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Giannecchini: «Navigo è il riferimento per la gestione»
VIAREGGIO. Non solo le aziende dalla cordata che va sotto il nome di Porto Viareggio Partecipazioni, ma anche i cantieri navali della Darsena e la rete di piccole imprese che si era detta interessata...
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VIAREGGIO. Non solo le aziende dalla cordata che va sotto il nome di Porto Viareggio Partecipazioni, ma anche i cantieri navali della Darsena e la rete di piccole imprese che si era detta interessata all’operazione Viareggio Porto. Lo sottolinea Andrea Giannecchini, presidente Cna provinciale, che non ha una quota in Porto Viareggio Partecipazioni dove vi è un Gruppo Giannecchini, «ma è solo di omonimia». I requisiti di competenza ed esperienza nel settore nautico che il presidente Cna pone come requisiti basilari per la gestione privata dalla Viareggio Porto, in uno scenario in cui la proprietà rimanga pubblica, «sono tutti presenti in tutta la cordata coordinata da Navigo e nata da una spinta positiva delle associazioni e dell’interesse della città».
Sulla questione interviene anche Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini. «La discussione sulla stampa è piuttosto delicata, se non preoccupante. Noi siamo dalla parte del rilancio della città. Ma il caso della Viareggio Porto è più complesso perché quanto si apprende dalla stampa si inserisce all'interno di una procedura che è ancora in essere e che dovrebbe garantire il rispetto delle norme di diritto poste a presidio della procedura stessa. Infatti, la procedura concorsuale ammessa è il concordato preventivo (non il fallimento) e siamo nel bel mezzo di un'asta pubblica dalla quale, in primo luogo, attende notizie, le migliori possibili ovviamente, proprio il ceto creditorio. Mi domando: il pesante e significativo intervento della Regione sulla prospettiva di acquisizione della Viareggio Porto ed il successivo immediato contraltare di una cordata privata, subito pronta a raccoglierne e ad assecondarne l'opportunità ponendosi come possibile punto di riferimento, è corretta? O potrebbe danneggiare la procedura pubblica e gli interessi dei creditori in seno al piano del concordato preventivo ?». (d.f.)
Sulla questione interviene anche Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini. «La discussione sulla stampa è piuttosto delicata, se non preoccupante. Noi siamo dalla parte del rilancio della città. Ma il caso della Viareggio Porto è più complesso perché quanto si apprende dalla stampa si inserisce all'interno di una procedura che è ancora in essere e che dovrebbe garantire il rispetto delle norme di diritto poste a presidio della procedura stessa. Infatti, la procedura concorsuale ammessa è il concordato preventivo (non il fallimento) e siamo nel bel mezzo di un'asta pubblica dalla quale, in primo luogo, attende notizie, le migliori possibili ovviamente, proprio il ceto creditorio. Mi domando: il pesante e significativo intervento della Regione sulla prospettiva di acquisizione della Viareggio Porto ed il successivo immediato contraltare di una cordata privata, subito pronta a raccoglierne e ad assecondarne l'opportunità ponendosi come possibile punto di riferimento, è corretta? O potrebbe danneggiare la procedura pubblica e gli interessi dei creditori in seno al piano del concordato preventivo ?». (d.f.)
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