Il Tirreno

Versilia

Il megayacht è made in Versilia

di Gabriele Noli
Il megayacht è made in Versilia

Gli interni in marmo del panfilo di 143 metri ormeggiato davanti a Forte realizzati dalla Lanka Marine

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FORTE DEI MARMI. Il superyacht a vela del magnate russo Andrey Melnichenko - il più grande al mondo tra quelli privati - è, almeno in parte, made in Versilia. Il panfilo ormeggiato da martedì al largo della Versilia, con il suo proprietario che ha trascorso qualche giorno di relax a Forte dei Marmi, ha infatti gran parte degli interni realizzati da una azienda nostrana. Contribuiscono alla magnificenza di “A” - questo il nome dell’imbarcazione costata in tutto oltre 400 milioni di euro e lunga 143 metri – i circa 500 metri quadri di marmo alleggerito per un totale di 16 centimetri di spessore e retroilluminato prodotti ed installati da Lanka Marine, azienda di Pietrasanta specializzata nel settore degli arredamenti di lusso. Per l’arricchimento estetico dell’imbarcazione (pavimenti, rivestimenti, vasche, bagni dell’armatore e dei figli, l’intera area spa, zona fitness e bar) sono stati utilizzati statuario, onice bianco, rosa e miele, thassos e quarzite.

Un lavoro cominciato nel 2013, con i primi contatti con l’architetto Philippe Starck a cui il facoltoso imprenditore Melnichenko (per la rivista americana Forbes è uno dei 100 uomini più ricchi al mondo) ha commissionato la progettazione dello yacht, costruito nei cantieri Nobiskrug a Kiel, in Germania. «E’ stata un’opera piuttosto complessa – spiega Maddalena Galaurchi, direttrice del reparto tecnico-amministrativo di Lanka Marine -: c’è voluta un’accurata fase di studio, oltre a svariati meeting, per risolvere il problema del peso dei singoli materiali, alcuni piuttosto delicati».

Il team del magnate Melnichenko nell’estate 2014 si è recato nel laboratorio della Lanka Marine a Pietrasanta per visionare i blocchi di marmo (estratto a Carrara) scelti per il superyacht. Una produzione per step, cominciata proprio tre anni fa. «E’ stato uno dei progetti più complicati ma al tempo stesso stimolanti», ammette Galaurchi, direttrice di un’azienda composta da circa venti di dipendenti, età media 36 anni. Del team fa parte anche Maaike van der Wal che, parlando 5 differenti lingue, ha il compito di rapportarsi direttamente coi clienti. Un laboratorio che ha visto la luce nel 2010, «quando il nostro presidente Pieter Van Strien ha deciso di combattere la crisi che stava investendo il settore nautico. Un rischio che ha garantito lavoro a tante persone e che tuttora fornisce risultati concreti».

Lanka Marine ha sviluppato un totale di 105 progetti, di cui il 95% legati ai superyacht: la parte residuale riguarda abitazioni di lusso. «Siamo abituati ad operare su scafi superiori ai 100 metri, i cantieri con cui ci relazioniamo sono dislocati per lo più in Germania ed in Olanda, mentre gli armatori che si rivolgono a noi sono soprattutto americani, russi e arabi. Di recente però abbiamo lavorato anche su alcuni progetti di cantieri italiani, come l’Ocean Victory di Fincantieri (gigayacht da 140 metri)».

Lanka Marine si occupa anche dell’After Sales e del Refit con un pool specializzato di 5 persone pronto a raggiungere in ogni parte del mondo le imbarcazioni che necessitano di un tempestivo intervento. «Il nostro – insiste Galaurchi – è un team formato da persone di esperienza e da giovani desiderosi di lasciare il segno nel settore della nautica di lusso».

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