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Toscana economia

Dolcezza in albergo col miele a km zero

di Gabriele Noli
Dolcezza in albergo col miele a km zero

Al Grand Hotel Royal installata una casa per le api La collaborazione nasce tra la struttura e BurlaMiele

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VIAREGGIO. La piccola start-up ed il grande hotel: un matrimonio possibile. I principali beneficiari saranno i clienti internazionali (in prevalenza inglesi e tedeschi) del Royal – uno dei principali alberghi della Passeggiata di Viareggio – che potranno gustare un miele a chilometro zero, perché prodotto nella vicina Torre del Lago, dove ha sede l’azienda agricola BurlaMiele (il cui nome prende inequivocabilmente spunto dal Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio). Ed è proprio qui che troverà posto una nuova arnia – il luogo artificiale in cui vivono le api domestiche – “personalizzata” con i colori del Grand Hotel Royal. L’idea nasce dalla collaborazione avviata tra la titolare del marchio, Sara Santucci e la direzione della struttura alberghiera.

«In questo modo sarà possibile far conoscere alla clientela straniera un prodotto del nostro territorio. E di questo ne sono onorata”, afferma la giovane imprenditrice, la cui start-up ha visto la luce appena un anno fa. «Con il Burlamiele anche la Versilia ha il suo prodotto d’eccellenza», aggiunge il direttore del Royal Marino Patruno. L’arnia è stata decorata da Massimo Spada, da anni assistente bagnanti dell’hotel, nonché collaboratore di Franco Malfatti, uno dei carristi del Carnevale viareggino.

«Grazie alla produzione dedicata con la nuova struttura e alle trecento confezioni che abbiamo già orfinato per i nostri clienti, il miele versiliese sarà sempre più conosciuto in tutta Europa», aggiunge Patruno.

Le altre arnie si trovano non solo a Torre del Lago, ma anche a Pedona, San Rossore e Cinquale, abbracciando dunque le zone limitrofe. L’ennesimo successo professionale per Sara Santucci, già premiata in occasione del contest “Progetti e proposte per la Carrara del futuro”, nello specifico, per il progetto del Bees Hotel: dieci celle in legno di forma triangolare o esagonale al cui interno verrebbero collocati foglie, mattoni, pigne, canne di bambù e pigne, così da ricreare un habitat consono per le api, ideale per nutrirsi e riprodursi. «Ho pensato alla realizzazione di un Bees Hotel al Parco della Padula (a Carrara): un vero e proprio rifugio per le api selvatiche delle dimensioni di 2, 5 metri per 2,5 che potrebbe essere costruito in marmo, riqualificando gli orti urbani».


 

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