Il Tirreno

Versilia

Viareggio Porto resti pubblica: ci sono i soldi della Regione

di Donatella Francesconi
Viareggio Porto resti pubblica: ci sono i soldi della Regione

L’annuncio del sindaco forte del confronto con il presidente Enrico Rossi. Operazione in uno scenario più vasto di investimenti di Firenze sulla Darsena 

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VIAREGGIO. La Viareggio Porto rimanga in mano pubblica: «È questo il forte interesse del presidente Enrico Rossi ed anche il mio» annuncia il sindaco Giorgio Del Ghingaro al “Tirreno”. Parole che derivano da una certezza acquisita in questi giorni: «Sono state stanziate le somme della Regione sufficienti a poter trattare - con il commissario liquidatore Marco Marchi - la partecipazione al bando per l’acquisizione». Lo stesso Marchi è stato liquidatore della Viareggio Patrimonio, poi avviata al fallimento, di nomina del primo cittadino che ha sempre ribadito la massima fiducia nel professionista lucchese. «A bilancio della Regione ora c’è la cifra. E per l’operazione ci sono tempi veloci», chiarisce Del Ghingaro.

Tre sono le ipotesi sul tavolo, continua il sindaco che fin dall’arrivo in Municipio ha posto grande attenzione alle vicende della Darsena viareggina e della sua economia. La prima è quella che vedrebbe «l’acquisizione diretta della Viareggio Porto da parte della Regione, attraverso l’Autorità portuale». La seconda, invece, descrive uno scenario in cui «interviene direttamente il Comune tramite contributo della Regione». La terza, infine, potrebbe portare all’acquisto della Viareggio Porto «attraverso una società partecipata del Comune, con contributo vincolato e diretto». Contributo sempre regionale.

Una società che non sarà la Mover (pubblico/privata che si occupa della sosta, delle asfaltature e molto altro): «Perché io il privato non ce lo voglio», sono le parole del sindaco. Il quale aggiunge: «Penso ad ICare». La società nata un anno fa e fresca di ricapitalizzazione per poter portare in porto l’operazione dovrebbe vedere - è lo stesso Del Ghingaro a ricordarlo - «una modifica dell’oggetto sociale».

Perché non lasciare che la Viareggio Porto vada in mani private, Del Ghingaro lo spiega così: «Rossi tiene al ruolo pubblico ed anch’io: per me è fondamentale. Ritengo tutto il porto come nucleo fondante dello sviluppo della città. Per questo la Viareggio Porto, che ne è parte importante, deve restare di proprietà pubblica. E sottolineo “di proprietà”: poi per la gestione si vedrà. Non ho paura dei privati». Privati che, sottolinea il sindaco, «ci sono. Due o tre gruppi imprenditoriali importanti sono venuti in Municipio e sono andati anche in Regione. Certo, con il fatto che le concessioni della Madonnina sono in scadenza al 2020...». Ed è questo l’elemento intorno al quale ruota l’intera vicenda comprano/non comprano e vince il privato/passa al pubblico.

In fondo alla scala delle soluzioni approfondite «in un anno di lavoro con gli uffici della Regione e nel confronto con il presidente Rossi» anche una quarta ipotesi: il passaggio dalla fase delle aste a quella del fallimento della Viareggio Porto, «con il Comune che diventerebbe assuntore» e le concessioni di ritorno alla Autorità portuale regionale.

L’operazione Viareggio Porto, sulla quale la Regione è pronta a spendere per acquistare la società pubblica che gestisce Madonnina e Triangolino, si inserisce - Del Ghingaro lo afferma deciso, forte del confronto quotidiano con il presidente Rossi - «grandi investimenti di lungo respiro». Un impegno che Rossi aveva annunciato anche nella campagna elettorale del 2015 e che potrebbe tradursi in un impegno da dieci milioni di euro, asse di penetrazione escluso. Nel senso che l’opera avrà altri finanziamenti: «Avevo annunciato che saremo stati pronti per ottobre con il progetto», sono ancora le parole del sindaco: «Ma lo saremo prima. E non appena pronti si sbloccherà anche il nuovo Piano regolatore portuale».

Del Ghingaro fissa l’altezza dell’asticella: «Il mio obiettivo è permettere la costruzione, il varo e l’ormeggio - non per il solo refitting - degli yacht oltre i 40 metri nel porto di Viareggio. Perché ciò sia possibile è necessaria la ridefinizione degli spazi e la riqualificazione di tutta l’area. Compreso «quel porto turistico che Rossi considera il più attrattivo d’Italia».



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