Il Tirreno

Versilia

Anche a Pietrasanta arrivano i profughi

di Luca Basile
Anche a Pietrasanta arrivano i profughi

Quattro persone provenienti dalla Nigeria e accolte da don Francesco ai Macelli Pietrasanta resta a zero per quanto riguarda i posti nelle strutture pubbliche

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PIETRASANTA. Un arrivo passato sottotraccia, quello dei quattro profughi nigeriani ospiti in una dimora attigua al Convento dei Frati, in via San Francesco. Due coppie di migranti fuggiti dai dolori e dalle miserie della loro terra ed appunto accolti nel cuore di Pietrasanta da una comunità, quella che fa riferimento a padre Francesco Parrini, che unisce le attività religiose delle parrocchie dei Frati e quella del Santissimo Sacramento dei Macelli. Pietrasanta, come noto, era rimasta l’unica realtà di zona a non ospitare migranti: di conseguenza questi sono i primi.

«Non abbiamo voluto dare alcuna enfasi a questa situazione perché non ci sembrava e non ci sembra opportuno: abbiamo scelto un basso profilo e lo manterremo. Posso dire – spiega padre Francesco – che tutto si è svolto, com’è ovvio che sia, nel rispetto delle procedure stabilite dalla prefettura di Lucca: c’è una cooperativa che gestisce l’aspetto organizzativo della permanenza delle due coppie e poi ci siamo noi, come parrocchie, che ci adoperiamo sul, piano dell’integrazione, del dialogo, del fare sentire meno soli queste quattro persone. È un percorso spontaneo, importante, di certo non semplice: intendiamo, come comunità parrocchiale, dare una mano nel silenzio. C’è grande sostegno, anche se siamo in estate e molti sono impegnati con la stagione ed il lavoro. Come si trovano i quattro profughi a Pietrasanta? Mi sembra che non ci siano particolari problemi: ciò che conta è il processo d’integrazione in questi casi. Da qui la partecipazione a cene, incontri, momenti conviviali».

Tempo fa don Francesco Parrini chiarì con poche ed efficaci parole, il suo pensiero riguardo all’emergenza migranti. «Noi non ci adoperiamo per accogliere perché ce lo dice il Santo Padre o ce lo impone la nostra fede, ma perché ne va del nostro essere persone su questa terra, perché ci sono risvolti umani che non possono essere trascurati in tutta questa tragedia». Parole condivise da molti fedeli che frequentano le chiese dei Macelli e dei Frati. Eppure Pietrasanta, nei mesi scorsi, è stata teatro di una fermissima presa di posizione da parte del sindaco Massimo Mallegni: «Se necessario mi sdraierò a terra con la fascia tricolore e sono sicuro che i miei concittadini saranno al mio fianco per evitare uno scempio ingiusto nei confronti della comunità», fu la risposta dello stesso Mallegni all’ipotesi dell’allora prefetto Giovanna Cagliostro di una soluzione di accoglienza per alcune decine di migranti, in terra di Pietrasanta: «Prima i pietrasantini, poi gli altri» è stato il mantra ripetuto, a lungo, dal primo cittadino. I parametri stabiliti dal Ministero dell’Interno prevedono una quota di 2,5 migranti ogni 1.000 abitanti all’interno dei Comuni oltre i 2.000 abitanti. Ad oggi Viareggio ospita 137 richiedenti asilo, e altri 96 dovrebbero arrivare sempre secondo il criterio fissato. A Massarosa ce ne sono 39, a Camaiore 47, ma ne dovrebbero arrivare altrettanti, mentre a Stazzema si è oltre la soglia prevista: 19 richiedenti asilo invece di 8. Undici sono quelli a Forte dei Marmi, su un totale previsto di 20, mentre 13 su 48 sono quelli che hanno trovato ospitalità a Seravezza. Pietrasanta, fino ad oggi, era a quota zero e a quota zero resta in quanto ad accoglienza nelle strutture pubbliche.

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