Italia
maxi-sanzione alla gastronomia
Franceschi difende l’attività multata
L’ex assessore: bisogna cambiare la normativa sul servizio ai tavoli
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FORTE DEI MARMI . «Urge rivedere tutta la normativa insieme alla Asl, per quanto di sua competenza, e provare a trovare la quadratura del cerchio». È l’ex assessore al turismo Vasco Franceschi a insorgere contro le norme che hanno portato l’ennesima maximulta a carico di una gastronomia, colta sul fatto dalla polizia municipale a servire ai tavoli. La questione del servizio ai tavoli, è una sorta di foglia di fico che occulta ciò che non si vuol vedere: è invece il diffuso commento che emerge anche dai social network cittadini. Il tutto per un fenomeno che anche l’estate passata, come si ricorderà, segnalò diversi episodi del genere.
«Che le regole, finché ci sono, vadano rispettate è una tale banalità che non merita alcun commento – dice l’ex assessore – ed anche se nel caso specifico mi sembra di capire che ci sia stato alla radice un esposto verso “I Parmigiani” e la polizia municipale sia dovuta intervenire pena di cadere nel reato di omissione di atti d’ufficio, credo che sia giunto il tempo di guardare a queste vicende senza alcun pregiudizio e faziosità. Questo tipo di servizio con i tavoli in strada arricchisce o meno la nostra offerta turistica? Se la risposta è no, – continua Franceschi – allora bisogna che lo si dica forte e chiaro, cancelliamolo dalla nostra mente e non parliamone più. Se invece, come io credo, fa bene alla nostra offerta turistica, perché richiesto e apprezzato dai nostri ospiti, bisogna mettere mano alla normativa, perché chi intenda farlo possa essere aiutato e sostenuto nello svolgimento della sua attività senza aver delle spade di Damocle sulla testa! Nella fattispecie – prosegue l’ex assessore – trovo veramente sciocco proibire che i prodotti non debbano essere serviti al tavolo, ma solo e soltanto portati in vaschette dal consumatore dal banco al tavolino (la vaschetta poi dove ce la ritroviamo?), questo beninteso a meno che il cameriere non abbia la peste. Non capisco proprio la sottigliezza normativa: mi risulta ci sia il gabinetto e il lavandino e ci sia pure anche l’accesso per disabili. Non c’è invece la cucina ed infatti il prodotto bello e cucinato proviene da via Dell’Acqua ed ha tutti i requisiti richiesti. Altra sottile stupidità normativa i piatti devono essere di plastica e non di ceramica; semmai secondo me dovrebbe essere il contrario».
Angelo Petri
«Che le regole, finché ci sono, vadano rispettate è una tale banalità che non merita alcun commento – dice l’ex assessore – ed anche se nel caso specifico mi sembra di capire che ci sia stato alla radice un esposto verso “I Parmigiani” e la polizia municipale sia dovuta intervenire pena di cadere nel reato di omissione di atti d’ufficio, credo che sia giunto il tempo di guardare a queste vicende senza alcun pregiudizio e faziosità. Questo tipo di servizio con i tavoli in strada arricchisce o meno la nostra offerta turistica? Se la risposta è no, – continua Franceschi – allora bisogna che lo si dica forte e chiaro, cancelliamolo dalla nostra mente e non parliamone più. Se invece, come io credo, fa bene alla nostra offerta turistica, perché richiesto e apprezzato dai nostri ospiti, bisogna mettere mano alla normativa, perché chi intenda farlo possa essere aiutato e sostenuto nello svolgimento della sua attività senza aver delle spade di Damocle sulla testa! Nella fattispecie – prosegue l’ex assessore – trovo veramente sciocco proibire che i prodotti non debbano essere serviti al tavolo, ma solo e soltanto portati in vaschette dal consumatore dal banco al tavolino (la vaschetta poi dove ce la ritroviamo?), questo beninteso a meno che il cameriere non abbia la peste. Non capisco proprio la sottigliezza normativa: mi risulta ci sia il gabinetto e il lavandino e ci sia pure anche l’accesso per disabili. Non c’è invece la cucina ed infatti il prodotto bello e cucinato proviene da via Dell’Acqua ed ha tutti i requisiti richiesti. Altra sottile stupidità normativa i piatti devono essere di plastica e non di ceramica; semmai secondo me dovrebbe essere il contrario».
Angelo Petri
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