Sicurezza
Lungomare da rifare Il concorso bloccato da un ricorso al Tar
di Cesare Bonifazi
La richiesta fatta al giudice da uno degli esclusi Il sindaco: «Siamo pronti a ricominciare tutto da capo»
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LIDO DI CAMAIORE. Concorso di idee per rivalutare Lido di Camaiore: tutto da rifare. Almeno che il tribunale amministrativo non dia ragione al Comune. Il bando lanciato dall’amministrazione nel precedente mandato ha ricevuto l’altolà del Tar che è stato chiamato da uno dei partecipanti, escluso dalla corsa.
All’appello lanciato dal Comune di Camaiore infatti avevano risposto due architetti in proprio e in qualità di capogruppi mandatari di consorzi da costituire. Il primo è l’architetto Massimo Ceragioli, l’altro l’architetto Franco Lorenzani. Il Comune non aveva aperto le due buste ma aveva fatto solo una prima valutazione sui requisiti soggettivi ed era stato assegnato un punteggio. In base a questa valutazione era risultata per Lorenzani una valutazione inferiore che di fatto lo escludeva dal bando. Cosa che ovviamente non è andata giù all’architetto escluso il quale ha fatto ricorso al Tar. Il tribunale amministrativo di Firenze ha deciso di sospendere tutto in fase cautelare.
Quello che viene eccepito, tendono a precisare dall’amministrazione, non è tanto il concorso in sé quanto un cavillo tecnico.
Quanto l’amministrazione pubblicò il bando sulla piattaforma regionale infatti, chiese a tutti coloro che fossero stati interessati a partecipare al progetto di indicare anche gli oneri di sicurezza, essenziali per certi tipi di bandi ma, qui sta il fatto, non per la presentazione di questo tipo di proposte. La giurisprudenza in questo senso avrebbe cambiato corso e, mentre effettivamente prima dovevano essere indicati in maniera tassativa anche gli oneri di sicurezza, adesso non sarebbe più così.
Indicare un valore pari a zero su questa voce significava di fatto per il Comune l’esclusione di un pretendente: senza quella cifra non ci sarebbe stata assegnazione.
In parole povere, il risultato di tutto questo è che il progetto del concorso di idee viene momentaneamente rimandato e il Comune dovrà attendere i tempi della giustizia amministrativa per sbloccare il tutto.
Il sindaco intanto ha deciso che forse è il caso di riavvolgere il nastro e ricominciare da zero: «In caso di condanna da parte del Tar sarò a ricominciare tutto da capo e rifare completamente il concorso».
I tempi ancora non sono chiari ma pare che l’amministrazione voglia aspettare almeno fino a settembre: «Ho ancora interesse a rivalutare la zona, per noi è un impegno importante che vogliamo portare a termine – dichiara il sindaco – se però per questioni di carattere tecnico questa specifica operazione si dovesse compromettere, a quel punto faremo passare l’estate e con l’inverno faremo ripartire un altro bando». L’area interessata è composta da diverse parti: il parco urbano di Bussoladomani, il complesso “delle Fattorie”, composto dai cascinali storici dell’ex tenuta agricola denominata Rolandi-Ricci (conosciuta oggi come Benelli), collegata con il parco Mazzini e quello di via Medaglie d’Oro. Questo sistema di parchi si uniscono tramite il viale Bernardini sino alla zona dell’Arlecchino, a Piazza Brodolini e a Piazza Castracani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
All’appello lanciato dal Comune di Camaiore infatti avevano risposto due architetti in proprio e in qualità di capogruppi mandatari di consorzi da costituire. Il primo è l’architetto Massimo Ceragioli, l’altro l’architetto Franco Lorenzani. Il Comune non aveva aperto le due buste ma aveva fatto solo una prima valutazione sui requisiti soggettivi ed era stato assegnato un punteggio. In base a questa valutazione era risultata per Lorenzani una valutazione inferiore che di fatto lo escludeva dal bando. Cosa che ovviamente non è andata giù all’architetto escluso il quale ha fatto ricorso al Tar. Il tribunale amministrativo di Firenze ha deciso di sospendere tutto in fase cautelare.
Quello che viene eccepito, tendono a precisare dall’amministrazione, non è tanto il concorso in sé quanto un cavillo tecnico.
Quanto l’amministrazione pubblicò il bando sulla piattaforma regionale infatti, chiese a tutti coloro che fossero stati interessati a partecipare al progetto di indicare anche gli oneri di sicurezza, essenziali per certi tipi di bandi ma, qui sta il fatto, non per la presentazione di questo tipo di proposte. La giurisprudenza in questo senso avrebbe cambiato corso e, mentre effettivamente prima dovevano essere indicati in maniera tassativa anche gli oneri di sicurezza, adesso non sarebbe più così.
Indicare un valore pari a zero su questa voce significava di fatto per il Comune l’esclusione di un pretendente: senza quella cifra non ci sarebbe stata assegnazione.
In parole povere, il risultato di tutto questo è che il progetto del concorso di idee viene momentaneamente rimandato e il Comune dovrà attendere i tempi della giustizia amministrativa per sbloccare il tutto.
Il sindaco intanto ha deciso che forse è il caso di riavvolgere il nastro e ricominciare da zero: «In caso di condanna da parte del Tar sarò a ricominciare tutto da capo e rifare completamente il concorso».
I tempi ancora non sono chiari ma pare che l’amministrazione voglia aspettare almeno fino a settembre: «Ho ancora interesse a rivalutare la zona, per noi è un impegno importante che vogliamo portare a termine – dichiara il sindaco – se però per questioni di carattere tecnico questa specifica operazione si dovesse compromettere, a quel punto faremo passare l’estate e con l’inverno faremo ripartire un altro bando». L’area interessata è composta da diverse parti: il parco urbano di Bussoladomani, il complesso “delle Fattorie”, composto dai cascinali storici dell’ex tenuta agricola denominata Rolandi-Ricci (conosciuta oggi come Benelli), collegata con il parco Mazzini e quello di via Medaglie d’Oro. Questo sistema di parchi si uniscono tramite il viale Bernardini sino alla zona dell’Arlecchino, a Piazza Brodolini e a Piazza Castracani.
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