Sicurezza
scapola rotta, la replica dell’ASL
«La frattura composta non sempre si vede»
PIETRASANTA. «Come si può leggere sui trattati di medicina, quando una frattura è ingranata e composta, le radiografie possono essere falsamente negative. Infatti, è prassi consigliare di rifare una...
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PIETRASANTA. «Come si può leggere sui trattati di medicina, quando una frattura è ingranata e composta, le radiografie possono essere falsamente negative. Infatti, è prassi consigliare di rifare una seconda radiografia a tutti i pazienti che successivamente al trauma lamentano persistenza del disturbo». Nessuna sottovalutazione del caso, ma prassi: è la risposta che dà Asl in merito al caso di Piero Biagi, il 70enne di Pietrasanta che su Il Tirreno ha denunciato di non aver ricevuto le cure adeguate al pronto soccorso.
«Il fatto di arrivare in ambulanza non è sufficiente per acquisire una priorità che viene, comunque, decisa dal triage – chiarisce l’azienda –, nell’episodio specifico si trattava di un codice verde, non avendo il caso clinico una criticità da gestire immediatamente. Tuttavia il paziente ha atteso meno di un’ora, ampiamente in linea con gli indicatori regionali. Per quanto riguarda l’assunzione di antidolorifici», dice ancora Asl, il pronto soccorso ha consigliato «di assumere antidolorifici al bisogno. Dato che, nei referti consegnati c’era scritto di fare una nuova visita in caso di dolore persistente, non si capisce perché il signor Biagi abbia atteso una settimana invece di contattare, dopo tre giorni, il suo medico curante». Anche il medico di famiglia della famiglia Biagi, il dottor Ermanno Sorbo, interviene sostenendo di non aver mai detto all’uomo che avrebbe rischiato un’embolia «dato che come tutti i medici sanno, una frattura composta di scapola non procura un’embolia e, soprattutto, non può bucare il polmone».
«Il fatto di arrivare in ambulanza non è sufficiente per acquisire una priorità che viene, comunque, decisa dal triage – chiarisce l’azienda –, nell’episodio specifico si trattava di un codice verde, non avendo il caso clinico una criticità da gestire immediatamente. Tuttavia il paziente ha atteso meno di un’ora, ampiamente in linea con gli indicatori regionali. Per quanto riguarda l’assunzione di antidolorifici», dice ancora Asl, il pronto soccorso ha consigliato «di assumere antidolorifici al bisogno. Dato che, nei referti consegnati c’era scritto di fare una nuova visita in caso di dolore persistente, non si capisce perché il signor Biagi abbia atteso una settimana invece di contattare, dopo tre giorni, il suo medico curante». Anche il medico di famiglia della famiglia Biagi, il dottor Ermanno Sorbo, interviene sostenendo di non aver mai detto all’uomo che avrebbe rischiato un’embolia «dato che come tutti i medici sanno, una frattura composta di scapola non procura un’embolia e, soprattutto, non può bucare il polmone».
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