Sicurezza
Aggredito e ferito sul treno per portargli via la borsa
Disavventura per un viareggino sul Regionale notturno partito da Firenze La vittima: «Nessuno è intervenuto per fermare il ladro che è scappato»
VIAREGGIO. «Mentre il rapinatore tirava la mia borsa non c’è stato nessuno che si sia alzato per aiutarmi e fermare il ladro». Giovanni Maltana, dipendente viareggino di 56 anni, è ancora sconcertato e un po’ impaurito per l’episodio che gli è accaduto martedì notte sul regionale che da Firenze lo stava riportando a casa, a Viareggio appunto. Un uomo non ancora individuato ha tentato di portargli via il marsupio dove teneva tutti i documenti, il cellulare e il denaro. Nella colluttazione contro il malvivente si è anche ferito ed è stato costretto ad assentarsi alcuni giorni dal lavoro.
L’uomo era reduce da una giornata nel capoluogo insieme alla compagna: erano andati a trovare la figlia di lei che vive là ma il ritorno ha riservato un finale inaspettato e decisamente poco piacevole.
«Siamo partiti con un treno regionale alle dieci di sera – racconta l’uomo al cronista – la tratta che abbiamo seguito è quella che passa da Lucca. La mia compagna aveva notato dei movimenti sospetti nel vagone ma l’ora era tarda e durante il viaggio ci siamo appisolati entrambi. Io ero seduto dalla parte del corridoio mentre lei riposava nel sedile accanto al finestrino. Mi ero allacciato il borsello intorno al braccio in modo che fosse difficile portarmelo via. Ad un certo punto, a metà tra il sonno e la veglia, ho cominciato a sentire degli strattoni. Quando ho aperto gli occhi, eravamo all’altezza della stazione di Montecatini, ho visto un ragazzo giovane che stava cercando con tutta la forza di strapparmi via la borsa».
Malgrado il colpo fosse quasi sfumato, il ladro ha continuato a tirare, Maltana quindi ha reagito tentando di riportare a sé il borsello ma la forza del ladro era tanta e per rimanere saldo sul proprio posto ha girato la gamba su se stessa prendendo una distorsione al ginocchio.
«Sebbene sentissi un po’ male ho continuato a tirare perché dall’altra parte il ladro non mollava la presa – continua nel racconto la vittima – tanto ha fatto che mi ha trascinato fino agli scalini del predellino che conduce alle porte del treno. A quel punto lui è caduto e io sopra di lui. Nel parapiglia anche la mia compagna è rimasta ferita a un ginocchio: ha provato anche lei a strappare la borsa ma è caduta sopra a me e si si è fatta male sia alla gamba che alle mani».
Tutto questo, racconta l’uomo, nell’indifferenza più totale degli altri passeggeri che non sono intervenuti, molti si sono alzati dal loro posto e si sono affacciati per vedere cosa stesse succedendo ma nessuno ha provato a fermare direttamente l’aggressore.
«Non appena si sono aperte le porte del vagone alla stazione di Montecatini il ladro, che era accompagnato da altre due persone, è corso fuori facendo perdere completamente le sue tracce con il favore della notte. Ma io ho stampato in testa il suo volto e il giorno dopo sono andato alla polizia ferroviaria a fare denuncia: è sulla trentina, con i capelli tagliati molto cori, brizzolato, corporatura snella con gli occhi chiari. Sembrava provenisse dall’est Europa».
La capotreno, avvertita dell’accaduto ha soccorso l’uomo e la compagna con il kit di primo soccorso ma lo spavento è rimasto vivo: «Non abbiamo chiuso occhio per due giorni dallo spavento – conclude il malcapitato – nel nostro vagone c’era una coppia straniera con un bimbo in fasce: erano così spaventati che tremavano come delle foglie. Non credo che viaggeranno molto presto sulle nostre linee», commenta.
La denuncia intanto è partita e la polizia indagherà vagliando anche le telecamere di sicurezza all’interno degli scompartimenti per rintracciare l’autore dell’aggressione: «In tutto quel tafferuglio sono riuscito a scrutare bene in faccia il mio aggressore e, come ho detto anche alla polizia, nel caso mi venga fatto vedere, sarei capace di riconoscerlo immediatamente».
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