordinarie di cui purtroppo tutte le scuole del nostro territorio sono vittime - edilizia, mancanza fondi, problemi strutturali, che anche da noi non mancano - , ma propone una situazione di natura straordinaria, per la quale chiede aiuto». Situazione che la scuola si è ritrovata tra capo e collo.
«A fronte di un aumento considerevole delle iscrizioni per l'anno 2017-18 con 177 nuovi studenti, 50 per l'indirizzo Classico e 127 per quello Linguistico, il provveditore agli studi di Lucca, Donatella Buonriposi - spiega il consiglio di Istituto - ha dapprima autorizzato le 7 classi, ritrattando il tutto il 7 di giugno con una email poco chiara e senza una spiegazione dei criteri che hanno portato a questa scelta. Nella stessa comunicazione si autorizza la scuola alla formazione di sole 6 classi prime a fronte di 7 quinte in uscita, che significa, per il percorso Linguistico, la formazione di classi composte da 32 studenti». Inoltre, sempre il Provveditorato di Lucca, «su 10 tagli necessari tra i docenti di tutto il territorio delle provincie di Lucca e Massa-Carrara, ne ha effettuati 5 al “Carducci”. E altri due sul personale amministrativo.
Il liceo ha dunque necessità che si alzi dal consiglio comunale la voce di tutti i rappresentanti della città e di chi la governa a sostegno della battaglia dei genitori per poter mandare i proprio figli alla scuola che gli stessi hanno scelto. Non è chiedere la luna. (d.f.)
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