Sicurezza
l’incontro al bagno pietrasanta
Mallegni riunisce i suoi: non lascio
Il sindaco punta ad andare a Roma, ma non come parlamentare
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PIETRASANTA. Avanti tutti insieme, più o meno appassionatamente, fino al 2020. E di conseguenza: niente dimissioni anticipate, nessun commissario prefettizio in municipio fin dal prossimo mese di settembre, zero campagne elettorali a supporto del potenziale nuovo candidato del centro-destra (Daniele Mazzoni, ndr). È questo, parola più, parola meno, il senso del discorso che il sindaco Massimo Mallegni, ha fatto due giorni fa, all’ora di pranzo al Bagno Pietrasanta, ai suoi consiglieri comunali e ancora ai componenti di uno staff apparso disorientato di fronte alle voci, sempre più insistenti e non ancora mitigate, di un sindaco pronto a prendere la rincorsa per Roma in vista delle elezioni politiche, così abbandonando il suo scranno di cittadino neppure a metà mandato.
In poche parole Mallegni ha voluto serrare le fila, incoraggiare i suoi fedelissimi, sondare i malumori – che ci sono anche se molto spesso restano sottotraccia – all’interno della sua stessa maggioranza, mettere in chiaro che la leadership è una e che su questo c’è poco da discutere. E che di conseguenza sarà lui a scegliere, che piaccia o non piaccia, il suo successore. La fascia tricolore resta dunque ben salda indosso a Mallegni che però a Roma, sponda governo, ci pensa eccome: l’idea è quella di approdarvi con un incarico – sottosegretario o altro – senza però smettere di fare il sindaco a Pietrasanta.
Idea che però, per tradursi in realtà, necessita di tutta una serie di incastri oggi molto ipotetici. Staremo a vedere. Un fatto è certo: Mallegni è fra i papabili individuati da Silvio Berlusconi per il futuro del centro-destra su scala nazionale e questa possibilità, lo stesso Mallegni, se la giocherà al momento opportuno. Con una postilla: nel 2020, anno in cui il mandato andrà in scadenza, Mallegni non si ricandiderà lasciando spazio e vetrina al suo vice, Mazzoni.
Nome, quello appunto di Mazzoni, che però non mette d’accordo alcune anime del centro-destra: la conferma è arrivata negli ultimi giorni, quando in scia all’articolo de Il Tirreno sulle toto-candidature, c’è stato chi ha fatto pollice verso. Sarà compito proprio di Mazzoni in primis e ancora di Mallegni ricompattare il fronte: tempo per farlo sembra essercene a sufficienza anche se il percorso potrebbe essere lastricato di insidie.
(l.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In poche parole Mallegni ha voluto serrare le fila, incoraggiare i suoi fedelissimi, sondare i malumori – che ci sono anche se molto spesso restano sottotraccia – all’interno della sua stessa maggioranza, mettere in chiaro che la leadership è una e che su questo c’è poco da discutere. E che di conseguenza sarà lui a scegliere, che piaccia o non piaccia, il suo successore. La fascia tricolore resta dunque ben salda indosso a Mallegni che però a Roma, sponda governo, ci pensa eccome: l’idea è quella di approdarvi con un incarico – sottosegretario o altro – senza però smettere di fare il sindaco a Pietrasanta.
Idea che però, per tradursi in realtà, necessita di tutta una serie di incastri oggi molto ipotetici. Staremo a vedere. Un fatto è certo: Mallegni è fra i papabili individuati da Silvio Berlusconi per il futuro del centro-destra su scala nazionale e questa possibilità, lo stesso Mallegni, se la giocherà al momento opportuno. Con una postilla: nel 2020, anno in cui il mandato andrà in scadenza, Mallegni non si ricandiderà lasciando spazio e vetrina al suo vice, Mazzoni.
Nome, quello appunto di Mazzoni, che però non mette d’accordo alcune anime del centro-destra: la conferma è arrivata negli ultimi giorni, quando in scia all’articolo de Il Tirreno sulle toto-candidature, c’è stato chi ha fatto pollice verso. Sarà compito proprio di Mazzoni in primis e ancora di Mallegni ricompattare il fronte: tempo per farlo sembra essercene a sufficienza anche se il percorso potrebbe essere lastricato di insidie.
(l.b.)
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