Sicurezza
La lapide dell’eccidio andrà nel Mausoleo delle Fosse Ardeatine
di Tiziano Baldi Galleni
La lastra distrutta dalla tempesta verrà ristrutturata dagli studenti di una scuola di Pietrasanta e portata a Roma
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SERAVEZZA. Come una memoria sgretola, persa, poi recuperata frammento per frammento, e infine ricostruita. Così è per la lapide originaria di Sant’Anna di Stazzema, oggi nei laboratori di una scuola superiore di Pietrasanta. Ricomposta pezzo per pezzo, è ora pronta per essere assemblata di nuovo su una enorme lastra di marmo. Questa volta però non sarà riportata a Sant’Anna, nel Parco nazionale della pace, ma esposta nel sacrario monumento nazionale delle Fosse Ardeatine a Roma.
I nomi delle vittime di Sant’Anna di Stazzema scritti in bronzo sul granito spezzato dal vento del 5 marzo 2015 sono stati raccolti da terra con minuziosità. A dirigere l’operazione di restauro è il professore Claudio Marchetti dello Stagio Stagi. «Ogni frammento della lastra di granito è stato scoppiato nel mezzo – spiega il Marchetti – poiché, essendo l’elenco dei nomi fronte retro, adesso sarà più facile lavorarci e successivamente rincollarli su un’altra base. Parte del lavoro è stato eseguito a primavera insieme agli alunni della scolaresca tedesca che da sette anni vengono in visita a Sant’Anna da Moers in Germania».
La lapide prenderà la forma di un libro aperto sostenuto da un nuovo piedistallo, ma subirà anche una parziale ricostruzione di alcune parti mancanti. Fra le prime idee del sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, c’era anche quella di collocarla in un campo di concentramento in Germania. Invece finirà a Roma, dove furono giustiziati come rappresaglia 335 civili e militari italiani, il 24 marzo 1944, da parte delle truppe di occupazione tedesche. «In un primo momento l’associazione Martiri di Sant’Anna la voleva reinstallare a Sant’Anna – dice Verona – ma non mi sembrava un’idea giusta: i nomi delle vittime sono già stati riportati sulla nuova lapide. Collocarla invece in un grande campo di concentramento all’estero era un’operazione complicata. Così, coinvolgendo il procuratore generale De Paolis, che ha contattato un generale a Roma, stiamo cercando di trovargli una sistemazione alle Fosse Ardeatine, un luogo che è visitato da milioni di cittadini di tutto il mondo. Alla fine anche l’associazione ha capito lo spirito di questa idea: per far conoscere maggiormente la storia di Sant’Anna».
I lavori di restauro ripartiranno a partire da settembre, quando riprenderanno le attività scolastiche. Restaurarla, per l’associazione Martiri di Sant’Anna, era un atto dovuto. «È il segno dell’amore e del rispetto per Sant’Anna – spiegano i familiari delle vittime e dei superstiti – e il rispetto dei suoi simboli. È stato dimostrato anche da tutto l’impegno e la cura che c’è stata nel recuperare i frammenti». La lapide in granito fu distrutta nel 2015 a seguito del fortunale di vento. La foto di Enrico Pieri, presidente dell’Associazione Martiri, e superstite della strage di Sant’Anna del 12 agosto 1944, commosso in volto davanti alla lapide in frantumi, fece il giro del web e delle testate giornalistiche in poco tempo. Grazie a tante donazioni private, circa un anno dopo, una nuova lastra con i nomi incisi è stata di nuovo eretta al Monumento Ossario.
I nomi delle vittime di Sant’Anna di Stazzema scritti in bronzo sul granito spezzato dal vento del 5 marzo 2015 sono stati raccolti da terra con minuziosità. A dirigere l’operazione di restauro è il professore Claudio Marchetti dello Stagio Stagi. «Ogni frammento della lastra di granito è stato scoppiato nel mezzo – spiega il Marchetti – poiché, essendo l’elenco dei nomi fronte retro, adesso sarà più facile lavorarci e successivamente rincollarli su un’altra base. Parte del lavoro è stato eseguito a primavera insieme agli alunni della scolaresca tedesca che da sette anni vengono in visita a Sant’Anna da Moers in Germania».
La lapide prenderà la forma di un libro aperto sostenuto da un nuovo piedistallo, ma subirà anche una parziale ricostruzione di alcune parti mancanti. Fra le prime idee del sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, c’era anche quella di collocarla in un campo di concentramento in Germania. Invece finirà a Roma, dove furono giustiziati come rappresaglia 335 civili e militari italiani, il 24 marzo 1944, da parte delle truppe di occupazione tedesche. «In un primo momento l’associazione Martiri di Sant’Anna la voleva reinstallare a Sant’Anna – dice Verona – ma non mi sembrava un’idea giusta: i nomi delle vittime sono già stati riportati sulla nuova lapide. Collocarla invece in un grande campo di concentramento all’estero era un’operazione complicata. Così, coinvolgendo il procuratore generale De Paolis, che ha contattato un generale a Roma, stiamo cercando di trovargli una sistemazione alle Fosse Ardeatine, un luogo che è visitato da milioni di cittadini di tutto il mondo. Alla fine anche l’associazione ha capito lo spirito di questa idea: per far conoscere maggiormente la storia di Sant’Anna».
I lavori di restauro ripartiranno a partire da settembre, quando riprenderanno le attività scolastiche. Restaurarla, per l’associazione Martiri di Sant’Anna, era un atto dovuto. «È il segno dell’amore e del rispetto per Sant’Anna – spiegano i familiari delle vittime e dei superstiti – e il rispetto dei suoi simboli. È stato dimostrato anche da tutto l’impegno e la cura che c’è stata nel recuperare i frammenti». La lapide in granito fu distrutta nel 2015 a seguito del fortunale di vento. La foto di Enrico Pieri, presidente dell’Associazione Martiri, e superstite della strage di Sant’Anna del 12 agosto 1944, commosso in volto davanti alla lapide in frantumi, fece il giro del web e delle testate giornalistiche in poco tempo. Grazie a tante donazioni private, circa un anno dopo, una nuova lastra con i nomi incisi è stata di nuovo eretta al Monumento Ossario.
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