Sicurezza
Limitare le feste dei bagni, anzi no. Si accende il dibattito
FORTE DEI MARMI. Dove vanno balneari e bagni del Forte, quest’ultimi ormai sempre più luoghi deputati alle serate vip e sempre meno strutture per i bagni di mare? Se lo chiedeva, non senza un pizzico...
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FORTE DEI MARMI. Dove vanno balneari e bagni del Forte, quest’ultimi ormai sempre più luoghi deputati alle serate vip e sempre meno strutture per i bagni di mare? Se lo chiedeva, non senza un pizzico di polemica, qualche giorno fa, su “il Tirreno”, un leader storico dei balneari come Sergio Marrai. Un intervento, il suo, che ha sollevato tante adesioni e qualche dubbio.
«Ho letto con attenzione e condivisione e tanta nostalgia – è intervenuto l’ex assessore al turismo Vasco Franceschi – come non dargli ragione! Il suo è purtroppo un amarcord senza alcuna possibilità di inversione di tendenza, pena la fuoriuscita dal mercato. Mercato che ha dettato delle nuove linee guida che hanno finito con il mandare in soffitta le gestioni familiari gestioni della nostra spiaggia dei bagnini storici come Milietto Cesarali, Gino Pampaloni, Sebastiano Santini per non dire dei Maggi e dei Polacci, e tanti altri ancora. Certo – continua – farebbe piacere riavvolgere la pellicola che ha metaforicamente filmato i momenti della nostra fanciullezza e della nostra gioventù, ma questo, purtroppo, non è possibile. Allora che fare? Secondo me cerchiamo almeno di conservare quello che ancora ci resta. E non è poco quella familiarità gestionale che ancora viene portata avanti dagli eredi di coloro che ho ricordato e non solo e ce ne sono ancora tanti e tra questi certamente anche Sergio Marrai e la sua famiglia».
Di diverso avviso Vivaldo Tonini leader del Gruppo d’opinione di via Versilia che vede l’antidoto alla vippizzazione totale in un lavoro costante di promozione e apertura alla frequentazione della clientela infantile e adolescenziale. «Certo che possiamo associarci al grido di dolore di Marrai e di Umberto Donati sulla deriva che stanno prendendo gli stabilimenti balneari, però c’è da mettersi d’accordo su come si debba intervenire perché ogni volta che si prospettano interventi per disciplinare questo importante settore del paese si levano grida di indignazione, da parte di alcuni esponenti della categoria, come protesta verso una supposta limitazione di libertà d’agire».
Certo, Forte dei Marmi «ha necessità di elevare il suo standard di offerta rivolto a un turismo a cinque stelle ma deve preoccuparsi anche del turismo familiare e del fatto che, nel settore alberghiero, un’eccessiva polarizzazione sul lusso possa poi penalizzare le strutture a tre stelle che vivono di un turismo derivato dal ceto medio che tende ad allontanarsi sempre di più. Sotto questo aspetto ci sono state, in questi ultimi anni, iniziative sostenute o prodotte da parte dell’amministrazione ideate per creare momenti e periodi di intrattenimento rivolti proprio alle famiglie e ai bambini». (r.f.)
«Ho letto con attenzione e condivisione e tanta nostalgia – è intervenuto l’ex assessore al turismo Vasco Franceschi – come non dargli ragione! Il suo è purtroppo un amarcord senza alcuna possibilità di inversione di tendenza, pena la fuoriuscita dal mercato. Mercato che ha dettato delle nuove linee guida che hanno finito con il mandare in soffitta le gestioni familiari gestioni della nostra spiaggia dei bagnini storici come Milietto Cesarali, Gino Pampaloni, Sebastiano Santini per non dire dei Maggi e dei Polacci, e tanti altri ancora. Certo – continua – farebbe piacere riavvolgere la pellicola che ha metaforicamente filmato i momenti della nostra fanciullezza e della nostra gioventù, ma questo, purtroppo, non è possibile. Allora che fare? Secondo me cerchiamo almeno di conservare quello che ancora ci resta. E non è poco quella familiarità gestionale che ancora viene portata avanti dagli eredi di coloro che ho ricordato e non solo e ce ne sono ancora tanti e tra questi certamente anche Sergio Marrai e la sua famiglia».
Di diverso avviso Vivaldo Tonini leader del Gruppo d’opinione di via Versilia che vede l’antidoto alla vippizzazione totale in un lavoro costante di promozione e apertura alla frequentazione della clientela infantile e adolescenziale. «Certo che possiamo associarci al grido di dolore di Marrai e di Umberto Donati sulla deriva che stanno prendendo gli stabilimenti balneari, però c’è da mettersi d’accordo su come si debba intervenire perché ogni volta che si prospettano interventi per disciplinare questo importante settore del paese si levano grida di indignazione, da parte di alcuni esponenti della categoria, come protesta verso una supposta limitazione di libertà d’agire».
Certo, Forte dei Marmi «ha necessità di elevare il suo standard di offerta rivolto a un turismo a cinque stelle ma deve preoccuparsi anche del turismo familiare e del fatto che, nel settore alberghiero, un’eccessiva polarizzazione sul lusso possa poi penalizzare le strutture a tre stelle che vivono di un turismo derivato dal ceto medio che tende ad allontanarsi sempre di più. Sotto questo aspetto ci sono state, in questi ultimi anni, iniziative sostenute o prodotte da parte dell’amministrazione ideate per creare momenti e periodi di intrattenimento rivolti proprio alle famiglie e ai bambini». (r.f.)
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