Il Tirreno

Versilia

Viareggio Porto, imprese pronte alla gestione

di Donatella Francesconi
Viareggio Porto, imprese pronte alla gestione

L’annuncio di Andrea Giannecchini, presidente della Cna provinciale, arriva dopo la notizia della Regione Toscana decisa ad acquistare la Spa

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VIAREGGIO. «Si potrebbe anche pensare che il gruppo di imprese viareggine che si sono costituite nel 2015 possa farsi avanti per la gestione della Viareggio Porto, nel quadro degli intenti annunciati dal sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro». A parlare così è Andrea Giannecchini, presidente della Cna provinciale, imprenditore della nautica che della cordata Porto Viareggio Partecipazioni Srl (presidente Pasquale Sgrò) fa parte con un’impresa del proprio gruppo (vedi scheda in questa pagina).

Il primo cittadino, dalle pagine del “Tirreno”, ha reso nota la strategia concordata con la Regione Toscana ed il suo presidente Enrico Rossi: risorse pubbliche perché le concessioni di Madonnina e Triangolino non vadano in mano privata. E nullaosta a che la gestione della Viareggio Porto sia, invece, affidata a soggetti privati.

«Per quanto riguarda la Cna - così dichiara Giannecchini - la gestione della Viareggio Porto deve essere affidata a privati che abbiano comprovata esperienza nel settore. Noi “stakeholders” (portatori di interessi, ndr) dovremmo cercare di influenzare affinché la gestione della Viareggio Porto abbia natura privatistica».

Nell’arco di un anno mezzo dalla nascita della cordata, con la società che nasce dall’azione infaticabile di Pasquale Sgrò, tra i principali sostenitori di Del Ghingaro sindaco di Viareggio fin dai primi passi della campagna elettorale, «ci eravamo un po’ messi da parte», sottolinea Giannecchini. Tanto che la “Porto Viareggio Partecipazioni” non si è fatta avanti per nessuna delle aste fin qui bandite (e andate deserte).

Oggi, è ancora la voce del presidente della Cna provinciale, «se in merito al futuro della proprietà le idee sono chiare, allora possiamo come privati essere in ballo nella gestione. Attraverso un bando costruito “ad hoc” per la ricerca di soggetti che sappiano fare il proprio lavoro in quello specifico settore. D’altra parte, credo si possa dire che la costituzione della “Porto Viareggio Partecipazioni” sia stato un esempio di come la città di Viareggio può, e sa, rispondere di fronte a certi problemi».

Restano da capire, sottolinea Giannecchini, «gli aspetti più propriamente tecnici dell’operazione». Aspetti che Del Ghingaro afferma «trattati da un anno con gli uffici della Regione e con lo stesso presidente Rossi». Nella visione di Giannecchini, l’ipotesi finale potrebbe anche essere quella di arrivare a decretare il fallimento della Viareggio Porto, così che «l’Autorità portuale regionale possa riprendersi le concessioni, che rientrerebbero così nella titolarità dello Stato». A quel punto, «le stesse concessioni potrebbero essere spacchettate, perché Madonnina e Triangolino sono aree profondamente diverse». Un’ipotesi che il sindaco sembra considerare un piano di “riserva”.

Aree diverse con spazi diversi e progetti differenti per la loro destinazione. Ancor più considerando che sul piatto del porto viareggino, così l’annuncio del sindaco Del Ghingaro, la Regione è pronta a mettere dieci milioni. Oltre alla somma necessaria per completare l’asse di penetrazione e alle cifre che ogni hanno vengono impegnate per l’escavo dell’imboccatura.

Un annuncio, quello del sindaco Del Ghingaro, che ha messo d’accordo - cosa rara - imprenditori e sindacati, aprendo un confronto con la Cgil provinciale, come annuncia la Tirreno il segretario provinciale Rossano Rossi.

Adesso tutto si gioca a settembre, quando sarà bandita una nuova asta per la Viareggio Porto, per una cifra poco sopra il milione di euro. Un’asta che potrebbe non essere l’ultima, considerando che - come ha annunciato il primo cittadino - «la Regione ha già stanziato una somma».

 

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