Sicurezza
Muore a 27 anni nello schianto in scooter
di Matteo Tuccini
Serenella Pezone abitava a Camaiore e lavorava come stagista al Comando vigili di Pietrasanta: fatale il frontale con un’auto
4 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. Avere 27 anni oggi significa essere precari. Si esce dall’Università dopo la laurea, magari se ne prende anche un’altra. E si comincia a fare gli stage, sperando che qualcuno ti noti. Poi c’è l’amore. Che a differenza del lavoro può già essere stabile, duraturo. Magari per sempre. Intanto si va a convivere, si fa la prova di una vita insieme. Per la 27enne Serenella Pezone la Versilia era tutto questo: l’amore e la speranza. Di una vita felice e di un futuro professionale. Speranze che si sono spente nella notte tra giovedì e venerdì, sulla strada provinciale Bellosguardo di Camaiore. Dove uno scontro frontale tra il suo scooter e un’auto ha messo fine ai suoi sogni, al suo sorriso. A tutto ciò che esiste di bello in questo mondo.
L’incidente avviene intorno a mezzanotte e venti. Serenella sta tornando verso casa: è originaria della provincia di Pisa, ma da tempo vive a Camaiore con il suo ragazzo Fabrizio Cortopassi, camaiorese. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri – che hanno eseguito i rilievi dell’incidente – la ragazza sta percorrendo la via Bellosguardo in direzione Lucca con il suo scooter Scarabeo: dalle prime informazioni sembrerebbe che, per motivi da accertare, la ragazza abbia perso il controllo dello scooter, invadendo la corsia opposta. Nel frattempo sta arrivando la Renault Clio guidata da una 47enne di Camaiore, Lucrezia De Lucia. Che invece va in direzione Lido. L’impatto frontale tra i due mezzi è tremendo: lo scooter sembra quasi accartocciarsi sull’auto. La donna che è alla guida della Clio rimane ferita, ma non in maniera grave. Viene portata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia in codice giallo (media gravità). È in stato di choc, viene ricoverata ma non è in pericolo di vita. Per Serenella, invece, non c’è nulla da fare: è morta sul colpo.
La notizia si sparge presto tra Camaiore e Pietrasanta, dove la ragazza era ormai adottata come una del posto a tutti gli effetti. Serenella era cresciuta tra Pisa e provincia: il padre medico di famiglia, per la precisione in Valdera, esercita a Capannoli. È figlio a sua volta di un medico molto noto a Pisa. La famiglia vive a Palaia. Per lei, che aveva ancora la residenza a Casciana Terme, Pisa è la giovinezza, gli studi. Frequenta il liceo classico Galilei nella città della Torre, poi la facoltà di giurisprudenza. Dove si laurea nel 2015 con il professor Enrico Marzaduri, avvocato conosciutissimo in Versilia e oltre. Titolo della tesi: “Le limitazioni della libertà personale nel processo minorile”. «Sono addolorato, una ragazza brava e preparata», ricorda il professor Marzaduri.
Serenella è brava e intelligente, come tanti ragazzi della sua età. Dopo la prima laurea ne consegue una specialistica, pochi giorni prima dell’incidente in cui perderà la vita. Festeggia il suo nuovo traguardo con il suo ragazzo, Fabrizio, con cui vive da qualche tempo a Camaiore. Nel frattempo è riuscita a entrare a lavorare in Comune a Pietrasanta come stagista al Comando dei vigili. È in segreteria e si fa apprezzare. Si sa come vanno queste cose: la speranza di un posto di lavoro è lontana, se non lontanissima. Ma conta molto come si ci propone, come si affronta anche un impegno all’apparenza senza sbocchi. La serietà, la competenza, la professionalità esibiti sempre e comunque sono la dimostrazione che si può fare affidamento anche su una giovane alle prime armi. E Serenella, che pure ama scherzare e vive la vita come si fa a quell’età, con spensieratezza e a ritmo di rock, sul lavoro dimostra che tante considerazioni sui ragazzi di oggi sono sciocchezze. È talmente brava che la polizia municipale la coinvolge nell’attività quotidiana, ovviamente rispettando i limiti previsti dalla legge per chi è a fare uno stage.
«Il fato si è portato via una giovane vita. Non esistono parole di conforto né di cordoglio per quanto accaduto a Serenella. La notizia della sua morte mi ha scioccato. Siamo tutti senza parole». Così il sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni poco dopo essere stato raggiunto dalla notizia della morte della ragazza. «Siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi affetti – dice – Sincere condoglianze da parte di tutta dell’amministrazione comunale e della nostra comunità». Grande anche il dolore trasparso su Facebook da parte degli amici. Una delle quali si è congedata così: «Dolce angelo, rimarrai sempre nel mio cuore».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’incidente avviene intorno a mezzanotte e venti. Serenella sta tornando verso casa: è originaria della provincia di Pisa, ma da tempo vive a Camaiore con il suo ragazzo Fabrizio Cortopassi, camaiorese. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri – che hanno eseguito i rilievi dell’incidente – la ragazza sta percorrendo la via Bellosguardo in direzione Lucca con il suo scooter Scarabeo: dalle prime informazioni sembrerebbe che, per motivi da accertare, la ragazza abbia perso il controllo dello scooter, invadendo la corsia opposta. Nel frattempo sta arrivando la Renault Clio guidata da una 47enne di Camaiore, Lucrezia De Lucia. Che invece va in direzione Lido. L’impatto frontale tra i due mezzi è tremendo: lo scooter sembra quasi accartocciarsi sull’auto. La donna che è alla guida della Clio rimane ferita, ma non in maniera grave. Viene portata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia in codice giallo (media gravità). È in stato di choc, viene ricoverata ma non è in pericolo di vita. Per Serenella, invece, non c’è nulla da fare: è morta sul colpo.
La notizia si sparge presto tra Camaiore e Pietrasanta, dove la ragazza era ormai adottata come una del posto a tutti gli effetti. Serenella era cresciuta tra Pisa e provincia: il padre medico di famiglia, per la precisione in Valdera, esercita a Capannoli. È figlio a sua volta di un medico molto noto a Pisa. La famiglia vive a Palaia. Per lei, che aveva ancora la residenza a Casciana Terme, Pisa è la giovinezza, gli studi. Frequenta il liceo classico Galilei nella città della Torre, poi la facoltà di giurisprudenza. Dove si laurea nel 2015 con il professor Enrico Marzaduri, avvocato conosciutissimo in Versilia e oltre. Titolo della tesi: “Le limitazioni della libertà personale nel processo minorile”. «Sono addolorato, una ragazza brava e preparata», ricorda il professor Marzaduri.
Serenella è brava e intelligente, come tanti ragazzi della sua età. Dopo la prima laurea ne consegue una specialistica, pochi giorni prima dell’incidente in cui perderà la vita. Festeggia il suo nuovo traguardo con il suo ragazzo, Fabrizio, con cui vive da qualche tempo a Camaiore. Nel frattempo è riuscita a entrare a lavorare in Comune a Pietrasanta come stagista al Comando dei vigili. È in segreteria e si fa apprezzare. Si sa come vanno queste cose: la speranza di un posto di lavoro è lontana, se non lontanissima. Ma conta molto come si ci propone, come si affronta anche un impegno all’apparenza senza sbocchi. La serietà, la competenza, la professionalità esibiti sempre e comunque sono la dimostrazione che si può fare affidamento anche su una giovane alle prime armi. E Serenella, che pure ama scherzare e vive la vita come si fa a quell’età, con spensieratezza e a ritmo di rock, sul lavoro dimostra che tante considerazioni sui ragazzi di oggi sono sciocchezze. È talmente brava che la polizia municipale la coinvolge nell’attività quotidiana, ovviamente rispettando i limiti previsti dalla legge per chi è a fare uno stage.
«Il fato si è portato via una giovane vita. Non esistono parole di conforto né di cordoglio per quanto accaduto a Serenella. La notizia della sua morte mi ha scioccato. Siamo tutti senza parole». Così il sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni poco dopo essere stato raggiunto dalla notizia della morte della ragazza. «Siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi affetti – dice – Sincere condoglianze da parte di tutta dell’amministrazione comunale e della nostra comunità». Grande anche il dolore trasparso su Facebook da parte degli amici. Una delle quali si è congedata così: «Dolce angelo, rimarrai sempre nel mio cuore».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
